A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Tablature per Armonica
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A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Woyzeck » domenica 19 aprile 2020, 10:29

... solo io non mi ci ritrovo con alcune di queste tablature? Ultimamente sto tentando di misurarmi con qualche canzone anziché improvvisare soltanto, ne ho scaricate un po' da alcuni siti, premurandomi di selezionare le tonalità delle armoniche di cui dispongo (C e G), ma alcuni brani proprio "non li sento", nel senso che non riconosco la melodia!
Sono io che non riesco a leggerle bene?
Oppure chi ha scritto la tablatura se l'è fatta quadrare a modo suo nella sua testa mentre era ubriaco? :mrgreen:

Ad esempio, A Whiter Shade Of Pale, una delle mie canzoni preferite (tab per diatonica, credo qualsiasi tonalità), non riesco a suonarla:

https://www.harmonica.com/a-whiter-shad ... -1952.html

non riesco proprio a sentire la melodia, sicuramente sbaglio qualcosa, boh... :(


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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Manxcat » domenica 19 aprile 2020, 15:25

Caro Woyzeck,
scusa se non ti rispondo nel merito, ma credo che non ne valga proprio la pena, e che, per la tua intelligenza, la tua passione e le tue conoscenze musicali, tu non sia e tu non debba essere uno da "tablature" (che brutta parola!).

Per cui ti do una risposta più ampia ed articolata di quanto la tua domanda richiederebbe, e poi ti prometto che non ne parleremo più, nel senso che non entrerò più nel merito di questa tua scelta, nel caso che tu volessi perseverare con le tablature.

Che cos'è la musica scritta, quello che comunemente chiamiamo "spartito"?

Diciamo che è una convenzione, la più semplice, la più razionale, la più intuitiva, la più esplicativa e quindi la più chiara, universalmente accettata da tutti i musicisti, per "scrivere" le proprie espressioni musicali, le proprie idee musicali, le proprie creazioni e renderle utilizzabili da tutti, compreso, per ovvi motivi, anche chi le ha scritte.

La rappresentazione grafica di tutto ciò si basa sulle due caratteristiche principali dei suoni che compongono una musica, una canzone, un'aria, una sinfonia: la loro altezza, quindi la loro frequenza, e la loro durata nel tempo musicale. E già con queste due indicazioni riusciamo a trasformare il rumore in musica, codificandolo secondo le nostre intuizioni ed ispirazioni.

Nella fattispecie dell'armonica a bocca il discorso è veramente molto semplice, in quanto ci basta automatizzare la nostra mente a prendere visione della predisposizione delle 7 note sul pentagramma in chiave di SOL, quella di violino, e non c'è nemmeno quella difficoltà in più che c'è, ad esempio, per il pianoforte, dove la mano destra suona in chiave di violino e la sinistra in chiave di basso.

Ma restiamo sul pragmatico e stiamo terra-terra: consideriamo un'armonica in DO, in cui il Do si ottiene dal 1° foro soffiato, il Re dal 1° foro aspirato, il Mi dal 2° foro soffiato, il Fa dal 2° foro aspirato e così via, Richter permettendo.

Ebbene, ma non ti sembra più facile che dire soffia sul foro n. 4, aspira sul foro n. 5 come ti dice una caspita di tablatura? E poi, quando hai trovato il foro su cui devi soffiare, chi ti dice quanto a lungo devi tenere la nota? E chi ti dà una visione d'insieme di quello che stai facendo, il numero successivo? Quello precedente?

Nel pentagramma abbiamo cinque righi e quattro spazi e, come tutti sanno, nella nostra chiave di violino, quella che serve a noi, nei righi, dal basso verso l'alto, ci stanno le note MI, SOL,SI,RE,FA mentre negli spazi ci stanno le note FA,LA,DO,MI; questo è tutto quello che c'è da imparare, o perlomeno buona parte di esso, e si tratta di andare ad abbinare ciascun foro dell'armonica a questi elementi del pentagramma, che ti danno immediatamente tante informazioni in più rispetto ad un numero, prima fra tutte la durata della nota, e la sua posizione rispetto alla nota precedente ed alla successiva, se, cioè, più grave o più acuta, nel contesto della melodia che si sta eseguendo. Se la nota è più in alto nel pentagramma, vuol dire che è più acuta, se è più in basso, vuol dire che è più grave, e lo si vede subito, a colpo d'occhio, senza bisogno dei numeri!

Questo per quanto riguarda l'altezza delle note e quindi la loro frequenza. Per quanto invece concerne la durata, è anch'essa una schematizzazione facilissima, la più facile che si potesse ottenere, altrimenti se ne sarebbe trovata un'altra, da quando Guido Monaco codificò la scrittura musicale!
Essa si basa sulla differenza della "gambina" della nota stessa, ed esse, queste gambine, distinguono le note in sette tipologie, più facili a vedersi che a dirsi, dalla semibreve che vale un intero (quattro quarti) alla semibiscroma che vale un sessantaquattresimo ed ha quattro "peli" sulla gamba.

