| Fino ad ora abbiamo parlato
di armonicisti blues, la cui espressività è
dovuta in gran parte allo strapazzamento che i neri
fecero dell'armonica diatonica, strumento che era nato
per eseguire motivi popolari, anche intercalando la
melodia all'accompagnamento, grazie all'accordatura
Richter.
Dando poi un'occhiata ai vari
cataloghi, soprattutto quello della Hohner, scopriamo
armoniche di tutti i tipi: accordate in ottava, armoniche
basso, armoniche per eseguire accordi e naturalmente
la classica armonica cromatica; questo per dire che
con tale strumento si può suonare praticamente
qualsiasi genere musicale, e di conseguenza, tornando
all'armonica diatonica in chiave blues, ad un certo
punto si è cominciato a deviare dalle classiche
dodici battute, approfittando anche dello spostamento
di questa espressione musicale verso un genere meno
sofferto, che risentiva del miglioramento delle condizioni
di vita dei neri negli Stati Uniti d' America: il
soul ed il rhythm and blues.
Tra i primi ad esplorare questi territori troviamo Little
Sonny, pseudonimo abbastanza inflazionato ma
che, in questo caso, risponde al nome di Aaron Willis,
nato nel 1932 a Greensboro, Alabama, il quale, agli
inizi degli anni settanta incise alcuni album per la
Stax, etichetta storica che annovera tra i suoi artisti
nomi come Rufus Thomas, Little Milton,
Booker T & The MG'S.
Sebbene i fraseggi di Little
Sonny siano abbastanza scarni, essi vengono proposti
con accompagnamenti ed arrangiamenti tipici del R &
B come è possibile ascoltare nel disco "
BLACK AND BLUE " CD SXE 057 che contiene, oltre
ad alcuni brani scritti da Willis, anche una versione
strumentale del celebre spiritual " Wade in the
water ".
Chi però ha sviluppato maggiormente questo stile
nell'ambito dell'armonica diatonica è stato sicuramente
Lee Oskar, armonicista di origine danese
che racconta: "...quando avevo sei anni la moda
del momento fra i ragazzi del quartiere era l'armonica
così anch'io ne comprai una, l'anno dopo fu la
volta dello yo yo, ma io continuai ad insistere con
lo strumento..."
Alla fine degli anni '60 nei clubs
di Los Angeles si esibiva un gruppo chiamato Nightshift
composto esclusivamente da musicisti di colore. Essi
vennero notati dal produttore Jerry Goldstein che li
segnalò ad Eric Burdon, cantante inglese all'epoca
molto conosciuto che con il suo gruppo, The Animals
aveva inciso anche con Sonny Boy Williamson II durante
il soggiorno di quest'ultimo in Europa.
Burdon e Oskar stavano cercando una
nuova situazione musicale e, favorevolmente impressionati
dai Nightshift, iniziarono insieme una serie di concerti
dando al gruppo il nome provocatorio di " War
" e nel 1970 incisero il primo album " ERIC
BURDON DECLARES WAR " CD ARG RECORDS BMG 74321
30526 2 a cui seguì il disco doppio " BLACK
MAN'S BURDON " CD ARG RECORDS BMG 74321 30742 2.
Nel 1971 Burdon abbandonò il gruppo incidendo
però, con alcuni di loro, ed insieme a Jimmy
Witherspoon " GUILTY " LP UNITED ARTISTS UAG
29251 un concept album dedicato ai problemi di chi vive
in carcere; Lee Oskar è presente in due brani
ed il disco contiene una versione di " Goin' down
slow " registrata dal vivo nel penitenziario di
San Quintino eseguita con la San Quentin Prison Band.
I War iniziarono
così una carriera autonoma diventando ben presto
una delle band di colore più popolari in quegli
anni, impegnandosi anche in concerti a supporto della
causa per i diritti civili dei neri, vendendo milioni
di copie dei loro dischi e scalando anche le classifiche
con diversi singoli come " Cisco kid " e "
Gypsy man ".
In questo ambito il lavoro di Oskar
si sviluppa principalmente creando, assieme al sax di
Charles Miller, delle essenziali linee di supporto e
accompagnamento, ma anche il suo fraseggio risente dello
stile tipico dei fiati. Pur facendo parte integrante
dei War, spesso, durante i concerti, Lee Oskar se ne
stava seduto a lato del palco intervenendo solo quando
i brani lo richiedevano, come testimoniano anche le
incisioni dal vivo della band " WAR LIVE "
CD ARG RECORDS BMG 74321 30730 2.
Nel 1976 Oskar incise il primo disco
a suo nome pur continuando a far parte dei War che abbandonerà
definitivamente nel 1992 per dedicarsi interamente alla
carriera solista ed alla produzione delle armoniche
che portano il suo nome. I War tra defezioni e lutti
continuarono la loro storia senza però raggiungere
i successi dei primi tempi ed ancora oggi seguitano
ad esibirsi con una formazione che comprende l'armonicista
Tetsuya Nakamura.
Lasciando ampia libertà di
scegliere a propria discrezione nella vasta discografia
di Lee Oskar, che comprende anche alcuni suoi album
in stile latin fusion, consiglio però l'ascolto
di " Blues for Memphis Slim " un'articolato
slow dall' album " Eric Burdon declares War "
che contiene " Danish Pastry " un' improvvisazione
di Oskar che, a mio parere, costituisce un'equilibrato
connubio di tecnica e sentimento, nonchè un valido
esempio di come costruire un'assolo.
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