ARMONICA & BORDONE di Matteo Pulin Profetto


Ascolto da tanti anni la musica irlandese e sono sempre rimasto incantato e trasportato, come immagino molti, dal suono magico della uillean pipe. A lungo, però, non ho riflettuto sul perché mi paresse così affascinante ed arcaico, finché non mi sono reso conto che quel suono in effetti non è uno solo, ma che quello strumento produce più suoni contemporaneamente.

Potrebbe sembrare niente di strano per uno strumento, se non fosse che i suoni prodotti hanno delle caratteristiche un po’ particolari: mentre da una parte si sente con chiarezza la melodia, dall’altra si può sentire un suono costante che fa da sfondo, una sorta di pavimento su cui la melodia si sviluppa.

Un suono che per qualcuno potrebbe addirittura risultare fastidioso, ma a cui il nostro orecchio si abitua in pochissimo tempo fino quasi a smettere di sentirlo, o meglio, a sentirlo senza farci caso: è questo il suono del bordone.



Cos’è un bordone? In breve, un bordone è una nota di accompagnamento di solito grave, sostenuta o ripetuta, usata per una parte o per l’intero sviluppo del brano, che crea un tappeto su cui la melodia si posa. Se avete mai sentito suonare una cornamusa, una ghironda, delle launeddas, una tanpura, un sitar, un sargam, un duduk armeno (e sono solo alcuni!), avete sentito suonare un bordone.

Le cornamuse, ad esempio, hanno una o più canne (che si chiamano, appunto, bordoni) che partono dalla sacca e sono dedicate a produrre questo particolare suono senza che il suonatore debba porre particolare attenzione nel farle suonare.    

Alle volte il bordone è costituito da una sola nota, altre volte è costituito da intervalli di più note, generalmente consonanti: di solito intervalli di ottava, di quinta o di quarta.

Perché ad un armonicista dovrebbe interessare il bordone? Al di là del fascino che personalmente provo nei confronti di questa tecnica strumentale, raramente ho pensato che fosse qualcosa di realmente utile ad un armonicista per le caratteristiche che il nostro strumento ha e che mi sembrava lo rendessero incompatibile con questa tecnica.

Tempo dopo, però, ho avuto l’onore di ascoltare ad un seminario Ben Hewlett che interpretava Amazing Grace con una sola armonica proprio suonando un bordone. Fu per me assolutamente incredibile!



Da quel momento ho cominciato a fare qualche ricerca e sperimentazione personale e ho scoperto che, anche se non c’è molto materiale a disposizione, la tecnica non è una novità per l’armonica.

Ognuno può fare con una certa facilità delle ricerche, da parte mia vi do qualche riferimento.

Un armonicista che fa un ottimo uso di questa tecnica è il fantastico polistumentista George Winston, che, tra l’altro, sul proprio sito fornisce generosamente moltissime informazioni utili circa questa tecnica, le accordature che utilizza per suonarla e la sua storia. Winston attribuisce l’origine di questa tecnica al grande Sam Hinton che la inventò negli anni ’30 e la utilizzò in brani come Bonaparte’s Retreat o Bobby Shaftoe.

Un’altra preziosa fonte è, come al solito, l’esauriente sito del guru dell’armonica Pat Missin, che inserisce questa tecnica tra le Uncommon Harmonica Technique e ne parla in maniera approfondita (e persino per l’armonica cromatica!) con esempi, spartiti e registrazioni.

Vi consiglio, poi, di fare una salto ad ascoltare le registrazioni di Mat Walklate su Soundcloud e su YouTube per sentire un uso davvero sapiente di questa tecnica.

E segnalo, inoltre, un interessante tutorial di Liam Ward su YouTube.

Ci sono probabilmente altre fonti, anche non strettamente legate all’armonica, che si possono trovare in giro su questo argomento e invito tutti a fare la propria ricerca!




Come fa un armonicista a suonare un bordone? Per noi armonicisti non è così semplice produrre due suoni contemporaneamente, in particolare con queste caratteristiche (una linea fissa ed una che si muove), ma ritengo che possiamo sfruttare in modi diversi l’accompagnamento dei bordoni e mettere qualche nuovo trucco nella nostra sacca.

Credo che possiamo sfruttare l’uso dei bordoni con la nostra armonica con almeno 4 obbiettivi diversi:

  1. Allenare la respirazione e il tono sui fori 2° aspirato e 3° soffiato
  2. Allenare il movimento della lingua usando i tongue splits
  3. Allenare l’orecchio eseguendo le scale
  4. Arricchire ciò che suoniamo

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Allenare la respirazione e il tono sui fori 2° aspirato e 3° soffiato
Allenare il movimento della lingua usando i tongue splits
Allenare l’orecchio eseguendo le scale
Arricchire ciò che suoniamo


Matteo Pulin Profetto
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