UN APPROCCIO RIGOROSO AL TONGUE BLOCKING


Ogni armonicista con un minimo di esperienza impara – o almeno dovrebbe farlo – a conoscere le due principali tecniche di imboccatura dell’armonica, il lip pursing ed il tongue blocking: entrambe hanno interessanti potenzialità, vantaggi, caratteristiche e punti deboli che credo ognuno di noi dovrebbe passare un po’ di tempo ad approfondire. Esistono eccellenti rappresentanti ed esempi dell’una e dell’altra imboccatura ed ognuno ha le proprie preferenze in base a molti fattori.

Quello che si può dire con una certa sicurezza è che il tongue blocking è l’imboccatura che permette di accedere ad un numero maggiore di tecniche ed effetti (tongue splits, accompagnamento ritmico, corner switch ecc.).

Trovo molto affascinante e utile fare attenzione a tutti quegli elementi che, soprattutto quando le armoniche suonano in solitaria, si muovono sotto la melodia in primo piano.

Fra questi, uno degli usi che il tongue blocking consente di fare che credo più interessante è quello ritmico: sentire, per esempio, come i grandi armonicisti blues pre-bellici oppure certi armonicisti tremolo lavorano su melodie a volte semplici rendendole incredibilmente articolate ti fa davvero riflettere su cosa sia possibile tirare fuori da una umile armonica e su come si possa farla suonare come due o tre strumenti contemporaneamente!

Oggi abbiamo a disposizione molte istruzioni su come si possa suonare un tongue blocking efficace (fate un salto, per dirne due fra molti, sui ricchi siti di Joe Filisko o David Barrett…).

Mi sono chiesto, però, se sia possibile implementare una serie di esercizi per migliorare passo passo il mio tongue blocking, che suono spesso in maniera istintiva, e renderlo più “scientifico” e programmato.

Questo naturalmente non per finire a suonare come un robot, ma per cercare di rendere il mio allenamento più rigoroso ed esplorare a fondo questo particolare aspetto del tongue blocking.

È possibile valutare quanto e come ritmicamente il TB sia in grado di arricchire un brano? Si può mantenere una melodia costante e cambiarne il ritmo che la accompagna?

Quale effetto ottengo?

Ho deciso di scegliere una melodia (semplice) e aggiungere il tongue blocking in diversi momenti e modi e verificarlo.

Per scegliere la melodia mi sono ispirato al Maestro in persona: nel 1781 Wolfgang Amadeus Mozart (che mi voglio immaginare come un gran mattacchione) scelse la celebre melodia popolare francese “Ah, vous dirai-je, Maman” (che generalmente oggi conosciamo come “Twinkle twinkle little star”) per scrivere una serie di dodici variazioni (https://www.youtube.com/watch?v=xyhxeo6zLAM ): il risultato, secondo me,  è stupefacente, tanto che a volte è addirittura difficile capire che la melodia di partenza sia proprio quella!   

Va innanzi tutto detto che un problema può nascere dall’armonia che accompagna il nostro brano: sull’armonica diatonica con accordatura Richter standard abbiamo a disposizione in effetti pochi accordi (se suoniamo in prima posizione gli accordi I, V, V7 e II) e questo può scombussolare un po’ le cose, però in questo caso ci concentriamo sull’aspetto ritmico, per cui ogni slap (ossia il momento in cui la lingua batte sull’armonica bloccando i fori che non devono suonare) sarà il più veloce e deciso possibile, in modo che si apprezzi maggiormente l’aspetto percussivo e sia ridotto al minimo quello armonico (ossia l’accordo che inevitabilmente viene prodotto dalle ance che vibrano).

I movimenti che entrano in gioco saranno quindi due (in questo caso, per chiarezza, utilizzo la stessa nomenclatura che usa Joe Filisko, uno che di tongue blocking se ne intende…):

  • singola nota pulita → in questo caso prodotta lasciando la lingua posata sull’armonica e facendo fuoriuscire l’aria nel singolo foro che ci serve sulla parte destra della bocca.
  • vamping → produrremo la nota facendo sentire la frustata della lingua – citando David Barrrett “respirando una frazione di secondo in anticipo (permettendo alle quattro ance di vibrare), poi bloccando i tre fori [a sinistra] con la lingua, lasciando il foro giusto aperto”. Attenzione, però, che questa tecnica, che nello stile di Chicago serve a dare spinta ed aggressività alla nota, in questo caso, ispirandosi allo stile Old Time, serve molto di più a segnare il tempo ed è suonato più delicatamente!    

