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	<title>Armonica e Spazio Archivi - DoctorHarp - Il sito dell&#039;armonica a bocca</title>
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	<description>Tutto ciò che vuoi sapere per imparare a suonare l&#039;armonica diatonica, cromatica, tremolo ed ottave</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Oct 2019 15:46:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Armonica e Spazio Archivi - DoctorHarp - Il sito dell&#039;armonica a bocca</title>
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		<title>Quattro minuscoli buchi neri a pochi chilometri dalla Terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Adamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 23:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Armonica e Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[HarmonicA Mundi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto cioè che vuoi sapere sull'armonica a bocca, diatonica, cromatica, tremolo ed ottave. Metodo ed istruzioni per iniziare a suonare e consigli utili sulla manutenzione dello strumento.</p>
<p>Quando sono stati scoperti “nella radio”, avevano una dimensione di 3,4 mm ed erano tutti e quattro costretti a condividere uno spazio di appena 34,6...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto cioè che vuoi sapere sull'armonica a bocca, diatonica, cromatica, tremolo ed ottave. Metodo ed istruzioni per iniziare a suonare e consigli utili sulla manutenzione dello strumento.</p>

<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Quando</strong> sono stati scoperti “nella radio”, avevano una dimensione di 3,4 mm ed erano tutti e quattro costretti a condividere uno spazio di appena 34,6 x 9,7 x 12,8 mm.</p>



<p><strong>Nonostante</strong> la
grande prossimità tra loro (solo 2,4 mm di separazione tra l’uno e l’altro) da
farli quasi sembrare un particolare di un tipico “Concetto spaziale”<sup>1</sup>
di Fontana<sup>2</sup>, essi non collassarono mai in un unico buco nero più
grande, né generarono un’onda gravitazionale: in fondo, la massa di tutto il
sistema non era che di 18.1 grammi… Con simili numeri, non era certo il caso di
scomodare la relatività generale!</p>



<p><strong>Piccola</strong>
divagazione: attirare l’attenzione dei lettori, si sa, non è cosa banale.</p>



<p><strong>Il</strong>
titolo di un articolo, di un libro, di un film, … è di solito lo strumento
principe per tentare di farlo: deve colpire il lettore promettendo ciò che
probabilmente non verrà mai dato, ottenendo però che nel frattempo il
malcapitato si avventuri nella lettura del primo capoverso: nell’epoca di
Twitter, già questo costituisce un ottimo risultato…</p>



<p><strong>Ecco</strong>
perché mi trovo a chiedere scusa a te che, sapendomi astronomo, hai pensato
(forse addirittura temuto) di trovare in questo articolo lo <em>scoop</em> circa
l’esistenza di ben quattro oggetti stellari collassati e capitati nottetempo,
non si sa come e in perfetto stile <em>Interstellar</em><sup>3, 4</sup>, nei
dintorni del nostro pianeta.</p>



<p><strong>Mi</strong>
sento di poterti tranquillizzare: la tua settimana non verrà turbata da
proclami allarmistici e allarmati. Lo so: alcuni confidano proprio nel brivido
fantascientifico che solo certe notizie possono donare, ma a mia discolpa
confesserò che non ho mentito del tutto: nelle righe che seguono, parlerò
davvero di quattro minuscoli forellini bui che si sono trovati a transitare nello
spazio a poca distanza dalle nostre teste!</p>



<p><strong>E</strong>
non a caso ho deciso di farlo solo ora: questo articolo, oltre a celebrare ciò
che presto scoprirete, serve anche a dare un contributo, spero un po’ diverso
da tutti gli altri, alla grande narrazione dell’allunaggio di cui sabato
prossimo festeggeremo il cinquantesimo anniversario.</p>



<p><strong>Un</strong>
allunaggio a lungo desiderato, preparato e ottenuto tramite diversi passi e
numerose missioni durante le quali le nuove tecnologie che venivano via via
messe a punto con quell’obiettivo, venivano sottoposte alla prova del <em>buio
oltre la siepe</em> della nostra atmosfera.</p>



<p><strong>Quindi,</strong>
come si diceva, niente onda gravitazionale ottenuta dal collasso di buchi neri
vicini.</p>



<p><strong>Eppure</strong> di onde – anche se banalmente si trattava solo di onde sonore – quei quattro buchini neri il 6 Dicembre del 1965 ne hanno generate parecchie, e tutte molto piacevoli.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="680" height="412" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-gemini-50th-anniversary-10.jpg?resize=680%2C412&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4072" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-gemini-50th-anniversary-10.jpg?w=680&amp;ssl=1 680w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-gemini-50th-anniversary-10.jpg?resize=300%2C182&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p><strong><a href="https://newatlas.com/nasa-gemini-50th-anniversary/36696/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://newatlas.com/nasa-gemini-50th-anniversary/36696/ (apre in una nuova scheda)">https://newatlas.com/nasa-gemini-50th-anniversary/36696/</a></strong></p>



<p><strong>Infatti</strong> alcune delle otto piccole (9 mm di lunghezza) ance di ottone in essi alloggiate il 16 Dicembre del 1965 vibrarono nell’aria della capsula della missione Gemini VI5 per costruire il noto motivo Jingle Bell. </p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="680" height="313" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-littlelady.jpg?resize=680%2C313&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4073" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-littlelady.jpg?w=680&amp;ssl=1 680w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-littlelady.jpg?resize=300%2C138&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p><strong>Sì,</strong>
perché i quattro buchi neri altro non erano se non i fori di una <em>Little Lady<sup>6,
</sup></em><sup>7</sup>, una <em>pocket
harmonica</em> della Hohner che, come mi è stato riferito da Martin
Häffner del <em>German Harmonica Museum</em><sup>8</sup><em>, </em>fu lanciata sul
mercato nel 1923 e che nel tempo, unitamente all’astuccio che la conteneva,
negli anni ha subito diversi cambiamenti estetici<sup>9</sup>.</p>



<p><strong>Tra</strong>
l’altro, lo stesso Häffner ha tenuto ad anticiparmi che per festeggiare i cento
anni dalla creazione di questo fortunato modello tra i più piccoli mai
costruiti<sup>10, 11</sup>, la Hohner ha intenzione di allestire presto,
immagino nella sede di Trossingen, una mostra a esso dedicata.</p>