Insomma, non vorrei che si confondesse questo post con una lezione di musica, ma voglio solo dire che la scrittura musicale, così come è universalmente concepita da secoli, è il modo più redditizio, ma anche il più facile, che ti consenta la lettura di un'opera musicale concepita da altri o da te stesso e quindi trascritta in modo da poterla rieseguire nella stessa maniera da chiunque vorrà farlo.

In pratica la scrittura musicale è come la scrittura di un testo, e la lettura di un testo è come la lettura di uno spartito, un modo per tramandare quello che si vuole dire, per renderlo disponibile a tutti, per ricordarlo. La lettura e la scrittura, sia di testi che della musica, si sono formate nel tempo, con il contributo di molti, e rappresentano il modo migliore per registrare e trasferire il proprio pensiero, le proprie realtà e le proprie fantasie.

Perché, quindi, adoperarsi a cercare un altro sistema, che non potrebbe che essere peggiore, e che non potrebbe avere l'universalità della scrittura convenzionale?
Perché cercare un linguaggio diverso quando ne esiste uno da secoli che è stato adottato da tutti come il migliore? Si tratta, in fondo, sempre e soltanto di trascrivere le proprie espressioni ed i propri sentimenti musicali in modo da renderli fruibili, utilizzabili, eseguibili nello stesso modo da noi stessi e da chiunque, e se esistesse un modo migliore per farlo lo avremmo già scoperto e adottato.

Intendiamoci, non sto dicendo che saper scrivere ci possa rendere dei romanzieri, o il saper leggere uno spartito con uno strumento ci faccia degli artisti; anzi, so bene che si potrebbe dettare un romanzo pur non sapendo scrivere, se dotati di talento artistico e creatività, così come essere grandi musicisti senza aver mai avuto una spartito davanti, ma se ci si deve arrabattare a risolvere il problema cercando di avvalerci delle così dette "partiture", beh, allora tanto vale mettersi bene in mente che è molto meglio ed anche più facile farlo con il pentagramma, anziché con una serie di sterili e nella fattispecie poco significativi numeri in successione! Credimi.

Per concludere, immaginatevi uno che vuole imparare a suonare il pianoforte, o un altro che vorrebbe suonare, che so, la chitarra; ebbene ce li vedete a leggere "pigia sul tasto nero n 8 e poi sul bianco n 6 . . . Premi con l'indice la seconda corda . . .
Ma quando mai???

E l'armonicista è forse più stupido? E l'armonica non è forse uno strumento musicale di pari dignità degli altri strumenti? Forse no, perché lo facciamo diventare tale usando le tablature, anziché il pentagramma, come hanno fatto, fanno e faranno tutti i musicisti, di ogni ordine e grado, di questo pianeta.

In sintesi, per suonare uno strumento musicale, a qualsiasi livello, ci sono due modi: il primo è quello di suonare ad orecchio, come si suol dire; significa padroneggiare mentalmente un brano, una melodia, un riff, un arpeggio, ed essere così abili ed esperti dello strumento stesso da riuscire a riprodurre quello si ha in mente, ammesso, come detto sopra, che quello che si ha nella mente sia corretto.

Il secondo modo consiste nello studiare la musica, unitamente e relativamente all'uso dello strumento, porsi uno spartito davanti ed imparare il pezzo; una volta imparato, anche il grande musicista suona ad orecchio, perché possiede i dati nella mente e lo suona a memoria, senza bisogno di leggere nulla, e se tiene lo spartito davanti lo fa per sicurezza, per tranquillità, per paura di perdersi, per stare più tranquillo, ma in realtà gli serve a ben poco!

Quindi tutti suoniamo ad orecchio! Ma quelli che sanno leggere la musica fanno prima e meglio ad esserne pronti! E siamo sicuri di quello che dicono, in questo caso di quello che suonano, perché lo hanno imparato leggendolo dallo spartito e non solo fidandosi della propria memoria auditiva, che spesso sbaglia!

Lascia perdere i numeri dei buchi, dammi retta. Se il brano lo conosci bene non hai bisogno della partitura; ti cerchi le note, nota dopo nota, sulla tastiera dell'armonica, ad orecchio, e magari le prime volte te le segni in successione per distinguerle tra aspirate e soffiate, che aiuta molto, ma non andare a cercare il numerino sulla tablatura, perché è una scorciatoia che serve a ben poco e non aiuta a migliorare, anzi . . .
Se di una canzone che conosci bene, una canzone facile che ti appartenga, non riesci da solo a trovarne, piano-piano, le note sull'armonica, allora lascia perdere, cambia strumento; questo è il mio consiglio.

