Recensioni CD


Giulio Brouzet“The Photographer”

Giulio Brouzet: Armonica Diatonica e Cromatica
Giuseppe Giuspe Roccazzella: Chitarra Acustica
Alessandro Cassani: Basso

Giulio Brouzet (armonica diatonica e cromatica) marca il suo esordio con il bellissimo EP The Photographer, edito dalla eclettica etichetta inglese Rogues Records.

The Photographer è un disco acustico curatissimo nella performance, nelle riprese e nei missaggi, eseguiti da una leggenda della musica italiana come Marco Canepa.
Il disco vive di un dialogo estremamente coerente ed armonico in equilibrio tra il blues ed il jazz.

Giulio Brouzet è accompagnato da due musicisti colti e raffinati come Giuseppe Giuspe Roccazzella (Chitarra acustica) ed Alessandro Cassani (Basso), con i quali suona già da molto tempo e con i quali ha condiviso palchi in tutta Italia.
Due delle canzoni che compongono l’EP sono brani composti da Brouzet, musicista che ormai ha raggiunto la sua maturità artistica, onesto, esperto e profondo, che dimostra di essere ormai a suo agio sia con le atmosfere blues che con quelle più tipicamente jazz.

Don’t Fuss è un brano dai sapori country-blues, molto intenso dove la chitarra ritmica acustica suonata con lo slide e l’armonica dialogano con ritmi serrati ed incalzanti.
The Photographer, brano che da il titolo all’EP, è un raffinato brano jazz, una ballata molto romantica che evoca la solitudine dell’uomo solo in una metropoli industriale, atmosfere dalle tinte grigie ed uggiose dolcemente malinconiche. 
Gi altri due sono brani cover che fanno parte della storia della musica e dell’armonica e che rappresentano un vero tributo ad un’epoca. 
Stone fox Chase è una cover di un brano degli Area 61, un blues ipnotico e serrattissimo nel ritmo, mentre il tema del film Midnight Cowboy, ballata che rappresenta un’icona per tutti gli armonicisti.

In sintesi un disco brillante, facile da ascoltare che non lascia spazio a bugie, un esordio musicalmente ed intellettualmente onesto, che rappresenta il primo passo di un musicista che ha sofferto e che si è guadagnato senza sconti ogni nota che esce dalla sua armonica, cosa che traspira dalle canzoni e che ne rappresenta la caratteristica più interessante.

Potete ascoltare i brani in streaming sia su Spotify che su Soundcloud:
https://soundcloud.com/giulio-brouzet/dont-fuss
https://soundcloud.com/giulio-brouzet/the-photographer

Amazon
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Itunes
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www.giuliobrouzet.com


Enrico Testa: “Chromatic Life”

Esistono album che, più di altri, mettono in mostra un intenso campionario espressivo e, così facendo, concedono un’altra prova di come il jazz italiano riesca sempre a coinvolgere l’ascoltatore regalandogli grandi emozioni.

“Chromatic Life” è un viaggio, un treno di colori, come solo la vita riesce a regalare, una sorta di sintesi di ciò che è il personale percorso musicale dell’artista. Il CD è ricchissimo di scene, atmosfere e sonorità, le melodie scorrono con cauta naturalezza, senza troppe inscrizioni e vi troviamo l’uno accanto all’altro brani come i suggestivi “Sweet Waltz”, “Last Dream” o “For You” indovinato per chiudere il CD, ma anche brani tra i quali, per intensità e particolarità interpretativa, paiono spiccare “Buon Tutto” o appunto “Chromatic Life” che da il nome all’album.

Enrico Testa, artista dalle originali qualità compositive oltre che di particolare sensibilità interpretativa, si è formato presso i conservatori G. Puccini di La Spezia diplomandosi in chitarra e N. Paganini di Genova dove ha conseguito la specializzazione in Jazz. Dal 2002 ha iniziato anche un percorso che lo ha portato verso lo studio dell’armonica cromatica.

In questo suo primo lavoro discografico, uscito nel dicembre 2012, il musicista si avvale del prezioso contributo del pianista Marcello Picchioni, di Dino Cerruti al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria. La musica è di taglio descrittivo, creatrice di suggestioni a cui l’ascoltatore può abbandonarsi apprezzando il valido e raffinato lavoro di scrittura e arrangiamento di Enrico Testa. Magistrale è l’esecuzione alla chitarra, originali e virtuosi gli interventi alla cromatica.

Un disco di facile fruizione, ma ascoltabile a più livelli, ottimamente riuscito e indicato tanto per i jazzisti, quanto per chi ha voglia di gustare buona musica, meritevole, in ogni caso, di un ascolto attento e non casuale.