<p><strong>Tornando</strong> ai
buchini neri, una <em>Little Lady</em> all’epoca fu portata clandestinamente in
orbita dall’astronauta Walter Shirra<sup>12, 13</sup> nella missione <em>Gemini
VI</em>. Si era in periodo prenatalizio e, accompagnato dai sonaglini<sup>14</sup>
suonati dall’astronauta Tom Stafford, Schirra, che era notoriamente un
mattacchione, fece una serenata alla Terra suonando il celebre motivo natalizio<sup>15</sup>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="680" height="479" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/buchini-neri-attorno-alla-terra.jpg?resize=680%2C479&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4098" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/buchini-neri-attorno-alla-terra.jpg?w=680&amp;ssl=1 680w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/buchini-neri-attorno-alla-terra.jpg?resize=300%2C211&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p><strong>Come</strong> lo stesso Shirra riferì una volta rientrato sul nostro pianeta:</p>



<p><em>I
started fooling around with the harmonica as a boy. Just a couple of the people
at NASA knew that I planned on taking a harmonica with me. It was pretty close
to Christmas, so I played “Jingle Bell”. It came out quite well. People all
over the world sent me harmonicas. They put me in the Atlanta musicians’ union.<sup>16</sup></em></p>



<p><strong>Del</strong>
resto, voce a parte, a causa di problemi di peso e spazio, all’epoca non era
proprio consentito portare in orbita strumenti musicali: le norme molto rigide
che dai primordi dell’astronautica regolamentano il trasporto dei cosiddetti
“effetti personali” a bordo di una navicella spaziale, non erano state certo
elaborate per motivi morali o estetici (anche se – Schirra lo sapeva bene – un’
armonica, per quanto piccola, non sarebbe di sicuro passata ai controlli…).</p>



<p><strong>Piuttosto</strong>
esse avevano e tutt’ora hanno a che fare con la sicurezza a bordo e con il
bruto calcolo, non proprio banale<sup>17</sup>, di quanto peso in più dello
stretto necessario è consentito all’equipaggio imbarcare su un razzo con
dimensioni e peso dati e dotato di motori di una potenza adeguata ma comunque limitata.</p>



<p><strong>Tornando</strong> al <em>Jingle Bell</em> di Schirra, credo valga la pena</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="680" height="896" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Shirra-2.jpg?resize=680%2C896&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4077" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Shirra-2.jpg?w=680&amp;ssl=1 680w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Shirra-2.jpg?resize=228%2C300&amp;ssl=1 228w" sizes="auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p>Fonte: <a href="https://www.flickr.com/photos/sdasmarchives/albums/72157628351805989/page4/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.flickr.com/photos/sdasmarchives/albums/72157628351805989/page4/</a></p>



<p>sottolineare
che, dopo aver udito quel “messaggio extraterrestre”, circa 40 milioni di
americani abbiano tentato di suonare l’armonica. Oggi forse definiremmo
quell’astronauta un “influencer” che, se avesse avuto a disposizione i <em>social</em>,
avrebbe diffuso il verbo armonicistico non solo <em>urbi </em>(il territorio
statunitense), ma soprattutto <em>orbi</em>.</p>



<p><strong>Quel</strong>
messaggio da fuori l’atmosfera mi fa andare con la memoria a quell’altro di
solito indicato usando l’acronimo <em>LGM</em> (Little Green Man): un segnale
pulsato estremamente regolare e per questo capace di far sorgere il sospetto
che a emetterlo nel tentativo di comunicare con noi fosse stato un “piccolo
omino verde”, ovvero un alieno secondo una certa iconografia in voga negli anni
’60 e mai del tutto tramontata.</p>



<p><strong>Jocelynn</strong> Burnell fu l’astrofisica che nel ’67 di quel segnale riconobbe per prima il tracciato radio e che, dopo aver ipotizzato che si trattasse di un tentativo di comunicare con noi terrestri a opera di un nostro coinquilino cosmico, lo interpretò in modo corretto, ovvero come la prima prova dell’esistenza delle <em>radiopulsar</em><sup>18</sup>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="680" height="461" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Jocelyn-Bell.jpg?resize=680%2C461&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4078" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Jocelyn-Bell.jpg?w=680&amp;ssl=1 680w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Jocelyn-Bell.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p><strong>La</strong>
Bell aveva immaginato un omino verde, invece Tom Stafford, collega di missione
di Schirra, prima che quest’ultimo si lanciasse nell’esecuzione in <em>tongue
blocking</em><sup>19</sup> di Jingle Bells, fece intendere di avere avvistato un
UFO, letteralmente un “oggetto volante non identificato”, la cui vera identità
fu svelata proprio dall’ascolto del celebre motivetto: nelle loro intenzioni
doveva trattarsi addirittura di Babbo Natale a bordo della sua slitta trainata
da renne (!). Insomma, non certo un omino verde, bensì un omone vestito di
rosso.</p>



<p><strong>Più</strong>
precisamente, le parole di Stafford furono:</p>



<p><em>We have an object, looks like a satellite going from north to south, probably in polar orbit….very low, looks like he might be going to re-enter soon….Standby one, you might just let me try to pick up that thing.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="680" height="548" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-MuHa-Weltall-M%C3%BCnchner-Abenzeitung-1965_12_17.jpg?resize=680%2C548&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4080" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-MuHa-Weltall-M%C3%BCnchner-Abenzeitung-1965_12_17.jpg?w=680&amp;ssl=1 680w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-MuHa-Weltall-M%C3%BCnchner-Abenzeitung-1965_12_17.jpg?resize=300%2C242&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p><strong></strong><strong>Val</strong> la
pena qui ricordare che quel <em>Jingle Bell</em> fu il primo brano di musica
suonato ”live” fuori dall’atmosfera del nostro pianeta. Questo implica che la <em>Little
Lady</em> detiene il primato assoluto di primo strumento ad essere stato suonato
nello spazio. Un primato che, come mi ha segnalato Roger Trobridge, grande
armonicista britannico ed esperto di storia del nostro strumento, ha spinto la
Hohner a commemorare l’esibizione di Schirra con una edizione speciale della
Little Lady<sup>20</sup>.</p>



<p><strong>Da</strong>
allora non so quanti altri esperimenti musicali siano stati condotti in orbita.
Ricordo che di recente ha avuto un enorme successo mediatico la bella
performance dell’astronauta canadese Chris Hadfield che si è fatto riprendere
mentre, accompagnandosi con una chitarra, dopo cinque mesi di permanenza nello
spazio, diceva addio alla <em>Stazione Spaziale Internazionale</em> (ISS)
cantando <em>Space Oddity</em> di David Bowie<sup>21</sup>. Come giustamente
Hadfield fa notare<sup>22</sup>:</p>



