Non
c'è dubbio riguardo al fatto che questo sia l'argomento più
interessante e certamente anche il più difficile, non solo
per chi inizia lo studio dell'armonica a bocca, ma anche per chi
ha già anni di concerti alle spalle. L' arte del
bending (o "piegatura"), infatti, si completa nel
tempo grazie allo studio e all'esercizio assiduo e soprattutto,
anche, grazie ad una grande esperienza e maturità musicale.
Non sono pochi a pensare, inoltre, che ci sia anche una componente
fisica che solo pochi armonicisti hanno il dono di possedere e che
consente quello che alcuni chiamano il "bending perfetto".
Che cosa è il bending
L' armonica diatonica, come si può notare
dallo schema qui accanto (fig.1), ci
permetterebbe di suonare, soffiando ed aspirando normalmente su
tutti e 10 i fori, nella scala della tonalità corrispondente.
Ma dopo un semplice conteggio delle note ci si accorge che ne mancano
diverse per completare la nostra scala
diatonica.
Infatti, prendendo in considerazione il
modello in C (DO), si nota subito che non ci sono alcune
note, come per esempio la F (FA) e la A (LA) della prima ottava
(1-4). La seconda ottava (4-7) invece appare completa, mentre nell'
ultima (7-10) non troviamo la B (SI). Inoltre i semitoni mancano
completamente su tutte e tre le ottave.
A questo punto, per rendere completa la
scala del nostro strumento ed ottenere, quindi, tre ottave totalmente
cromatiche è necessario apprendere due tecniche essenziali:
il bending e l' overbending.
La prima, il bending, ci permetterà
di ottenere gran parte delle note mancanti e cioè quelle
che sono raffigurate nello schema qui alla sinistra (fig.2)
con le note scritte fuori dall' armonica, mentre l' overbending
ci darà la possibilità di completare la scala
cromatica con altre 6 note che mancano qui e che vedremo
più avanti.
Una volta apprese le due tecniche sarà
possibile suonare qualsiasi cosa ed in qualsiasi tonalità
anche con una sola armonica diatonica !!!
Sentiamo subito come suona una nota "piegata".
Come esempio prendiamo il 4° foro aspirato che normalmente è
una D (RE) e che con il bending diventa una Db (REb):
Quando la lingua si trova in una posizione rilassata, i muscoli
che stanno sulla parte superiore della lingua sono anch'essi rilassati
permettendo all'aria di passare liberamente per la gola e la bocca.
La nota che riproduciamo è quella effettivamente accordata
sull'ancia. (fig.3)
Se invece si comincia leggermente a inarcare
la lingua verso l' alto contraendo i muscoli e formando una gobba,
si costringe l' aria a passare in maniera forzata producendo un
vortice che farà cambiare il movimento dell'ancia. Questa
alterazione del flusso dell'aria farà rallentare l'ancia
stessa nella sua vibrazione. (fig.4)
A questo punto l' ancia inferiore, la quale
vibra aspirando, si ferma del tutto e incomincerà a muoversi
l' ancia superiore che normalmente vibra solo soffiando (fig.5).
Questa anomala vibrazione produce appunto il Db (REb). Il passaggio
graduale
tra la vibrazione dell' ancia superiore e quella inferiore si chiama
appunto "bending".
Inoltre, come si vede dal diagramma delle
note (fig.2) ci sono alcuni fori che
producono sino a tre semitoni come per esempio il 3° foro aspirato,
nel quale è possibile partendo dal B (SI) scendere di un
tono e mezzo sino al Ab (LAb). In questi casi il passaggio tra l'
ancia aspirata che sta nella parte inferiore e quella alterata della
parte superiore è molto graduale e lento.
Come
si ottiene
Si sarà notato che ci sono alcune
note (prima e seconda ottava) che si piegano aspirando sui fori
ed altre (terza ottava) che si ottengono invece soffiando. La procedura
è simile, ma l' impostazione cambia a seconda della nota.
Esaminiamo la tecnica necessaria per piegare entrambe i tipi di note.
Per capire meglio la procedura è
necessario notare che questa "camera di risonanza" che
crea il vortice d' aria dovrà, per così dire, essere
"accordato" con la nota che vorremo suonare. Cioè
se siamo sui primi fori dello strumento e quindi sulle note basse,
la lingua dovrà essere rigidamente curva e arretrata per
permettere una camera di risonanza ampia; viceversa per le note
alte soffiate la lingua va a spingersi contro i denti formando una
zona molto piccola.
Viene istintivo soprattutto all'inizio "forzare"
la nota aspirando o soffiando con molta energia. Il bending si basa
essenzialmente sulla giusta intonazione della bocca e non sulla
pressione dell' aria. Quindi cercate di non eccedere con il fiato
e di controllare la corretta posizione della lingua.
Un buon metodo consiste nell' articolare
delle sillabe mentre si suona. Questo ci permette di trovare la
giusta posizione della lingua e quindi della bocca. Per esempio
provate suonando il 4° foro aspirato ad articolare le sillabe
"iu" o "you" oppure "oy
- oy -oy" e contemporaneamente piegare la nota.
Per
la corretta riuscita del bending e per migliorare l' intonazione
della nota è necessario comunque suonare per singole note
e cioè con il Whistle
Method. E' una condizione che soprattutto all'inizio è
consigliata per riuscire ad accordare la nota e per capire
meglio il movimento.
Quindi se non riuscite ancora a suonare le note
foro per foro corrugando le labbra è necessario, prima di
iniziare a provare il bending, esercitarsi il più possibile
per acquisire la corretta impostazione delle labbra. Vi assicuro
che sarà tutto più semplice e chiaro !
La tecnica del bending ha anche un altra
interessante applicazione che produce un particolare e gradevole
effetto. Infatti è molto spesso utilizzata per conferire
colore e profondità alla nota. Potrebbe essere paragonato
un po' al bending fatto su altri strumenti come per esempio sulla
chitarra dove il tirare la nota dà un suono caldo ed umano.
Questo sarà un approfondimento delle successive lezioni.