CDbaby: http://www.cdbaby.com/cd/enricotesta

Amazon: http://www.amazon.it/Chromatic-Life/

Informazioni: et07@iol.it

Leonardo Triassi


Angelo Adamo: “My Foolish Harp”

E’ sempre un piacere, ma anche una gradevolissima sorpresa, scoprire cosa c’è di nuovo nei lavori discografici di Angelo Adamo.
 “My Foolish Harp” è un lavoro che si basa su un repertorio Jazz standard eterogeneo, privo di vincoli, ma con echi e rimandi stilistici, disponibile a essere giudicato esclusivamente per il valore dell’interpretazione e per la classe delle riletture.

Una bella prospettiva, nella quale si percepiscono le cose sotto una nuova e fascinosa luce; una performance ineccepibile, capace di dare nuovo smalto ai brani. Epperò l’eterogeneità del repertorio gioca a suo sfavore: se da un lato ne esalta la versatilità e la competenza, dall’altro impedisce di gustarne appieno l’intensità emotiva.

Fra le doti degli esecutori coinvolti spiccano il tocco deciso del trombettista Fabrizio Bosso; ovunque i suoi assoli distillano sicurezza e una vena melodica limpida e proficua. L’eleganza del batterista Alessandro Minetto e la persuasione del contrabbassista Giuseppe Bassi. Guido Di Leone alla chitarra è un ottimo complice ma anche leader quando si libera negli assoli. Gianluca Barbaro al flauto e Roberto Ottaviano sax soprano arricchiscono con classe le esecuzioni.

http://www.angeloadamo.com – info@angeloadamo.com

Leonardo Triassi


WILLI BURGER: “CLASSICAL CHROMARMONICA”

Con “Classical Chromarmonica” la EUCLED S.r.l., società di incisioni e partiture per armonica cromatica, presenta il suo secondo CD dedicato a Willi Burger, accompagnato dal Quintetto d’archi Capriccio Harmonico Ensemble.

Si è trattato di un successo mondiale. Il CD italiano, qualitativamente esemplare sotto ogni profilo, è apparso ufficiosamente a Taipei ed ufficialmente al NUS di Singapore, previo invito in onore di Willi Burger, premiato ed insignito della prestigiosa qualifica di “Member of Examination Panel for Diploma Harmonica Examination”. Il M° Burger ha tenuto apposite lezioni ed esibizioni, mostrando indubbia maestria anche in taluni brani di musica jazz.

Dopo un “classico moderno” costituito dalla Suite of five pieces di Gordon Jacob, suonata ed interpretata in modo magistrale, seguono altri brani classici di grande spessore artistico (Benedetto Marcello, Bach, Gounod, ecc.). Di Rimskij-Korsakov è il tecnicamente proibitivo Volo del Calabrone (Flight of the Bumblebee).

Ed infine, al n. 20, la dimostrazione che Burger (come molti hanno scritto da tutto il mondo), col suo frizzante e non classico “Funky Beat” (dedicatogli da Andrea Bandel) ha molto da insegnare a tutti i livelli ed in qualsiasi genere.
Tra le tante ovazioni, ricevute da tutto il mondo, spicca negli USA quella del celeberrimo musicologo Pat Missin (in www.harmonica.it il testo completo), che consiglia senza mezzi termini l’acquisto di questo CD, mostrando e scrivendo di essere rimasto letteralmente incantato da un repertorio che spazia dalla musica più squisitamente classica (originale o trascritta) al blues a lui dedicato dal compositore Andrea Bandel.
A differenza di altri valenti armonicisti, il M° Burger suona con raro vigore senz’ausilio di microfono, con sorprendente purezza di stile.
La Chromarmonica (ossia l’armonica cromatica) non è più, grazie a lui, uno strumento secondario. Anzi, ha dimostrato di meritare sempre maggiori utilizzazioni.
Per maggiori dettagli vedi il sito www.harmonica.it

Antonio Piana


Max De Aloe : “Crocevia”

Non è necessario amare l’armonica per amare questo album. E’ sufficiente amare la bella musica, quella evocativa di momenti, paesaggi, affetti, emozioni, storie, tutti egregiamente inseriti in questo lavoro dell’armonicista Max De Aloe. Un maestro indiscusso dell’armonica cromatica che si contorna di alcune essenze sonore atte ad una vera e propria istoriazione di gran classe.

Crecevia” è il titolo del CD nonché del progetto artistico di Max De Aloe che si arricchisce della collaborazione del bravissimo Bebo Farra, uno dei chitarristi ormai più richiesti nel panorama jazzistico europeo, del contrabbasso di Riccardo Fioravanti, che vanta collaborazioni con Stevie Wonder, Ray Charles, Dee Dee Bridgewater, Phil Woods e dell’elegante Stefano Bagnoli alla batteria, contessissimo batterista nonché autore del primo metodo didattico italiano sull’argomento spazzole.