Inoltre Woyzeck, siamo onesti, ma ti sembra possibile suonare una canzone del genere affidandosi ad una tablatura? Ma che espressività puoi dargli cercando di capire quale buco suonare, tra una nota e l'altra? Se proprio vuoi andare a buchi, perlomeno cercati un brano facile ed orecchiabile, un brano che sai fischiettare correttamente o che sai cantare quando ti radi, la mattina, correttamente, senza storpiarlo.
Va da sé che se non sei solito canticchiare o fischiettare o se addirittura non ti riuscisse e tu fossi stonato, allora non saprei proprio cosa consigliarti. Ma non lo posso proprio pensare e sono convinto che con un po' più di fiducia saprai fare benissimo. Ci scommetterei!

Un caro saluto da

Carlo
Ultima modifica di Manxcat il domenica 19 aprile 2020, 22:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Elena » domenica 19 aprile 2020, 15:54

Ciao Woyzek,

trovo che il tabulato in questione sia poco chiaro: non è indicata nemmeno la tonalità dell'armonica, neanche il testo per avere un riferimento. Su You Tube trovi altri video con tabulati molto più comprensibili (cerca per esempio Tomlin Harmonica Lessons, gli ultimi suoi video tutorial dispongono del tab). Anche tantissimi metodi usano le tabulature, le trovo comode per avere un riferimento più immediato se non si hanno tempo e/o voglia di imparare a leggere il pentagramma od imparare il brano "ad orecchio".
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Woyzeck » domenica 19 aprile 2020, 16:06

Manxcat ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 15:25Lascia perdere i numeri dei buchi, dammi retta. Se il brano lo conosci bene non hai bisogno della partitura; ti cerchi le note, nota dopo nota, sulla tastiera dell'armonica, ad orecchio, e magari le prime volte te le segni in successione per distinguerle tra aspirate e soffiate, che aiuta molto, ma non andare a cercare il numerino sulla tablatura, perché è una scorciatoia che serve a ben poco e non aiuta a migliorare, anzi . . .
Se di una canzone che conosci bene, una canzone facile che ti appartenga, non riesci da solo a trovarne, piano-piano, le note sull'armonica, allora lascia perdere, cambia strumento; questo è il mio consiglio.

Inoltre Woyzeck, siamo onesti, ma ti sembra possibile suonare una canzone del genere affidandosi ad una tablatura? Ma che espressività puoi dargli cercando di capire quale buco suonare, tra una nota e l'altra? Se proprio vuoi andare a buchi, perlomeno cercati un brano facile ed orecchiabile, un brano che sai fischiettare correttamente o che sai cantare quando ti radi, la mattina, correttamente, senza storpiarlo.
Va da sé che se non sei solito canticchiare o fischiettare o se addirittura non ti riuscisse e tu fossi stonato, allora non saprei proprio cosa consigliarti. Ma non lo posso proprio pensare e sono convinto che con un po' più di fiducia saprai fare benissimo. Ci scommetterei!
Carlo, grazie della risposta, molto articolata e assolutamente condivisibile nei contenuti (ho quotato solo la parte finale del tuo post per praticità).
Non avevo dubbi che tu avresti centrato perfettamente la questione ;)
Hai detto la parola magica: scorciatoia. Proprio questo è infatti il motivo che mi ha spinto verso le tablature: non mi manca l'orecchio, certo, ma pensavo seguendo i numeri dei fori di "affinarlo" avendo una sorta di canovaccio da seguire. Infatti a riprova che più di un canovaccio non è, ho subito notato che la maggior parte di queste tablature sono eccessivamente semplificate, a tal punto che manca sempre qualcosa, ed infatti mi capita di arricchirle con note e passaggi omessi ma necessari. E qui entra l'altra parola magica da te pronunciata, espressività.
Quindi, non intendevo con esse sostituire l'orecchio, ci mancherebbe, è una vita che mi affido ad esso, ma sinceramente (non me la sento di mentire o millantare conoscenze che non ho) pensavo di evitare l'incombenza di leggere uno spartito, cosa che mi ha sempre messo enormemente in difficoltà. In chiave di violino in primis, e non parliamo poi della chiave di basso con cui ho combattuto per anni quando cercavano disperatamente di farmi studiare la teoria musicale finalizzata al mio strumento di elezione... Non ne potevo più di contare righi e spazi, di contare gambette e codine per poi tornare esausto al punto di partenza, ovvero andare ad orecchio. :)
Comunque, ho sperimentato che servono a poco, sono piene di note sbagliate (alcune me le sono corrette da solo modificando il pdf), ma dubito che riuscirò mai a cavarne fuori qualcosa senza dover integrare.
Quindi, andrò avanti come ho sempre fatto, e se non ci riuscirò lascerò perdere (anche su questo hai ragione da vendere). Però non smetterò di improvvisare! :D
Grazie ancora e a presto! ;)
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Manxcat » domenica 19 aprile 2020, 16:10

Elena ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 15:54 Ciao Woyzek,

trovo che il tabulato in questione sia poco chiaro: non è indicata nemmeno la tonalità dell'armonica
Non è indicata la tonalità poiché la tablatura di una melodia, sistema usato sostanzialmente per le bluesharp, è uguale per ogni armonica, di qualsiasi tonalità essa sia, e si suona sempre sugli stessi fori, sia che l'armonica sia in SOL o che sia in FA, tanto per fare due esempi opposti per altezza delle note.

