Manutenzione: Come si accorda l’armonica


Cosa si usa

Per accordare le ancie dell’armonica bastano pochi e semplici attrezzi di facile reperibilità :


  • Un piccolo cacciavite piatto e uno a croce, in base al tipo di vite che tiene il Cover ed il Reed Plates
  • Alcune lime di vario spessore e forma
  • Un po’ di carta abrasiva molto sottile del tipo (00)
  • Un accordatore cromatico per chitarra; andrebbe anche bene un software per PC come consigliato nella nostra sezione software

Come si fa

Per accordare l’armonica non è necessario smontarla del tutto, ma basterà togliere solamente il Cover svitando le due viti laterali. A questo punto bisognerà individuare l’ancia o le ance stonate e predisporle per l’accordatura.

La procedura è, in teoria, piuttosto semplice.

Se la nota da accordare è aspirata allora l’ancia da accordare si troverà nel Reed Plates inferiore, quindi basterà bloccare l’ancia inserendo una piastrina di metallo o un plettro per chitarra tra il Reed Plates e l’ancia stessa (FIG 1 e 2).

FIG 1
Accordatura di una nota aspirata calante
FIG 2
Accordatura di una nota aspirata crescente

Se invece la nota da accordare è soffiata allora l’ancia si trova sul Reed Plates superiore. Quindi inseriremo un cacciavite piccolo dentro il foro spingendo l’ancia verso l’esterno per poi bloccarla sempre con la piastrina di metallo (FIG 3).

FIG 3 Accordatura di una nota soffiata calante
FIG 4 Accordatura di una nota soffiata crescente

A questo punto se la nota è calante, allora basterà limare la parte esterna libera dell’ancia quanto basta per alleggerirla e quindi farla vibrare più velocemente (FIG 1 e 3). Se invece la nota è crescente bisognerà limare la parte più vicina la chiodino che regge l’ancia per diminuire la rigidità e quindi abbassarne la vibrazione (FIG 2 e 4). 

In questa fase bisogna verificare spesso, con l’ausilio dell’accordatore, se hai raggiunto la nota desiderata. Nello specifico se limate l’ancia per fare salire la nota, vi renderete conto che la quantità di materiale da asportare è decisamente ridotta.
Quindi, per non sbagliare, è consigliabile usare dalla carta abrasiva con grana molto sottile o una lima abbastanza fine.

Se però la nota che vogliamo raggiungere è troppo distante da quella originale (più di un tono di differenza dalla nota desiderata) allora potrebbe essere utile usare un saldatore per stagno e quindi saldare una goccia di stagno fuso ridottissima su una delle due zone a secondo se si vuol fare salire o far calare la nota. Successivamente rimuovere la parte eccedente con una lima.

In questo caso specifico bisogna predisporre l’ancia per la saldatura. Per prima cosa bisognerà smontare anche il Comb poi inserire la piastrina di metallo tra l’ancia e il Reed Plates. Successivamente limare con carta abrasiva solo la piccola area in cui si depositerà lo stagno.
Infatti, a causa dell’ ossidazione, lo stagno non riuscirà a saldarsi bene sull’ottone, quindi pulendo solo questa piccola area, la saldatura non si espanderà su tutta l’ancia ma solamente in questa porzione.


Inoltre, o per un difetto di fabbricazione oppure a causa di una caduta accidentale dello strumento, capita che una nota suoni male o, per così dire, suoni “friggendo”. Cioè si senta insieme alla nota originaria un ronzio metallico che attutisce e distorce il suono. In questo caso l’ancia non è perfettamente allineata con l’asola del Reed Plates.

Per risolvere il problema potrebbe essere sufficiente spostarla delicatamente nella giusta posizione spingendo lateralmente con un cacciavite o qualsiasi altro strumento che abbia una superficie larga e piatta.

Per individuare il lato giusto dove far leva, è sufficiente smontare la placchetta porta ance e metterla in controluce. Si vedrà subito il lato che urta contro l’ancia.


Le ultime due considerazioni finali

Spesso quando il suono di un’ancia è calante, non significa che sia necessariamente scordata, ma può capitare che il chiodino che la tiene si sia leggermente allentato procurando una leggera perdita di rigidità nella vibrazione con un conseguente calo della nota.

Quindi per prima cosa verificate che il chiodino non sia effettivamente lento o ci sia un certo “gioco” e successivamente con l’ausilio di una pinza sarà sufficiente premere sul chiodino sino a quando non vi sembrerà il tutto rigidamente fissato. La pressione sul chiodo, deve essere uniforme e graduale; non usate troppa forza altrimenti si rischierà di spaccare la base dell’ancia o ruotarla intorno al chiodo.

Inoltre è bene sapere che quando un’ancia comincia a stonarsi, perché usurata e non per un difetto di fabbricazione, la sua rottura è praticamente imminente ed inevitabile. Infatti su di essa si vengono a creare, nella zona di maggiore sollecitazione (a circa tre quarti della sua lunghezza, vicino al chiodo), delle cricche che diminuiscono la propria rigidità e quindi la vibrazione. In tal caso prima di procedere ad una inutile accordatura è bene esaminare a fondo l’ancia ed eventualmente sostituirla.


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