<p><em>When
you’re a long way from home — when you have left the planet — it’s really
important not just to take care of all of the technical stuff, but also to take
care of the people.</em></p>



<p><strong>Un’</strong>affermazione
che fa capire come, rispetto ai tempi pionieristici di Schirra e Stafford (i
due, non dimentichiamolo, dovettero tenere nascoste alla NASA le loro
intenzioni musicali), oggi vi sia una normale inversione di tendenza negli
ambienti che si occupano di ricerca aerospaziale.</p>



<p><strong>Le</strong>
oramai lunghe permanenze degli astronauti in orbita, nonché un certo bisogno
degli enti di ricerca di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica così da
rendere più accettabili le ingenti spese che quel genere di ricerche implicano,
fanno sì che fare video, foto, musica fuori dall’atmosfera sia attualmente
ritenuto una fondamentale forma di rispetto per il morale e la sensibilità
degli astronauti e di quanti rimangono qui al suolo tenendo lo sguardo al
cielo.</p>



<p><strong>Inoltre,</strong>
dal confronto dei due casi Schirra-Stafford e Hadfield, si può evincere che la
quantità di “effetti personali” imbarcabili su un vettore è nel tempo cambiata
in proporzione all’aumento di potenza dei motori e all’aumento di spazio
disponibile pro-capite: se il cosiddetto <em>PPK</em> (Personal Preference Kit)
per Schirra &amp; Co. si riduceva al contenuto di un sacchetto<sup>23, 24</sup>,
nei decenni esso è cresciuto fino a consentire finanche il trasporto di una
chitarra (!)<sup>25</sup>.</p>



<p><strong>Nel</strong> tentativo di scoprire di più circa la storia e la produzione di quel piccolo gioiello di meccanica che è la <em>Little Lady</em>, l’ “armonica delle sfere”, quella “singolarità” nel mondo degli strumenti musicali vera protagonista di questo articolo e minimo comune multiplo fra tutte le vicende qui raccontate, ho consultato molto, forse tutto, di quanto di disponibile vi è in rete e sui libri che sono riuscito a reperire.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="529" height="720" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-pmccartney.jpg?resize=529%2C720&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4083" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-pmccartney.jpg?w=529&amp;ssl=1 529w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-pmccartney.jpg?resize=220%2C300&amp;ssl=1 220w" sizes="auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px" /></figure></div>



<p><strong>Ho</strong> così trovato che molti divi come ad esempio Paul Mc Cartney e <a href="https://twitter.com/Variety/status/991856115339034624" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Cate Blanchett</a> si sono divertiti a farsi ritrarre con questa armonichina tra le labbra.</p>



<p><strong>Tra</strong> i
libri consultati, non è possibile non citare la meritatamente nota <em>Encyclopedia
of the harmonica</em><sup>26</sup> di Pete Krampert grazie alla quale sono
venuto a sapere che questo strumentino è all’origine della passione per
l’armonica finanche del grande Stevie Wonder il quale, ricevutala in regalo,
dopo averla suonata per un po’, è rapidamente passato alla cromatica con esiti
ben noti a tutti.</p>



<p><strong>In</strong>
generale, però, ho scoperto che la storia dei singoli modelli spesso rimane
sconosciuta anche agli addetti ai lavori. Di sicuro vi saranno archivi nei
quali giacciono tutte le informazioni che potrebbero interessare per condurre
una ricerca storica degna di questo nome, ma la cosa non sembra essere una
priorità nemmeno dei costruttori.</p>



<p><strong>Il</strong>
già citato Gerhard Müller, Product Manager del settore armoniche della Hohner
mi ha comunque assicurato che:</p>



<p><em>Tutte le parti come il pettine di legno (legno di pero), le piastre porta-ance in ottone, le ance in ottone e le piastre di copertura in acciaio inossidabile vengono prodotte a mano da personale qualificato. Questo significa che nella produzione di questo strumento non vengono utilizzate macchine controllate automaticamente. La Little Lady viene venduta in oltre 80 paesi in tutto il mondo.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="680" height="623" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Bild-10-Hohner-and-Hollywood-1923.jpg?resize=680%2C623&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4085" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Bild-10-Hohner-and-Hollywood-1923.jpg?w=680&amp;ssl=1 680w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-Bild-10-Hohner-and-Hollywood-1923.jpg?resize=300%2C275&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p>Bild
10 Hohner and Hollywood 1923. Source: German harmonica and accordion museum</p>



<p><strong>Confesso
</strong>che, quando ho deciso di iniziare questa piccola ricerca,
nutrivo anche la speranza di reperire eventuali disegni originali, notizie
sull’ingegnere che l’ha ideata e progettata, nonché altri documenti utili a
delineare meglio la storia di questo piccolo strumento, ma pare che nulla di
tutto ciò sia di facile reperibilità. In tal senso, due documenti davvero
interessanti mi sono stati forniti da Martin Häffner (anche lui già citato in precedenza).
Documenti che trovate pubblicati qui di fianco.</p>



<p><strong>Da</strong> essi si può evincere ciò che è stato già affermato, ovvero che nel 1923 lo strumento di sicuro esisteva e che nel 1978 ha subito alcune variazioni nell’aspetto esteriore.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="570" height="640" src="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-1978-10.jpg?resize=570%2C640&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4086" srcset="https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-1978-10.jpg?w=570&amp;ssl=1 570w, https://i0.wp.com/www.doctorharp.it/armonica/wp-content/uploads/2019/07/adamo-1978-10.jpg?resize=267%2C300&amp;ssl=1 267w" sizes="auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px" /></figure></div>



<p><strong>Source:
German harmonica and accordion museum”.</strong></p>



<p><strong>Se</strong> da
un lato non è stato possibile sapere alcunché sull’oscuro ideatore di questo
piccolo modello di armonica, dall’altro è stato davvero facile reperire
materiale circa il nostro “collega”, l’astronauta-armonicista Schirra<sup>27</sup>.</p>