Buona domenica,
Carlo
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Woyzeck » domenica 19 aprile 2020, 16:11

Elena ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 15:54 Ciao Woyzek,

trovo che il tabulato in questione sia poco chiaro: non è indicata nemmeno la tonalità dell'armonica, neanche il testo per avere un riferimento. Su You Tube trovi altri video con tabulati molto più comprensibili (cerca per esempio Tomlin Harmonica Lessons, gli ultimi suoi video tutorial dispongono del tab). Anche tantissimi metodi usano le tabulature, le trovo comode per avere un riferimento più immediato se non si hanno tempo e/o voglia di imparare a leggere il pentagramma od imparare il brano "ad orecchio".
Ciao,
ma in realtà la canzone è talmente famosa che basterebbero poche note-guida, poi con l'esercizio e l'orecchio la si completerebbe e la tablatura non servirebbe neanche più... la mia intenzione sarebbe solo quella di interiorizzare i suoni ascoltandoli mentre suono, senza mandare il mio cervello in tilt dovendo anche contemporaneamente leggere uno spartito (cosa che peraltro non so nemmeno fare).
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Elena » domenica 19 aprile 2020, 16:20

Manxcat ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 16:10
Elena ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 15:54 Ciao Woyzek,

trovo che il tabulato in questione sia poco chiaro: non è indicata nemmeno la tonalità dell'armonica
Non è indicata la tonalità poiché la tablatura di una melodia, sistema usato sostanzialmente per le bluesharp, è uguale per ogni armonica, di qualsiasi tonalità essa sia, e si suona sempre sugli stessi fori, sia che l'armonica sia in SOL o che sia in FA, tanto per fare due esempi opposti per altezza delle note.

Buona domenica,
Carlo
Certo, il tab sarà sempre uguale indipendentemente dall'armonica, ma al fine di imparare la canzone in oggetto sarebbe stato utile indicare almeno la tonalità del pezzo, così l'utente avrebbe potuto scegliere in quale posizione suonarla.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Manxcat » domenica 19 aprile 2020, 16:26

Woyzeck ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 16:06
Quindi, andrò avanti come ho sempre fatto, e se non ci riuscirò lascerò perdere
Ma un pochina di fiducia in se stessi no, eh?
Perché non dovresti riuscire? Cosa ti manca?
Senza contare che anche tu, come me, hai sempre detto di non voler fare l'armonicista, da grande, o no?
Per divertirsi un po' con le armoniche, goderne, riuscendo a tirarci fuori qualcosina di ascoltabile, che non faccia scappare anche il gatto, non credo che si debba essere possessori di doti riservate a pochi eletti, ma che tutti quanti possiamo arrivarci, con un minimo di pazienza e di impegno, santo cielo!!
Ultima modifica di Manxcat il domenica 19 aprile 2020, 16:36, modificato 1 volta in totale.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Manxcat » domenica 19 aprile 2020, 16:30

Elena ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 16:20 Certo, il tab sarà sempre uguale indipendentemente dall'armonica, ma al fine di imparare la canzone in oggetto sarebbe stato utile indicare almeno la tonalità del pezzo, così l'utente avrebbe potuto scegliere in quale posizione suonarla.
No, no, le posizioni non c'entrano nulla, non facciamo confusione.
Se cambi posizione cambiano anche i fori.
Come hai giustamente detto la tab è sempre la stessa, indipendentemente dalla tonalità dell'armonica; se poi vuoi suonare un brano in seconda posizione, occorre un'altra tab.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Elena » domenica 19 aprile 2020, 16:59

Manxcat ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 16:30
Elena ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 16:20 Certo, il tab sarà sempre uguale indipendentemente dall'armonica, ma al fine di imparare la canzone in oggetto sarebbe stato utile indicare almeno la tonalità del pezzo, così l'utente avrebbe potuto scegliere in quale posizione suonarla.
No, no, le posizioni non c'entrano nulla, non facciamo confusione.
Se cambi posizione cambiano anche i fori.
Come hai giustamente detto la tab è sempre la stessa, indipendentemente dalla tonalità dell'armonica; se poi vuoi suonare un brano in seconda posizione, occorre un'altra tab.
Non ci siamo capiti, non era questo che intendevo. So cosa sono tonalità e posizioni. Nel caso in questione sarebbe stato utile almeno indicare la tonalità dell'armonica!
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Stefano Andreotti » lunedì 20 aprile 2020, 9:51