Il repertorio sposa brani originali del quartetto con brani di jazz contemporaneo (kenny Wheeler, Tom Harrell) e temi tratti da grandi colonne sonore di film reinterpretate in chiave jazzistica.
10 e lode !!!

http://www.maxdealoe.it

Leonardo Triassi


Angelo Adamo: “Film Ciechi”

Film Ciechi“, il secondo lavoro discografico di Angelo Adamo, è un interessante esperimento iniziato nel 1996, per far rivivere la magia di molti film e cartoni animati della vecchia generazione. Il CD è una selezione di diverse colonne sonore con arrangiamenti ed interpretazioni molto personali in chiave jazzistica.
Perchè “Film Ciechi” ? … “perchè nei film muti non si sente nulla e si vedono solo le immagini, nei film ciechi si ‘vedono’ le note e chi ascolta deve lavorare di fantasia, di memoria o di entrambe per ricreare mentalmente la pellicola”. Un CD assolutamente da ascoltare.
http://www.angeloadamo.com – info@angeloadamo.com
Per acquistarlo online: http://www.crotalo.com

Leonardo Triassi


Angelo Adamo: “Quanta”

“Il Big Bang potrebbe essere stato un concerto per pianoforte solo…”, con questa frase dà inizio al suo primo lavoro discografico come solista, Angelo Adamo, laureato in Astronomia con una tesi sulle proprietà statistiche della distribuzione delle Galassie.
Un talento che similmente ad una meteora, riesce a colpire all’istante la sensibilità di chi lo ascolta avvolgendolo di suoni ed emozionanti fraseggi.
Il Cd, di matrice jazzistica, è contaminato di armonie indefinite e sperimentazioni elettroniche che portano l’ascoltatore verso un viaggio imprevedibile ma comunque di immediata comprensione.
Angelo Adamo con la sua armonica è un importante contributo al Jazz italiano ed internazionale e senza alcun dubbio un punto di riferimento per l’armonica cromatica.
http://www.angeloadamo.com – info@angeloadamo.com
Per acquistarlo online: http://www.jazzos.com

Leonardo Triassi


Willi Burger: Music from Spain and South America

La musica iberica (intesa in ogni senso: castigliana, catalana, portoghese, sudamericana, brasiliana, cubana, ecc.), nell’ambito della cultura occidentale si espresse in modo del tutto peculiare, così come la letteratura. Storicamente la lunga presenza moresca e gli influssi gitani e sudamericani, consacrarono una certa base di canto popolare, in cui danza e ritmo popolare ebbero grande risonanza. Vari studiosi si applicarono allo studio di ogni matrice che sfociò poi nel classico. Tutto ciò anche in passato, con dedizione e risultati esemplari.

Quando altri popoli odono, riproducono o si ispirano (da nazioni diverse) alla musica iberica o sudamericana sanno di entrare in un mondo incantato, che amano senza sentirsene estranei.

Willi Burger le dedica con passione la sua rivoluzionaria armonica cromatica, con lo stile inimitabile che gli è proprio, unitamente al valente pianista Marcello Parolini. Il venezuelano Jesús Eduardo Alvarez aggiunge, quale esecutore autenticamente sudamericano, la sua pregevole chitarra.

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Giuseppe Milici: Beatles Jazz Tribute

(…) Al di là della sua grande abilità musicale – è la liricità, la sensibilità del modo di suonare di Giusppe Milici che non smette mai di commuovermi

Ascoltando queste interpretazioni, ho realizzato che Giuseppe e lo straordinario Mauro Schiavone hanno scoperto ricchezze nelle canzoni di cui io ero appena consapevole, sebbene fossero state parte della mia coscienza per oltre 40 anni : straordinarie melodie, inaspettate progressioni armoniche, perfetta costruzione, e perfetto mood.

L’ottima rilettura di Giuseppe e Mauro cattura perfettamente lo spirito essenziale dello struggimento e dell’ottimismo che dà a queste canzoni una forza durevole nel tempo. Loro mi hanno fatto realizzare nuovamente quale grande compositore fosse Paul McCartney – sebbene ironicamente, il brano preferito da me e Giuseppe sia “You can’t do that” – una composizione di John Lennon.

Giuseppe e Mauro sono degni di queste grandi canzoni e, nondimeno, queste canzoni sono degne di loro.

Kieron Murphy
(fotografo personale di John Lennon)

www.giuseppemilici.com

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Fabrizio Poggi: “Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti blues” – LIBRO

“Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti blues” colma un vuoto esistente nella pubblicistica musicale italiana. Nessuno prima di Fabrizio Poggi aveva infatti pensato di concentrare in un’unica pubblicazione la storia e gli interpreti dello strumento principe di un genere fra i più amati al mondo. La suddivisione del volume in parti storiche di tipo narrativo e in schede biografiche e discografiche consentono una fruizione del libro sia come lettura sequenziale sia come manuale di taglio enciclopedico monotematico. Come scrive l’autore nella prefazione, obiettivo del suo lavoro è quello non solo di soddisfare la curiosità e il desiderio di sapere delle migliaia di armonicisti blues italiani, ma anche di affascinare (grazie alle vite avventurose dei protagonisti e alle leggende che circolano intorno al loro mito) un pubblico molto più ampio in cerca di una lettura insolita e piacevole, magari alla ricerca di una nuova passione di cui innamorarsi.