<p><strong>In</strong>
particolare, leggendo il bel libro <em>La stoffa giusta</em> di Tom Wolfe<sup>28</sup>,
di informazioni su questo personaggio, vero protagonista dell’era
pre-allunaggio, ne ho trovate davvero tante. Nel libro il nostro eroe ricorre
spessissimo con la sua incredibile capacità di pilotare pericolosissimi
prototipi mantenendo sempre una assoluta freddezza e un autocontrollo quasi
disumani, per poi di contro diventare decisamente umano nella vita di tutti i
giorni. Eccone un primo variopinto ritratto che ne delinea l’autore del libro:</p>



<p><em>Shirra,
a trentacinque anni, aveva eccezionali precedenti in combattimento ed era il
genere di persona che in tutta evidenza stava ottenendo successo in Marina. Si
era diplomato all’Accademia navale e sua moglie Jo era la figliastra
dell’ammiraglio James Holloway, che fu al comando del teatro bellico del
Pacifico durante la Seconda guerra mondiale. Wally Schirra aveva preso parte a
novanta missioni di guerra in Corea e abbattuto due Mig. Era stato scelto per
il collaudo iniziale del missile aria-aria Sidewinder a China Lake, in
Califronia, aveva collaudato l’F-4H per la Marina alla stessa Edwards – tutto
ciò prima di aggregarsi al Gruppo 20 per completare il suo addestramento al
volo di collaudo. Wally godeva di molte simpatie. Era un tipo tracagnotto con
un gran faccione sincero, dedito alle burle, a sonnellini cosmici, alle auto
veloci e a tutti gli altri modi per “mantenere una costante tensione”, per
usare uno schirraismo. Era un burlone del genere più amabile. Telefonava e
diceva: “Ehi, devi venire qui a trovarmi! Non indovineresti mai che cos’ho
catturato nei boschi… Una mangusta! Non sto scherzando… una mangusta! La devi
vedere!” E ciò suonava talmente incredibile che andavi da lui a dare
un’occhiata. Wally posava su un tavolo una scatola che sembrava fungere da
gabbia, e diceva: Ecco, apro un poco il coperchio così la puoi vedere. Ma non
metterci dentro la mano, perché te la stacca. Questa bimba è dispettosa”. Ti
chinavi per dare un’occhiata e – tombola! – il coperchio si splancava con
violenza e quella grossa striscia grigia balzava verso la tua faccia – e, bé,
mio Dio, veterani dell’aria rinculavano terrorizzati, buttandosi sul pavimento
– e solo dopo realizzavi che la striscia grigia era una specie di finta coda di
volpe e che tutta quella cosa non era altro che una scatola col pupazzo a
molla, stile Schirra. Era uno scherzo rozzo, a dirla tutta, ma la gioia che
Wally traeva da cose come questa arrivava come una mareggiata, un’ondata
talmente possente da trascinarti in avanti malgrado te stesso. Un sorriso di
una trentina di centimetri gli si allargava sul viso e le gote sgorgagano in un
paio di pance da angioletto, sul genere natializio, un’incredibile risata da
druido barcollante veniva su dalla gabbia toracica scuotendo e rimbombando, e
lui diceva: “Te l’ho fatta!”. Erano famosi i “te l’ho fatta!” di Schirra. Wally
era una di quelle percsone che non si preoccupano di mostrare le loro emozioni,
felicità, rabbia, frustrazione e così via. Ma nei cieli era freddo quanto chi
l’aveva concepito. Suo padre era stato un asso nella prima guerra mondiale,
aveva abbattuto cinque aerei tedeschi, e dopo la guerra sia il padre che la
madre si erano esibiti in acrobazie aeree. Nonnostante tutta la sua voglia di
far baldoria, Wally era assolutamente serio riguardo alla carriera. E quello
era il suo atteggiamento mentale ora che si trovavano di fronte a quella
faccenda dell’”astronauta”.</em></p>



<p><strong>La</strong>
storia, come spesso accade, si ripete: se i pionieri, i coloni, i cercatori
d’oro, grazie alle sue dimensioni ridotte, al basso costo, alla facilità con la
quale si emettono gli accordi fondamentali della musica popolare e al suo suono
caldo ed evocativo trovarono nell’armonica diatonica un’ideale compagna di
viaggio per la conquista del Far West, anche i coloni dello spazio, per motivi
del tutto simili, hanno scoperto che questo strumento merita un suo piccolo
posto nella grande narrazione della conquista del nostro vicinato cosmico.</p>



<p><strong>Quello</strong> che proprio per questo battezzerei il <em>Far Up </em>(o il <em>Far Out</em>?).</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p style="text-align:left"><strong><em>Angelo Adamo</em></strong><br>Email: info@angeloadamo.com<br>Web: <a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="https://squidzoup.com/" target="_blank">https://squidzoup.com</a></p>



<p><strong>💥 </strong><a href="https://www.doctorharp.it/harmonica-mundi-by-angelo-adamo/"><strong>HarmoniCa Mundi</strong></a><strong>  💥</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>1- <a href="https://www.valutazionearte.it/blog/eventi/concetto-spaziale-terra-e-oro-a-galleria-borghese/attachment/concetto-spaziale-1961-lucio-fontana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.valutazionearte.it/blog/eventi/concetto-spaziale-terra-e-oro-a-galleria-borghese/attachment/concetto-spaziale-1961-lucio-fontana/</a></p>



<p>2- <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Fontana" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Fontana</a></p>



<p>3-<a href="https://squidzoup.com/2014/11/20/un-film-fantascientifico-avvincente-e-scientificamente-esatto-fallo-tu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://squidzoup.com/2014/11/20/un-film-fantascientifico-avvincente-e-scientificamente-esatto-fallo-tu/</a></p>



<p>4- <a href="https://squidzoup.com/2014/11/25/lamore-ai-tempi-di-interstellar/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://squidzoup.com/2014/11/25/lamore-ai-tempi-di-interstellar/</a></p>



<p>5-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gemini_6" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://it.wikipedia.org/wiki/Gemini_6</a></p>



<p>6-<a href="https://www.hohner.de/en/instruments/harmonicas/diatonic/miniatures/little-lady" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.hohner.de/en/instruments/harmonicas/diatonic/miniatures/little-lady</a></p>



<p>7- In questa pagina si trova un dato non riportato dalle altre: il peso di questo strumento:<br><a href="https://www.doctorharp.it/go/hohner-little-lady/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://www.doctorharp.it/go/hohner-little-lady/ (apre in una nuova scheda)">https://www.doctorharp.it/go/hohner-little-lady/</a></p>