Ciao Woyzeck se vuoi suonare la melodia di "A Whiter Shade Of Pale" dei Procul Harum (Senza luce nella versione italiana dei Dik Dik)
jammando sul video proposto
seguendo la tablatura di P.J. Allen.
Prendi la bluesharp accordata in do (quella contrassegnata con la lettera C che già hai).
La tablatura parte dal cantato. I numeri con il meno davanti sono "aspirati", quelli senza niente sono "soffiati".
A Whiter Shade of Pale - tab Procol Harum C harp.jpg
A Whiter Shade of Pale - tab Procol Harum C harp.jpg (13.91 KiB) Visto 5211 volte
Woyzeck ha scritto: domenica 19 aprile 2020, 10:29 ... solo io non mi ci ritrovo con alcune di queste tablature? Alcuni brani proprio "non li sento", nel senso che non riconosco la melodia!
Tranquillo anch'io non mi ci ritrovavo con le tablature e sono passato a quello che in realtà fanno tutti: suonano ad orecchio.

La questione centrale è: quanto è davvero allenato il nostro orecchio?

Nella mia esperienza personale direi poco.

Primo mi sono reso conto che spesso più che non riconoscere il pezzo tabulato, non conoscevo il pezzo.
Credevo di conoscere la melodia a memoria, in realtà non la conoscevo per com'era davvero. Ad esempio la prima frase del brano che hai proposto l'avrei suonata fermandomi al do, il 7° soffiato, trascurando la legatura con le altre due note -6 6.
Anche se avessi avuto uno spartito davanti non mi ci sarei ritrovato, perché non ricordavo e non avevo mai "sentito" quelle due note. Certo se uno inizia a solfeggiare e si aiuta con una tastiera, riesce a capire come andrebbero eseguite.

Secondo quando s'inizia a suonare l'armonica, si fa fatica a capire (senza registrarsi) se suoniamo davvero bene quella nota (magari è strozzata o involontariamente piegata e pertanto stona nel contesto anche se il foro e la direzione del "fiato" sono corretti). Tieni conto che pur venendo da un altro strumento come la chitarra non riuscivo ad apprezzare la differenza di mezzo tono quando suonavo io l'armonica! Il che mi rendeva difficile capire se era la tablatura scorretta o il mio orecchio che andava per campi.

Terzo l'incapacità di andare a tempo. Magari conoscevodavvero bene la melodia, ma non riuscivo a respirare ritmicamente come avrei dovuto.
Risultato? Le note diventavano più lunghe o più corte della loro durata e ciò modificava la melodia.

Entrando nei limiti delle tablature ciò che le rende poco usabili è che non esiste una convenzione universale e quindi ognuno fa a modo proprio.
La durata delle note nella quasi totalità dei casi non viene indicata al contrario di quanto succede nelle tablature ben fatte per la chitarra
A Whiter Shade of Pale  guitar tab .jpg
A Whiter Shade of Pale guitar tab .jpg (17.89 KiB) Visto 5154 volte
Se come nel caso specifico ti trovi davanti una tablatura e non conosci il pezzo e non sai se parte dall'intro o dal cantato e trovi solo una sfilza di numeri ovviamente diventa complicato interpretarlo.
Altro aspetto se non hai una formattazione modello Monotype con testo e numeri sotto riportati non si capisce dove inizia la nota.

Detto questo, ognuno usa quello che gli è più congeniale, spartito, tablatura, orecchio.
Ti auguro un buon divertimento con le tue armoniche e Buona musica.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Woyzeck » lunedì 20 aprile 2020, 10:43

Grazie Stefano, proverò senz'altro.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Stefano Andreotti » lunedì 20 aprile 2020, 11:04

Ciao Woyzeck,
scusami, ma stavo completando il messaggio.
Buona fortuna e divertiti.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Woyzeck » lunedì 20 aprile 2020, 11:47

Stefano Andreotti ha scritto: lunedì 20 aprile 2020, 9:51
Tranquillo anch'io non mi ci ritrovavo con le tablature e sono passato a quello che in realtà fanno tutti: suonano ad orecchio.

La questione centrale è: quanto è davvero allenato il nostro orecchio?

Nella mia esperienza personale direi poco.

