Metodo per Armonica Cromatica: Quali metodi


Mi stanno arrivando tantissime lettere nelle quali mi richiedete un buon metodo per armonica cromatica ma attualmente, almeno in lingua italiana, quei pochi che conosco non mi sento di consigliarli perché, a parte alcuni effetti tipici dell’armonica che si possono imparare con i metodi per diatonica, per il resto trovo molto più completi metodi tipo il “Bona” della Ricordi che, almeno formalmente, non hanno nulla a che vedere con l’armonica ma, credetemi, sono una palestra formidabile anche per il nostro amato strumento soprattutto se cromatico.

Ecco, un consiglio che invece mi sento di dare con estrema sicurezza in quanto l’ho vissuto direttamente sulla pelle, è il seguente: quando suonate, cercate di imitare gli “effetti speciali” degli armonicisti che ascoltate e, provando e riprovando, tenendo conto delle istruzioni e dei trucchetti evidenziati, cercate di ricopiarne le sonorità (anche se con la cromatica è molto più difficile), ciò vi porterà, lentamente, anche alla simbiosi con l’armonica: non c’è sensazione più bella che sentirla una parte di noi alla pari di una mano o di una gamba.

Ma ricordate che suonare non è solo produrre degli ottimi vibrati o piegare bene le note, suonare è soprattutto stare ad un ritmo, in particolare quando lo si fa insieme agli altri.

Purtroppo tanti armonicisti non hanno la fortuna di suonare con altri musicisti forse perché non conoscendo la musica (si dice che l’armonica vada suonata solo ad orecchio) non riescono ad interagire, così spesso accade che l’armonica venga suonata in momenti di solitudine o magari anche, sì, in compagnia di altre persone ma… sull’autobus della gita scolastica! Musicalmente parlando, però, sempre da soli, senza la possibilità di “fare i conti…” con altri strumenti, senza, quindi, doversi misurare con il ritmo.

Quando suoniamo da soli siamo portati a non prendere neanche in considerazione l’idea dei tempi, della durata di ogni nota o delle pause e tutto ciò non è un grosso problema se il nostro scopo è suonare così, ogni tanto, senza velleità particolari; se però vogliamo imparare a suonare davvero, allora il discorso cambia parecchio: la musica è un linguaggio e quindi se non si vuole parlare da soli…. bisogna riuscire a dialogare con altri!

Per fare ciò le nostre frasi devono stare dentro alle caselle del discorso e rispettare quindi dei tempi: se parliamo tutti insieme non si capisce nulla, ma rispettando un ritmo ognuno riesce a dire la propria senza sovrapporsi arricchendo e fluidificando, quindi, la discussione.

Dove voglio arrivare? Semplice: al metronomo. Qualunque esercizio che farete, abituatevi a farlo in compagnia di quella macchinetta infernale (inizialmente la giudicherete anche peggio…); soprattutto le prime volte sarà dura per chi non aveva mai preso in considerazione l’idea del ritmo ma i risultati sono garantiti.

Quando poi i battiti del metronomo li avrete “metabolizzati“, allora sarete già ad un ottimo punto ed anche inciampando qua e là su qualche nota sparsa sul pentagramma, vedrete come sarà facile suonare insieme a qualunque altro strumento. Allora sì che sarà giunto il momento di piegare, vibrare e magari improvvisare effetti strani tipici della nostra cara armonica.

Stefano “Hozzenharp”


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