Fabrizio Poggi nasce a Voghera nel 1958, si avvicina giovanissimo al mondo della musica suonata, eleggendo la chitarra a suo strumento principe. Sul finire degli anni Ottanta l’incontro decisivo con l’armonica a bocca, di cui diventa con la sua band Chicken Mambo uno dei più noti solisti italiani. Con questa formazione incide 6 album, di cui uno prodotto e registrato negli Stati Uniti, paese da lui ben conosciuto attraverso frequenti viaggi, soprattutto negli Stati del sud. Frequenti e qualificate le sue collaborazioni sia con artisti stranieri sia italiani. Parallelamente all’attività spettacolare conduce quella didattica e quella giornalistico-letteraria. Si è anche occupato di armonica a bocca nella tradizione italiana pubblicando nel 2002 il Cd “Canzoni popolari” e nel 2003 il libro+Cd “L’armonica a bocca: il violino dei poveri”.

Fabrizio Poggi non è uno storico in senso stretto ma nemmeno un romanziere. E’ soprattutto un appassionato competente che quindi è portato a comunicare in modo molto coinvolgente con i propri lettori, come d’abitudine fa dalle colonne dei giornali con i quali collabora. D’altra parte è notoria la sua precisione nell’assumere e organizzare dati storici, prelevandoli da tutte le fonti disponibili, non ultime le testimonianze dirette. Ne risulta uno stile composito estremamente piacevole alla lettura, talora sospeso fra mito e leggenda, talaltra saldamente ancorato alle fonti storico-biografiche.

Il libro è gia’ stato apprezzato da:

Charlie Musselwhite, Billy Branch, Paul Oscher, David Honeyboy Edwards, Big George Brock, Geneva Red, Bobby Rush, Kenny Neal, Sugar Blue, Rod Piazza e tanti altri…

www.turututela.com 
www.chickenmambo.com


Giuseppe Milici: November 64

Chi lo ha sentito suonare dal vivo Bacharach o Kurtág, Gershwin o Becaud, Gino Paoli o i classici amati da Sinatra e da Thielemans conosce già la sua passione per generi molto diversi, a volte davvero distanti tra loro. Chi lo ha sentito suonare dal vivo sa anche, però, quale ricchezza Giuseppe Milici è capace di infondere in brani che sembravano ormai frugati in tutte le loro possibilità espressive e come sia inconfondibile la sua maniera di sfilare dall’armonica suoni straordinariamente delicati, agili e, al tempo stesso, permeati di pensosa intensità.

Così, se scorrendo i titoli di questo suo album si ha l’impressione di una spiazzante eterogeneità, quando si cominciano ad ascoltare, uno dopo l’altro, le ballad, i tango, i samba, i brani jazz che compongono la sua geografia multiforme si ha subito la sensazione di trovarsi dinanzi a un universo poliedrico eppure omogeneo, cui dà compattezza proprio la resa espressiva. Giuseppe Milici non tradisce mai gli «originali», ma immette in essi andamenti, sonorità, piegature imprevedibili, eppure mai gratuiti, quasi che quella sua maniera emergesse da commessure segrete, profonde, insite nel brano stesso. È questo il caso, ad esempio, di canzoni come Vitti ‘na crozza Brasil , con la loro nuova e vibrante espressività capace di toccare corde intimissime, e dolenti.

In letteratura si dice che «non c’è nulla che non possa essere raccontato, tutto sta nel modo in cui quel qualcosa si racconta». Ecco, per Giuseppe Milici , come per ogni vero artista, vale più che mai questa idea. Riconosci il suo tratto – come compositore e come interprete – dovunque lo porti l’estro, l’immaginazione o la voglia di ritornare a suoi primi amori (come nel caso di The persuaders Taxi driver ).

Insomma, in questo album molte scelte hanno davvero il sapore di tante piccole sfide: Giuseppe Milici suona e immagina armonie come solo un virtuoso potrebbe fare senza tradire virtuosismi, aderendo piuttosto all’imperativo delle emozioni che una certa tessitura armonica può evocare; lavora quasi da compositore anche lì dove sembra vestire semplicemente, piuttosto, i panni dell’interprete; mescola le carte facendo di un samba o di una canzone etnica logorati dal tempo e dalle migliaia di esecuzioni due capolavori d’interpretazione.

www.giuseppemilici.com

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Evelina Santangelo


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