Primo mi sono reso conto che spesso più che non riconoscere il pezzo tabulato, non conoscevo il pezzo.
Credevo di conoscere la melodia, in realtà non la conoscevo per com'era davvero. Ad esempio la prima frase del brano che hai proposto l'avrei suonata fermandomi al do, il 7° soffiato, trascurando la legatura con le altre due note -6 6.
Anche se avessi avuto uno spartito davanti non mi ci sarei ritrovato, perché non "sentivo" quelle due note. Certo poi uno inizia a solfeggiare e si aiuta con una tastiera, riesce a capire come andrebbero eseguite.

Secondo quando s'inizia a suonare l'armonica, si fa fatica a capire (senza registrarsi) se suoniamo davvero bene quella nota (magari è strozzata o involontariamente piegata e pertanto stona anche se il foro e la direzione del "fiato" è corretta). Tieni conto che pur venendo da un altro strumento come la chitarra non riuscivo ad apprezzare la differenza di mezzo tono quando suonavo io l'armonica! Il che rende mi rendea difficile capire se era la tablatura scorretta o il mio orecchio che andava per campi.

Terzo l'incapacità di andare a tempo. Magari conoscevo la melodia, ma non riuscivo a respirare ritmicamente, come avrei dovuto.
Risultato? Le note dientavano più lunghe o più corte della loro durata e ciò modificava la melodia.
Perfetto... anche la tua risposta mi rincuora... pensavo di essere diventato una specie di analfabeta che non riusciva ad interpretare un codice numerico apparentemente di immediata applicazione. Invece per fortuna è una difficoltà in cui anche tu ed altri siete incappati.
Comunque quella tablatura è veramente difficile da interpretare, ne ho viste di più comprensibili, anche di pezzi più difficili. Così come altre più facili da eseguire ed altre ancora di pezzi elementari resi incomprensibili dal trascrittore. Mi pare di poter dire, da quello che ho visto, che non esiste una convenzione univoca nella redazione delle tablature. Secondo me (sbaglierò?) dipende un po' dalla visione personale di chi trascrive: quella che è una convenzione ovvia per Tizio può essere incomprensibile per Caio, oppure il non indicare delle legature o note di passaggio considerate pleonastiche dall'autore della tab, ma magari importanti perché io comprenda la struttura del pezzo... qualcuno usa solo il meno per indicare le aspirate, qualcun altro usa anche il più per le soffiate (per dire, a me entrambi i segni mandano in tilt), alcuni mettono degli asterischi senza specificarne il significato, ecc. ecc.
Come diceva Enzo Jannacci nella sua famosa canzone, per fare certe cose / ci vuole orecchio... e basta. ;)
Spero di essermi spiegato!
Grazie ancora a tutti e buona musica
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Stefano Andreotti » lunedì 20 aprile 2020, 12:06

Woyzeck ha scritto: lunedì 20 aprile 2020, 11:47 pare di poter dire, da quello che ho visto, che non esiste una convenzione univoca nella redazione delle tablature.
Sì è corretto, è quanto stavo aggiungendo nel messaggio precedente.
Infine non è detto che chi scrive una tablatura "senta" bene anche lui.
A volte può volutamente semplificarla, per motivi didattici ad esempio.
Poi ci sono i refusi (un numero al posto di un altro),
che talvolta neanche negli spartiti di musica classica vengono chiariti, ma ci si deve affidare all'interpretazione filologica e alle prassi esecutive di un certo periodo.

viewtopic.php?f=37&t=7335&p=61516&hilit=Bach#p61516

Ma che c'entra Bach con questo? Beh l'introduzione di A Whiter Shade of Pale è la fusione di due sue composizioni :)
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corrado
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da corrado » lunedì 20 aprile 2020, 14:32

Questo è il mio parere sulle tablature.
Si può suonare in modi differenti; suonando con lo spartito classico oppure ad orecchio.
Suonando con lo spartito,quindi conoscendo la musica ,i problemi non esistono se non in minima parte.
Se si suona ad orecchio le cose cambiano notevolmente.
Prima di tutto occorre conoscere il brano specialmente se non è orecchiabile.Se si conosce il brano non è difficile scriversi una tablatura personalizzata
Se il brano è difficile e non si conosce nemmeno la melodia, la tablatura stessa ci aiuta ad imparare la melodia e alla fine dello studio ci si ritrova padroni del brano e la tablatura ci aiuta durante l'esibizione.
Se a qualcuno interessa approfondire l'argomento posso inviare la tablatura di un brano non difficile di M. Falla per armonica cromatica.
Inviatemi il vostro indirizzo di posta elettronica il mio è: corrado.tagliavini@fastwebnet.it
Corrado.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Woyzeck » lunedì 20 aprile 2020, 22:08

Io credo che in ciascuna delle vostre opinioni ci sia del vero.
E' vero che lo spartito scritto nel linguaggio musicale "universale" è il modo migliore per leggere e studiare un pezzo; sono vere le criticità riscontrabili nell'uso delle tablature; è giustissimo porre l'accento sull'importanza dell'educazione del nostro orecchio.