<p>8- Sito del Museo dell’Armonica a Trossingen: <a href="https://harmonika-museum.de/en/start_e/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://harmonika-museum.de/en/start_e/</a></p>



<p>9- In questa pagina si può vedere come apparivano sia la Little Lady che il suo astuccio (sembra di cartone, come quello di altri modelli più grandi) prima che prendesse l’aspetto attuale:<br><a href="https://www.rubylane.com/item/134693-MS–1176/Miniature-Toy-Harmonica-x93Little-Ladyx94-Hohner?search=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://www.rubylane.com/item/134693-MS–1176/Miniature-Toy-Harmonica-x93Little-Ladyx94-Hohner?search=1 (apre in una nuova scheda)">https://www.rubylane.com/item/134693-MS–1176/Miniature-Toy-Harmonica-x93Little-Ladyx94-Hohner?search=1</a></p>



<p>10- In questa pagina è possibile vedere diversi modelli di mini armoniche che per dimensioni minime e minimo numero di ance, concorrono con la <em>Little Lady </em>e spesso vincono il confronto:<br><a href="https://riskas513.blogspot.com/2018/12/docs-vintage-harmonica-collectables_31.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://riskas513.blogspot.com/2018/12/docs-vintage-harmonica-collectables_31.html (apre in una nuova scheda)">https://riskas513.blogspot.com/2018/12/docs-vintage-harmonica-collectables_31.html</a></p>



<p>11- Altra pagina con diversi esempi di mini armoniche in commercio e costruite da marche diverse dalla Hohner:<br><a href="https://thea.com/2/Harmonica-Mini-Harmonica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://thea.com/2/Harmonica-Mini-Harmonica/ (apre in una nuova scheda)">https://thea.com/2/Harmonica-Mini-Harmonica/</a></p>



<p>12- <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Schirra" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Schirra</a></p>



<p>13- <a href="https://www4.ti.ch/can/oltreconfiniti/dal-1900-al-1990/vite-di-emigranti-e-discendenti/?user_oltreconfiniti_pi1%5BidPersonaggio%5D=683" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www4.ti.ch/can/oltreconfiniti/dal-1900-al-1990/vite-di-emigranti-e-discendenti/?user_oltreconfiniti_pi1%5BidPersonaggio%5D=683</a></p>



<p>14- Gli strumenti di Stafford e Schirra esposti allo <em>Smithsonian National Air and Space Museum</em>:<br><a href="https://airandspace.si.edu/stories/editorial/tom-stafford%E2%80%99s-jingle-bells-and-wally-schirra%E2%80%99s-harmonica" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://airandspace.si.edu/stories/editorial/tom-stafford%E2%80%99s-jingle-bells-and-wally-schirra%E2%80%99s-harmonica (apre in una nuova scheda)">https://airandspace.si.edu/stories/editorial/tom-stafford%E2%80%99s-jingle-bells-and-wally-schirra%E2%80%99s-harmonica</a></p>



<p>15-La
registrazione della trasmissione tra Stafford, Shirra e il centro di controllo
durante la quale i due astronauti suonano <em>Jingle Bell</em>:</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy"  id="_ytid_41493"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/RmsOmqf7Hso?enablejsapi=1&#038;list=RDRmsOmqf7Hso&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe>
</div></figure>



<p>16- Field, Kim, <em>Harmonicas, Harps, and Heavy Breathers: The Evolution of the People’s Instrument, </em><a href="https://www.doctorharp.it/go/harmonicas-harps-and-heavy-breathers/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.doctorharp.it/go/harmonicas-harps-and-heavy-breathers/</a></p>



<p>17- Consiglio la lettura della sezione 11.5 intitolata <em>Restricted Staging in Field-Free Space</em> del seguente testo: Curtis, Howard, <em>Orbital Mechanics for Engineering Students</em>, Elsevier Aerospace Engineering Series, <a href="http://www.nssc.ac.cn/wxzygx/weixin/201607/P020160718380095698873.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">http://www.nssc.ac.cn/wxzygx/weixin/201607/P020160718380095698873.pdf</a></p>



<p>Lì
si parla anche del caso specifico del payload della Gemini sulla quale viaggiò
Schirra.</p>



<p>Ringrazio&nbsp;
l’ingegnere aerospaziale Alessandro Quintino che me lo ha gentilmente suggerito</p>



<p>18- Una storia affascinante che val la pena di farsi raccontare direttamente dalla protagonista: <a href="http://www.bigear.org/vol1no1/burnell.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">http://www.bigear.org/vol1no1/burnell.htm</a></p>



<p>19- All’ascolto, sembra trattarsi della classica tecnica del <em>Tongue-Blocking</em> usato “a martello” per ottenere l’effetto di accompagnamento ritmico e armonico di cui potete trovare una descrizione nell’interessante articolo di Luigi Orrù all’indirizzo: <a href="https://www.doctorharp.it/riflessioni-sul-tongue-blocking-blocco-con-la-lingua-o-coprendo-di-luigi-orru/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.doctorharp.it/riflessioni-sul-tongue-blocking-blocco-con-la-lingua-o-coprendo-di-luigi-orru/</a></p>



<p>Può darsi, invece, che sia un sovrapporsi delle frequenze dell’armonica e quelle dei sonaglini suonati da Stafford, il tutto reso ancora meno intellegibile dai rumori tipici dell’ambiente della capsula e dai disturbi tipici delle trasmissioni radio dell’epoca. Per sapere qualcosa di più circa i rumori di quegli ambienti, consiglio di consultare il capitolo 13 del libro di Neil F. Comins Viaggiare nello spazio – Guida per turisti galattici, Kowalski, 2007<br><a href="https://www.doctorharp.it/go/viaggiare-nello-spazio-guida-per-turisti-galattici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://www.doctorharp.it/go/viaggiare-nello-spazio-guida-per-turisti-galattici/ (apre in una nuova scheda)">https://www.doctorharp.it/go/viaggiare-nello-spazio-guida-per-turisti-galattici/</a></p>



<p>20- <a href="https://www.mandoharp.com/Harmonicas/152786-HMIN_Hohner_M91560_LittleLadyAR/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.mandoharp.com/Harmonicas/152786-HMIN_Hohner_M91560_LittleLadyAR/index.html</a></p>



<p>21- <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lc8BcBZ0tAI" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.youtube.com/watch?v=lc8BcBZ0tAI</a></p>



