“Il Negozio di Musica a Palermo” di Giambi Leone

vinile blues

Gentile Signor Emilio Paolo Taormina,

Le scriviamo per ringraziarLa per ciò che ha rappresentato per noi, e sono certo per tanti altri, dagli inizi degli anni ’80 fino all’avvento di internet e dei programmi pear to pear e di masterizzazione come eMule e Nero Burning.

 Dopo aver racimolato abbastanza soldi per acquistare un paio di vinili o qualche cd, prendevamo il treno che da un piccolo paesino della provincia di Trapani ci portava, in un paio di ore circa, fino alla Stazione Centrale.
Da lì, a piedi e con paso veloce, percorrevamo dritto dritto tutta la via Maqueda, la via Libertà fino alla via Notarbartolo, imboccata la quale, salivamo su su fino ad incrociare la via Terrasanta, ovvero quella del Suo mitico negozio di dischi, al numero 69. Che fatica!

Per anni nessuno ci disse che avremmo risparmiato almeno una quarantina di minuti, un’ora di cammino, se fossimo scesi alla stazione precedente, la Notarbartolo. Venendo di nascosto non ne avevamo fatto parola con nessuno.

Quando lo scoprimmo ci sentimmo dei veri idioti ma Il blues che Lei vendeva era più forte di ogni altra cosa, fatica e senso di inadeguatezza compresi. Tutto passava in secondo piano.

Il solo pensiero di avere un nuovo LP, arrivare a casa, aprire il giradischi Dual, alzare il braccio della puntina, adagiarla lentissimamente sul solco della prima traccia e ascoltare nuovi blues, nuovi armonicisti di colore, nuovi fraseggi, era fonte di adrenalina pura.

Le ore passate a camminare a piedi, le ore di viaggio in treno, la paura di non fare in tempo erano nulla al confronto. Fremevamo dalla voglia di arrivare, imbucarci nel suo negozio e cominciare ad ascoltare più dischi possibile prima che scattasse l’ora x, quella che ci obbligava a scegliere i dischi da portare alla cassa, pagare, agguantare il sacchetto e correre più forte che potevamo, altrimenti avremmo perso il treno di ritorno.

Quel treno non lo perdemmo mai. Accaldati salivamo sul vagone, prendevamo posto e, ancora con il fiatone, prendevamo i dischi e cominciavamo a leggere uno ad uno titoli e autori di ogni singola canzone, fino ad impararli a memoria.

Grazie Gentile Signor Taormina, grazie per averci fatto ascoltare tutti i vinili e i cd che volevamo prima che li avessimo acquistati, non era né atto dovuto né tanto meno mi risultava lo facessero in tanti. Grazie per i consigli che ha saputo darci.

Aveva ben presto capito che cercavamo prevalentemente il blues suonato con l’armonica diatonica.

Grazie veramente di cuore per averci fatto scoprire Robert Johnson, Deford Bailey, Alex Rice Miller Sonny Boy Williamson II, Little Walter, Walter Horton, Sonny Terry, Little George Harmonica Smith, Billy Branch, Snooky Pryor, Juke Boy Bonner, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Big Mama Thornton e tantissimi altri.

Spero avremo il piacere di incontraLa un giorno per poterLa ringraziare di persona.

Adesso abitiamo a Palermo e per andare a casa, ironia della sorte, passiamo proprio davanti al civico 69 di via Terrasanta. Non dimentichiamo mai di volgere lo sguardo alla porta di quel magico negozio di dischi che tanto ci ha fatto sognare e talvolta aiutato ad estraniarci da una realtà non sempre facile da accettare e affrontare.

Le confessiamo che, forse stupidamente, vive ancora in noi l’illusione e la speranza di vedere un giorno l’insegna al proprio posto, la porta aperta e un distinto signore con i capelli lunghi seduto su uno sgabello intento a prendere appunti, forse per il suo prossimo libro. I vinili vanno di nuovo di moda.

Grazie di cuore Signor Emilio Paolo. Giambi Leone e la sua vecchia Blues Harp.

Giambi Leone


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