Personalmente, ritenendomi un dilettante ai massimi livelli, con una preparazione teorica in campo musicale assolutamente insufficiente e dalle lacune incolmabili, sono realista: mi sarebbe molto difficile, anzi direi impossibile, visto il non molto tempo che personalmente ho potuto e posso dedicare alla mia pur grande passione per la musica suonata, ottenere risultati assoluti nel suo studio "accademico", quindi non posso pormi che obiettivi oggettivamente raggiungibili e finalizzati al puro divertimento personale. Senza mettermi in testa traguardi fuori portata e facendo in modo che il divertimento sia tale e non frustrazione. Di queste ultime ce ne sono già troppe nella vita.
Tanto per trasferire il discorso sulla musica ascoltata e sulla storia, senza voler fare paragoni personali (ci mancherebbe altro) troviamo diversi casi di approccio anti-accademico (o, se vogliamo, non ortodosso) nei confronti della scrittura e della notazione musicale: Django Reinhardt era analfabeta (non solo musicalmente, sapeva a malapena fare solo la sua firma), Louis Armstrong non imparò mai a leggere la musica ed a volte si rese protagonista di buffi equivoci, Bix Beiderbecke quasi perse il posto nell'orchestra di Paul Whiteman per le sue carenze; le cronache ci raccontano anche dei leggendari King Oliver e Freddie Keppard e delle loro idiosincrasie nei confronti della musica scritta, ecc.
C'è poi stato anche nell'ambito della musica "colta" chi ha codificato sistemi diversi dalla notazione ufficiale per la scrittura delle sue opere: mi riferisco a compositori come Karlheinz Stockhausen e John Cage, che usarono simboli grafici, disegni, colori, suggestivi diagrammi ed altre particolari convenzioni per fissare su carta le loro composizioni.
Però stiamo parlando di geni.
Io non sono un genio, ma uno scavezzacollo da quattro soldi, quindi mi va bene l'orecchio e al bisogno potrei farmi andare bene anche una tablatura per rompere il ghiaccio con un brano (purché sia comprensibile e non coi numeri sbagliati) se ciò mi consente di divertirmi senza pretese... tanto suono dentro casa mia, sperando che i vicini non mi strangolino. :mrgreen:
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Manxcat » martedì 21 aprile 2020, 7:28