<p>22- <a href="http://www.vancouversun.com/technology/astronaut+chris+hadfield+space+station+guitar+built+vancouver/8414940/story.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">http://www.vancouversun.com/technology/astronaut+chris+hadfield+space+station+guitar+built+vancouver/8414940/story.html</a></p>



<p>23- Contenuto “dichiarato” (manca la voce “harmonica Little Lady”) del <em>Goodie Bag</em> di Schirra: <a href="http://www.collectspace.com/resources/flown_gt6_pltppk.html">http://www.collectspace.com/resources/flown_gt6_pltppk.html</a>, <a href="http://spaceflownartifacts.com/flown_ppks.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">http://spaceflownartifacts.com/flown_ppks.html</a></p>



<p>24- Informazioni aggiuntive sui PPK: <a href="https://www.forbes.com/sites/quora/2018/06/26/how-many-personal-items-can-astronauts-bring-to-space/#7a8898963a30" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.forbes.com/sites/quora/2018/06/26/how-many-personal-items-can-astronauts-bring-to-space/#7a8898963a30</a></p>



<p>25- Le tabelle riportate in questa pagina consentono di apprezzare come al variare dei vettori siano cambiati nel tempo i pesi dei PPK:<br><a href="http://spaceflownartifacts.com/flown_ppks.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="http://spaceflownartifacts.com/flown_ppks.html (apre in una nuova scheda)">http://spaceflownartifacts.com/flown_ppks.html</a></p>



<p>26- <a href="https://www.doctorharp.it/go/encyclopedia-of-the-harmonica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://www.doctorharp.it/go/encyclopedia-of-the-harmonica/ (apre in una nuova scheda)">https://www.doctorharp.it/go/encyclopedia-of-the-harmonica/</a></p>



<p>27- <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Schirra" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Schirra</a></p>



<p>28- <a href="https://www.librimondadori.it/libri/la-stoffa-giusta-tom-wolfe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">https://www.librimondadori.it/libri/la-stoffa-giusta-tom-wolfe/</a></p>



<p>29- A partire dal 1862 la Hohner iniziò a importare i suoi prodotti anche in territorio americano. Fonte:<br><a rel="noreferrer noopener" aria-label="http://harmonicatunes.com/harmonica-history/ (apre in una nuova scheda)" href="http://harmonicatunes.com/harmonica-history/" target="_blank">http://harmonicatunes.com/harmonica-history/</a></p>



<hr class="wp-block-separator"/>
<p>L'articolo <a href="https://www.doctorharp.it/quattro-minuscoli-buchi-neri-a-pochi-chilometri-dalla-terra/">Quattro minuscoli buchi neri a pochi chilometri dalla Terra</a> proviene da <a href="https://www.doctorharp.it">DoctorHarp - Il sito dell&#039;armonica a bocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4058</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La musica di Bach risuona negli osservatori INAF di Angelo Adamo</title>
		<link>https://www.doctorharp.it/te-mundum-laudamus-di-angelo-adamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Adamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2019 15:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Armonica e Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cromatica]]></category>
		<category><![CDATA[HarmonicA Mundi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto cioè che vuoi sapere sull'armonica a bocca, diatonica, cromatica, tremolo ed ottave. Metodo ed istruzioni per iniziare a suonare e consigli utili sulla manutenzione dello strumento.</p>
<p>Per questa nuova sezione della mia rubrica HarmoniCa Mundi vale lo stesso discorso già fatto per gli Aforismi. Si tratta di una serie di video...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.doctorharp.it/te-mundum-laudamus-di-angelo-adamo/">La musica di Bach risuona negli osservatori INAF di Angelo Adamo</a> proviene da <a href="https://www.doctorharp.it">DoctorHarp - Il sito dell&#039;armonica a bocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto cioè che vuoi sapere sull'armonica a bocca, diatonica, cromatica, tremolo ed ottave. Metodo ed istruzioni per iniziare a suonare e consigli utili sulla manutenzione dello strumento.</p>

<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>Per questa nuova sezione della mia rubrica </em><strong><em>HarmoniCa Mundi</em></strong><em> vale lo stesso discorso già fatto per gli Aforismi.</em></p>



<p><em>Si tratta di una serie di video &#8211; anche questi a suo tempo pubblicati e commentati all’interno del mio Blog </em><a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="http://squidzoup.com" target="_blank"><strong><em>squidzoup.com</em></strong></a><em> &#8211; di cui trovate una descrizione generale nell’articolo più in basso.</em></p>



<p><em>Come per gli Aforismi, immagino ancora una volta che l’esistenza di Te Mundum (Laudamus) sia sfuggita ai “DoctorHarp-iani” e ciò mi spinge a ripubblicarle tutto il materiale già esistente pure in HarmoniCa Mundi sperando così di ampliare lo spettro delle suggestioni che tento di fornire tramite l’occupazione di questo territorio “Triassico” (aggettivo da intendersi come regione del pangea-web nella quale vive il preistorico Leonardus Triassicus, noto erbivoro diatonico della Trinacria).</em></p>



<p><em>Il progetto è tutt’ora in corso, quindi attendetevi presto delle integrazioni con materiale nuovo in parte già girato e che attende soltanto di essere montato, in parte da creare ex novo in altri osservatori e laboratori che spero aderiranno presto all’iniziativa concedendomi di fare le riprese nei loro locali. </em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>La musica di Bach risuona negli osservatori INAF </strong></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Nella</strong> mia oramai lunga frequentazione di ambienti scientifici, ho avuto modo di verificare di persona come molti colleghi privi come me di una fede religiosa, vivano ugualmente il forte sentore di svolgere una attività connotabile anche con il termine <em>spirituale</em>.</p>



<p><strong>Ciò </strong>può forse
destare stupore e far credere di essere piuttosto in presenza di una certa
incoerenza di chi confessa un simile sentire, ma compiendo alcune ricerche ho
scoperto che, oltre a essere molto diffuso, questo atteggiamento ha anche
profonde radici nella storia della cultura ampiamente intesa, e non solo quindi
nella storia della scienza<sup>(*)</sup>.</p>



<p><strong>Questa</strong>
predisposizione d’animo che si scopre frequentando letture scientifiche e
luoghi deputati allo svolgimento di attività sperimentali, si potrebbe forse
indicare come “culto pitagorico del dato”, del numero con la virgola visto come
simulacro, come emersione di un ordine ben più profondo e nascosto che tramite
quello si rivela; oppure come costante tentativo di entrare in contatto con una
realtà <em>noumenica</em> che si suppone improntata a una certa razionalità
tutta da scoprire tramite le realizzazioni visibili di uno spirito idealistico.</p>



