Metodo per Armonica Cromatica: Willi Burger


Willi Burger nasce a Milano nel 1934. È cittadino tedesco di madre italiana e risiede in Italia. Ha compiuto studi classici in Germania e in Italia, studiando all’Accademia di Belle Arti di Brera e Architettura al Politecnico di Milano. Appartiene a famiglia di artisti grafici e scultorei. Anche lui primeggia per lungo tempo in queste arti, in cui apporta novità continue, con opere distribuite in tutti i continenti e ricca collezione privata.

L’amore per la musica conferma la sua ecletticità. Vi si dedica precocemente, accorgendosi delle potenzialità non del tutto espresse dell’armonica cromatica, cui dona un apporto, in musica classica, indubbiamente da imitare.

I successi non tardano! Nel 1955 vince con giudizio unanime il concorso di Winterthur e viene consacrato quale miglior armonicista classico del mondo. Burger inizia una poliedrica attività concertistica. Oltre che suonare in duo (tra gli altri con Ballista, Muller, Anzaghi), è applaudito quale solista in concerti con molteplici Orchestre (ad es. la Kammerorchester RTV Ljubljana, la Simfonicni Orkester Slovenske Filharmonije, l’Orchestra della Radio di München, l’Orchestra Filarmonica di Torino, la Piccola Sinfonica di Milano, il Gruppo Strumentale Veneto, i Cameristi di Genova, i Mediolanum, ecc.), esibendosi ovunque: al Palacio de la Musica de Barcelona, al Konzert-Haus di Nürnberg, nell’Orchestra Jugoslava, per la società dei Concerti, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, nella Sala Grande del Conservatorio di Torino, al Teatro Coccia di Novara, ospite d’onore al “Ier Festival International d’Harmonica d’Auxerre” del 2006, dove il pubblico gli riserva applausi interminabili. Anche in questa occasione suona, col pianista M. Parolini, senza alcun supporto di microfoni o amplificatori.

Quale trascrittore (Transkriptionen für Harmonika) amplia di continuo il suo repertorio sinfonico e cameristico, esibendosi di frequente anche in duo per pianoforte. Interpreta autori del passato ed attuali.

Moderni compositori gli dedicano infatti molte loro opere: M. Abbado (“Fantasia e fuga for harmonica solo”), Còggiola (“Sentieri blu”), Bandel (“Apoteosi”), Cattaneo (“Umleitung”), Gian Piero Reverberi (“Suite per armonica ed archi”, “Concerto n. 1 e Concerto n. 2 per armonica e orchestra”), e molti altri ancora.

Nell’agosto del 2006 è uno dei 7 giudici nel “The 6th Asia Pacific Harmonica Festival”, svolto a Taipei, considerato il maggiore nel campo dell’armonica.

Burger, rispettosissimo del testo musicale, si rivela inconfondibile per l’accuratezza del “legato”, del vibrato e di tante altre figure, che sembrerebbero precluse all’armonica cromatica. La sua tecnica è di una velocità e purezza encomiabili.

Anche nei brani più impegnativi, contrariamente a chi si gratifica della sola velocità tecnica, egli conserva sempre la più stretta musicalità interpretativa. Come asserisce un ottimo musicologo francese di H2H, egli è innanzitutto un mu-si-ci-sta (“mu-si-cien”).

Giuseppe D’amico


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