Qui si potranno verificare due situazioni:

  • la frustata capita nel momento in cui la nota della melodia deve suonare: la lingua cadrà sull’armonica lasciando aperto solamente il foro corretto e bloccando gli altri fori a sinistra – si sentiranno lo slap della lingua e la nota della melodia suonare insieme contemporaneamente.
  • la frustata capita nel momento in cui una nota della melodia sta già suonando: la lingua si alzerà e ricadrà sull’armonica lasciando aperto il foro corretto e bloccando gli altri fori a sinistra, non interrompendo il flusso d’aria che sta passando e, quindi, permettendo al foro di destra di continuare a suonare  – si sentirà suonare lo slap della lingua mentre la nota della melodia, che non si interrompe, sta già suonando.

Rifacendomi a Mozart, ho pensato a 12 variazioni (o sarebbe più corretto dire “accompagnamenti percussivi”) della melodia, ma naturalmente è possibile ideare moltissimi ritmi. In alcuni casi l’approccio è abbastanza abbordabile, in altri casi ci vuole un po’ più di tempo, ma il miglior risultato che credo possiamo ottenere è quello di sentire due elementi distinti: da una parte la melodia e dall’altro il ritmo che procedono quasi indipendentemente l’uno dall’altro, ma naturalmente molto legati fra loro.

Certamente la melodia in questo caso è volutamente semplice: non ci sono grandi variazioni, muovendosi tra note da 1/4 e note da 2/4, ed è molto regolare su un tempo non troppo veloce (70 bpm). Se la melodia fosse più articolata e veloce, probabilmente potremmo avere qualche problema in più, ma questo è un puro esercizio di indipendenza e, tutto sommato, credo che la cosa più complicata da perseguire non sia la tecnica, ma l’assetto mentale per concentrarsi nel fare due cose – muovere il fiato e la lingua – contemporaneamente ma con due pulsazioni diverse mantenendo un tempo di base.

La struttura del brano è ABA e negli spartiti di seguito ho inserito per ragioni di spazio la sola parte A (ma la parte B è altrettanto semplice da suonare ad orecchio). Sotto al brano ho inserito gli spartiti della parte ritmica, in cui è rappresentata la pulsazione di base che sarà imposta al brano dalla percussione della lingua.

L’esercizio è progressivo (e naturalmente personalizzabile) ed è molto importante riuscire a distinguere il più possibile le due parti, eseguendole in maniera più indipendente possibile.

Il brano che vi propongo è scritto in 2/4, ossia ogni singola battuta è composta da due battiti. Tenendo sempre fissa la parte della melodia, con la parte ritmica andremo a inserire via via battiti in punti diversi partendo dalla pulsazione principale. Il tempo è stabilito a 70 bpm.

L’obbiettivo di questo esercizio è quello di familiarizzare con il tongue blocking e con la sua grande attitudine ritmica per poi poterla sfruttare a nostro piacimento nei nostri brani!

AH, VOUS DIRAI-JE, MAMAN (TWINKLE TWINKLE LITTLE STAR)

Detto tutto questo, mi chiedo e Vi chiedo: è allora possibile pensare a suonare una armonica poliritmica? Vedremo in un prossimo articolo (spero)!


Per la realizzazione di questo articolo ringrazio infinitamente l’amico Davide Speranza e soprattutto il grande Joe Filisko, che con pazienza e generosità mi ha aiutato dandomi una marea di consigli. Vi rimando con piacere al suo sito ed al suo store (https://www.filiskostore.com/) per un approfondimento incredibile sul tongue blocking, sull’armonica Old time Style e su tantissimi altri argomenti!


Matteo Pulin Profetto

Matteo Pulin Profetto
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