<p><strong>A</strong> causa di spinte
da sempre presenti in Europa e che hanno forzato il nostro sviluppo culturale
in ben note direzioni, sappiamo molto bene, fin dall’infanzia, che la religione
prevede un rito imprescindibile costituito da modi, abbigliamenti, frasi, fasi,
odori, luoghi ai quali si viene col tempo ad associare i concetti di <em>necessità</em>
e <em>verità</em> come anche quello di <em>esteriorità </em>vista come riflesso
di una imperscrutabile <em>profondità</em>.</p>



<p><strong>Per</strong> chi è disposto
a lasciarsi affascinare dall’idea che possano esistere estetiche dello stesso
tipo ma al contempo profondamente diverse, per chi quindi non si lascia
fuorviare dall’idea sbagliata che il rito abbia a che fare <em>solo</em> con la
fede e che negli altri casi ci si trovi invece a seguire un modo, un metodo,
una tecnica, una sequenza di gesti finalizzati esclusivamente al conseguimento
di un risultato concreto (in fondo, il rito religioso promette risultati
analoghi senza mai dimostrare davvero la propria efficacia), è possibile
scoprire durante gli studi universitari che anche il procedere scientifico è
costellato da ritualità di vario tipo: modi, parole, frasi, processi, tecniche,
misure, riduzioni dati, luoghi, linee di pensiero, &#8230;</p>



<p><strong>E</strong> quali luoghi
meglio degli osservatori astronomici possono fare da contralatare a cattedrali,
monasteri, chiese, … classicamente connessi all’idea di rito e di sacro?</p>



<p><strong>Per</strong> motivi che
hanno a che fare con una necessaria economia di spazi, quelli astronomici sono
ambienti perlopiù a volta sferica così da contenere di misura i movimenti del
telescopio che ospitano; in alcuni casi più rari sono invece a pianta
rettangolare, ma anche così ricordano vagamente chiese con una navata centrale
e due laterali (si veda il TNG, <em>Telescopio Nazionale</em> <em>Galileo</em>
alle Canarie). All’interno di essi, si svolgono attività che necessariamente
sono sempre quelle: si prepara la serata con gesti non gratuiti, ci si
predispone all’osservazione, si osservano gli oggetti che si desidera studiare
e si chiude la cupola rifacendo a ritroso alcune delle operazioni
precedentemente eseguite.</p>



<p><strong>Si</strong> tratta quindi,
a tutti gli effetti di un <em>rito scientifico</em> nel quale però la sequenza
sempre perfettibile di gesti, di parole, di atti è dettata da una necessità
metodologica e dall’obiettivo di colloquiare con la Natura senza fare troppe
supposizioni contingenti, soprattutto di ordine morale, circa la <em>spiegazione
</em>di ciò che di essa si vede e che la dovrebbe giustificare <em>dal basso</em>
in quelle sue manifestazioni osservabili.</p>



<p><strong>Partendo</strong> da simili
considerazioni e dal desiderio di far avvicinare anche altri a questo forte
sentimento di “sacralità laica”, ho pensato di girare dei video nei quali
eseguo musiche facilmente riconducibili a un ambito religioso. Anche
l’associare musica e cosmo ha radici antiche che sfumano sempre in motivazioni
di ordine sacro. Si pensi, ad esempio, a tutta la musica cosiddetta <em>mundana</em>
(dal latino <em>mundus</em> = mondo, universo), definizione che mi ha spinto ad
adottare il titolo “Te Mundum”, parafrasando così il noto inno di
ringraziamento “Te Deum”.</p>



<p><strong>Se</strong> vogliamo, a una
prima analisi superficiale, forse uno dei fattori che più differenzia ambienti
sacri e osservatori è proprio l’assenza di suoni che da sempre vengono usati
per creare quel tipo di coinvolgimento così forte ben noto ai fedeli.</p>



<p><strong>I</strong> brani che ho
scelto, tutti o quasi tratti dal repertorio bachiano, sono perlopiù di
ispirazione non religiosa. Si tratta di <em>suite</em>, quindi danze, per
strumento solo (partita in LA minore per flauto solo, suite per violoncello
solo, …) scritti da Bach molto probabilmente dopo il cosiddetto “periodo di
Weimar” (1708-1717) durante il quale ricoprì il ruolo di <em>Konsermeister</em>.
Giunto alla corte calvinista di Köthen, egli si trovò praticamente costretto a
comporre musica strumentale abbandonando così per alcuni anni il ruolo di
autore di musica dedicata al rito religioso.</p>



<p><strong>Da</strong> quanto detto,
la scelta di eseguire proprio questi brani nelle cupole astronomiche nel
tentativo di sancire finanche questa similitudine acustica tra quelle e le
cupole degli edifici dedicati al culto, potrebbe non apparire opportuna.</p>



<p><strong>In</strong> realtà, oltre a
intuibili motivi di ordine economico (non devo trovare il tempo e il luogo per
fare prove con altri musicisti; è più economico spostarmi ed eventualmente
trovare da dormire da solo riducendo al minimo il prezzo delle missioni;
facendo rientrare questa attività fra i miei compiti isituzionali, non posso
tentare di trovare fondi per pagare altri musicisti; …), ciò che mi ha spinto a
usare quei brani è proprio la loro origine svincolata da motivazioni derivate
dal culto: come è infatti facile immaginare, nonostante non fossero stati
composti per accompagnare la liturgia, essi continuano comunque a mantenere i
caratteri generali delle composizioni bachiane e tale continuità stilistica
dona agli ambienti astronomici, a parer mio in modo chiaro e definitivo, quel
carattere che mi sta a cuore mettere in evidenza con questa attività.</p>



<p><strong>Operando</strong> una mia
personale rivisitazione di quei repertori che ho adattato alle possibilità
dell’armonica cromatica (di questi brani scritti in origine per flauto,
violino, violoncello, conto di pubblicare anche un disco e un libro di
trascrizioni dei miei adattamenti per il mio strumento), ho operato la seguente
suddivisione:</p>