Woyzeck ha scritto: lunedì 20 aprile 2020, 22:08
Personalmente, ritenendomi un dilettante ai massimi livelli, con una preparazione teorica in campo musicale assolutamente insufficiente e dalle lacune incolmabili, sono realista: mi sarebbe molto difficile, anzi direi impossibile, visto il non molto tempo che personalmente ho potuto e posso dedicare alla mia pur grande passione per la musica suonata, ottenere risultati assoluti nel suo studio "accademico", quindi non posso pormi che obiettivi oggettivamente raggiungibili e finalizzati al puro divertimento personale. Senza mettermi in testa traguardi fuori portata e facendo in modo che il divertimento sia tale e non frustrazione. Di queste ultime ce ne sono già troppe nella vita.
Non si tratta di proporre e auspicare uno studio accademico, per imparare a suonicchiare e divertirsi con un'armonica; se così fosse, se cioè occorresse essere musicisti con studi accademici, io per primo dovrei regalare le mie armoniche a qualcuno che le sappia suonare . . .! :oops:
Si tratta semplicemente di chiamare almeno le cose con il loro nome: ciascun foro dell'armonica non produce un numero, produce un suono, e questo suono ha un nome, in base alla sua frequenza. I fatto di contrassegnare il foro con un numero facilita in quanto vale per tutte le tonalità delle armoniche, ma è una semplificazione che castra la mente e non aiuta a capire la complessità di quello che si sta facendo, che dovrebbe essere collocato quantomeno in un contesto di scale tonali e non in un mero ambito di numeri da 1 a 10.
Uno dei metodi, ad esempio, per bluesharp, fatti meglio, il più semplice, direi geniale, utile e redditizio, fatto solo di 25 paginette, ma piene di significato, è quello che anni fa e non so se anche adesso, si trovava unitamente alle Hohner Big River: armonica e metod, ed è quello di Steve Baker, intitolato Step by Step - Metodo per Blues-Harp.
Ebbene, Steve non propone delle tablature. Sa bene di non rivolgersi a dei musicisti, ma propone le note sul pentagramma, come lo si farebbe con un bambino, nulla di complicato, ma musica e non serie di numeri. Musica, comprensibile a tutti, chiara anche a chi non avesse mai visto un pentagramma, e certamente di maggior impatto e di maggiore aiuto di qualsiasi tablatura.
Tuttavia, Woyzeck, sia ben chiaro, io esprimo solo un'opinione che trovo giusta e che intende, per mia ferma convinzione, aiutare gli sviluppi delle esperienze musicali di ciascuno, aiutare nel senso di rendere le cose più facili e non certo più complicate.
A tal fine, visto che siamo in quarantena, propongo un gioco, un semplice esercizio, per passatempo, con il quale sviluppare insieme l'idea di suonare A Whiter Shade of Pale partendo dalla tablatura che hai trovato, per fare insieme della riflessioni, alle quali potrai rispondere, se vorrai, e certamente da queste riflessioni potrà scaturire qualcosa di utile, qualcosa di pratico, da tener conto per le prossime canzoni che si vorranno affrontare.
Vorrei capire come colui che ha scritto la tablatura abbia sentito quella canzone, e che note ci ha messo, e capire quali difficoltà si incontrino per arrivare ad una melodia riconoscibile; la cosa mi ha incuriosito e la voglio constatare personalmente. Potrà essere utile in primis a me, ma anche ad altri.
Mi ci vorrà un po' di tempo, e lo farò nel thread "Help Beginners" della sezione "Compendio Musicale". Se può interessarti, a dopo.
Woyzeck ha scritto: lunedì 20 aprile 2020, 22:08 Io non sono un genio, ma uno scavezzacollo da quattro soldi, quindi mi va bene l'orecchio e al bisogno potrei farmi andare bene anche una tablatura per rompere il ghiaccio con un brano (purché sia comprensibile e non coi numeri sbagliati) se ciò mi consente di divertirmi senza pretese... tanto suono dentro casa mia, sperando che i vicini non mi strangolino. :mrgreen:
Certo che si può essere dei geni musicali, senza conoscerne le regole convenzionali! L'ho detto anch'io nel mio scritto precedente; ma ogni regola ha le sue eccezioni, e gli artisti che citi rappresentano queste eccezioni; noi che non siamo geni, però, come ammetti anche tu, dobbiamo cercare la via più semplice, la più breve, la via maestra, e non dei succedanei che complichino ancor più le cose e non aiutino a migliorare.
Ma se una tablatura può servire a ricomporre una melodia che si ricorda in parte, e della quale non siamo sicuri, e la si vuole usare per confrontarla con i nostri ricordi e con la nostra memoria su un certo brano, ben vengano le tablature, e, una volta ritrovato il bandolo della matassa, si cestina la tablatura e si suona il pezzo ad orecchio, a memoria ritrovata.
Ultima modifica di Manxcat il martedì 21 aprile 2020, 15:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Woyzeck » martedì 21 aprile 2020, 9:43

Manxcat ha scritto: martedì 21 aprile 2020, 7:28 A tal fine, visto che siamo in quarantena, propongo un gioco, un semplice esercizio, per passatempo, con il quale sviluppare insieme l'idea di suonare A Whiter Shade of Pale partendo dalla tablatura che hai trovato, per fare insieme della riflessioni, alle quali potrai rispondere, se vorrai, e certamente da queste riflessioni potrà scaturire qualcosa di utile, qualcosa di pratico, da tener conto per le prossime canzoni che si vorranno affrontare.
Vorrei capire come colui che ha scritto la tablatura abbia sentito quella canzone, e che note ci ha messo, e capire quali difficoltà si incontrino per arrivare ad una melodia riconoscibile; la cosa mi ha incuriosito e la voglio constatare personalmente. Potrà essere utile in primis a me, ma anche ad altri.
Mi ci vorrà un po' di tempo, e lo farò nel thread "Help Beginners" della sezione "Compendio Musicale". Se può interessarti, a dopo.
[...]
Ma se una tablatura può servire a ricomporre una melodia che si ricorda in parte, e della quale non siamo sicuri, e la si vuole usare per confrontarla con i nostri ricordi e con la nostra memoria su un certo brano, ben vengano le tablature, e, una volta ritrovato il bandolo della matassa, si cestina la tablatura e si suona il pezzo ad l'orecchio, a memoria ritrovata.
Certo che mi interessa, Carlo. Ti leggerò con attenzione, proprio perché ho esordito nella discussione dicendo che non avevo capito un tubo di quella tablatura.
Personalmente, una mezza idea me la sarei anche fatta, pensando che quello è un sito dove si offrono videolezioni, metodi ed altri servizi a pagamento... ma mi fermo qui. ;)
Comunque mi piace l'idea di analizzare a posteriori la tab per ricostruire i processi mentali del redattore... basta che non usciamo di testa anche noi! :mrgreen:
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Re: A proposito di tablature: scusate tanto, ma...

Messaggio da Manxcat » martedì 21 aprile 2020, 9:57

Woyzeck ha scritto: martedì 21 aprile 2020, 9:43 basta che non usciamo di testa anche noi! :mrgreen:
No, no, eventualmente di testa ci esco io, non ti preoccupare . . . :D :D :D
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