<p><strong>-OABO: prima suite in G per violoncello solo</strong></p>



<p>Cupola del 60 cm (Loiano): Preludio</p>



<p>Sala della Torretta del Museo della Specola: Allemanda</p>



<p>Stanza dello Specchio a Tasselli/Ufficio di G.Horn
d’Arturo: Corrente</p>



<p>Sala della Meridiana: Sarabanda</p>



<p>Cupola del 152 cm (Loiano): Minuetti I e II</p>



<p><strong>-OA Arcetri: </strong></p>



<p><strong>&nbsp;</strong>Cupola del
Mertz: Giga della prima suite per violoncello solo in G</p>



<p><strong>-OACT: Partita in A minore per flauto traverso solo</strong></p>



<p><strong>&nbsp;</strong>Cupola 91 cm
(SLN): Allemanda</p>



<p>Cupola 80 cm (SLN): Corrente</p>



<p>Cupola 40 cm divulgativo (SLN): Sarabanda</p>



<p>Cupola Barra Equatoriale (CT): Bouree Inglese</p>



<p><strong>Ho</strong> inoltre
registrato “Sirynx” di Debussy, un altro brano decisamente di ispirazione
“pagana” scritto per flauto solo, davanti al telescopio Cherenkov ASTRI. La
scelta di connettere il suono del flauto alla sede osservativa catanese è stata
dettata dal riferimento alla Sicilia presente nella vicenda del Fauno così come
cantato dal mito classico e, in tempi più recenti, dal poeta francese Mallarmé.</p>



<p><strong>-OATO: fine terza suite in C</strong></p>



<p><strong>&nbsp;</strong>-Cupola
REOSC: Sarabanda</p>



<p>-Cupola storica: Minuetto 1</p>



<p>-Cupola 3: Minuetto 2</p>



<p>-Cupola 4: Giga</p>



<p><strong>-OARoma: alcuni brani della seconda suite in Re
minore per violoncello solo</strong></p>



<p>Cupola di Monte Porzio Catone (ora biblioteca
dell’Osservatorio): Preludio</p>



<p>Cupola della Torre Solare di Monte Mario: Allemanda</p>



<p><strong>-OAPalermo: alcuni brani delle partite per violino
solo </strong></p>



<p>Cupola</p>



<p><strong>-Laboratorio XACT (Palermo): Density 21.5 per
flauto solo</strong></p>



<p><strong>Mi</strong> riservo di
completare la seconda suite nelle tre cupole dell’OATe e nelle due di Campo
Imperatore (ho già preso accordi con i direttori di entrambe le strutture).</p>



<p><strong>Il</strong> progetto poi
continuerà a Medicina (BO) dove intendo registrare brani di fine &#8216;800-inizio
&#8216;900. Dopo questa tappa andrò&nbsp; negli Osservatori di Brera e Merate dove
registrerò i primi tre brani Terza suite in C per violoncello solo:</p>



<p><strong>&nbsp;</strong>Cupola del
Mertz di Schiaparelli: Preludio</p>



<p>Cupola Zeiss (Merate): Allemanda</p>



<p>Cupola del Ruths (Merate): Corrente</p>



<p><strong>Spero</strong> che anche le
altre sedi INAF si accorgano della cosa e decidano di aderire all&#8217;iniziativa
chiamandomi a registrare a Padova, a Trieste, al Toppo di Castelgrande, a
Palermo, a Cagliari, alle Canarie, a Noto, al CERN e al Gran Sasso.</p>



<p><strong>Al</strong> variare dei
punti di vista, questa attività vuole soddisfare diverse esigenze e avere
quindi valenze differenti: oltre quella evidente di ordine estetico, vi è
chiara l’espressione di un tentativo divulgativo teso a mostrare l’esistenza,
ma soprattutto la bellezza, delle cupole astronomiche e dei centri di ricerca
fisica e astrofisica presenti sul nostro territorio nazionale, ma non solo.</p>



<p><strong>Se</strong> la storia della
Chiesa è importante anche per persone che non vivono la fede, credo che sia per
la grande capacità comunicativa che quella istituzione ha da sempre ha
dimostrato.</p>



<p><strong>Tutta</strong> la storia
dell’arte ci dice come la Chiesa, forte del suo potere temporale, abbia saputo
canalizzare le energie di grandi artisti nella direzione di un poderoso
impianto propagandistico/pubblicitario che ha reso del tutto impossibile
evitare di riferirsi di continuo a essa pur se da posizioni fortemente
critiche.</p>



<p><strong>Pittura,</strong> musica,
letteratura, architettura, costume, … sono stati e sono tutt’ora strumenti
fondamentali di cui la Chiesa si è servita e ancora si serve magistralmente.
Con essi ha da una parte fornito innegabili occasioni di crescita culturale,
alimentando dall&#8217;altra innegabili oscurantismi al giorno d’oggi senza più
ragion d’essere, qualora ne abbiano mai avuto.</p>



<p><strong>Osservando</strong> l&#8217;operato
di quella istituzione, credo di avere colto parte della lezione e di averla
fatta mia.</p>



<p><strong>Spero</strong> che il
progetto possa piacere così da convincere anche gli indecisi ad avvicinarsi al
fascino della scienza. Si tratta a tutti gli effetti di <em>proselitismo scientifico</em>
che non può certo far male e che chiede solo di lasciarsi toccare, almeno per
pochi minuti, dalla bellezza della scienza e dei luoghi nei quali essa viene
costruita un po’alla volta, tutti i giorni.</p>



<p><strong>E</strong> le notti.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p style="text-align:left"><strong><em>Angelo Adamo</em></strong></p>



<p style="text-align:left"><strong>Contatti:<br></strong>Email: info@angeloadamo.com<br>Web: <a rel="noreferrer noopener" href="https://squidzoup.com/" target="_blank">https://squidzoup.com</a></p>



<p><strong>💥 </strong><a href="https://www.doctorharp.it/harmonica-mundi-by-angelo-adamo/"><strong>HarmoniCa Mundi</strong></a><strong>  💥</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><sup>(*) </sup>A tal proposito, consiglio di leggere l’agile libretto <em>L’anima religiosa della scienza</em>, di Federigo Enriquez, da poco pubblicato per i tipi della Castelvecchi.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>
<p>L'articolo <a href="https://www.doctorharp.it/te-mundum-laudamus-di-angelo-adamo/">La musica di Bach risuona negli osservatori INAF di Angelo Adamo</a> proviene da <a href="https://www.doctorharp.it">DoctorHarp - Il sito dell&#039;armonica a bocca</a>.</p>
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