Una storia

Sfogatevi ed esprimete le vostre cosiderazioni sull'armonica.
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Manxcat
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Una storia

Messaggio da Manxcat » sabato 12 maggio 2018, 11:07

Stamani voglio raccontare una storia, come ai vecchi tempi.

Eh sì, leggendo questa storia, scoperta casualmente, mi sono commosso, veramente, ed il mio desiderio istintivo è stato quello di desiderare che tutto ciò non fosse accaduto, che il ragazzo fosse ancora vivo, per potergli parlare, fargli capire che non aveva nient'altro da desiderare, oltre a quello che già possedeva, la govinezza, l'intelligenza, la vita . . .

Christopher McCandless, americano, nasce nel 1968 in California, da una madre impiegata ed un padre dipendente della NASA, una normalissima famiglia benestante. Nel 1990 si laurea in Storia e Antropologia con voti molto alti, quindi decide di affrontare un viaggio per scoprire l'ovest americano.

Ma che non sarà un viaggio normale lo si capisce subito.

Prima di partire dona i suoi risparmi, circa 24.000 dollari, alla Oxfam; carica di poche cose la sua vecchia auto, una Datsun gialla del 1982, che aveva acquistato durante l'ultimo anno di liceo, e via.

Pochi mesi dopo l'auto viene ritrovata nel deserto del Mojave da alcuni ricercatori di fiori rari; all'interno Christopher aveva lasciato una chitarra Giannini, un pallone da football, dei vecchi indumenti, una canna da pesca, 10 Kg di riso, un rasoio elettrico, dei cavi per la batteria, le chiavi ed un'armonica a bocca.

Da lì le sue tracce lo vedono in giro a piedi ed in autostop tra Stati Uniti occidentali e Messico settentrionale, fino a che non giunge in Alaska, nel parco nazionale di Denali, dove trova rifugio dentro un vecchio autobus abbandonato in mezzo al bosco, trovato per caso e da lui chiamato "Magic Bus".
E tutto quanto si sa deriva dai suoi appunti ritrovati, e dagli autoscatti che si faceva con la macchina fotografica, cosa che, secondo me, pone Christopher come vero antesignano del selfie.
Nel bus aveva poche cose: un fucile calibro 22, con cui si procacciava della selvaggina, del riso, un libro sulle piante commestibili, una mappa del luogo e pochi altri semplici oggetti da campo.
Purtroppo, però, non riuscì o non volle sopravvivere, e nel settembre del 1992 due cacciatori scoprirono il suo corpo privo di vita a due settimane dal decesso: pesava 30 Kg.
Nel vecchio autobus, accanto al cadavere, furono trovati numerosi appunti, la macchina fortografica con cui aveva effettuato i detti autoscatti, una borraccia di plastica, alcune pastiglie per purificare l'acqua, un paio di pantaloni spessi, dei guanti di lana, una bottiglia di repellente per gli insetti, del burrocacao per le labbra, una scatola di fiammiferi, un paio di stivali ed alcuni libri di Tolstoj, Jack London e Henry Thoreau.
Morì praticamente di fame e di freddo.

L'autobus è stato in questi anni meta di pellegrinaggio da parte di coloro che sono rimasti affascinati dalla sua storia, e, per raggiungerlo, non sono pochi i rischi ed i rangers dei paesi vicini si sono stancati di ripescare gente semi-annegata nei guadi o dispersi e prossimi all'assideramento, tanto che si è pensato di rimuovere il bus e porlo in luogo più accessibile.

Qualche frase dagli appunti:

"Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e che Dio vi benedica!"

"La felicità non è reale se non è condivisa".

"C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo."

La storia di Christopher McCandless ha ispirato un libro: "Nelle terre Estreme" scritto da Jon Krakauer e pubblicato nel 1997; il libro, a sua volta, ha ispirato un film del 2007: "Nelle Terre Selvagge" diretto da Sean Penn.

Sulla rete si può approfondire l'argomento con tante altre illazioni, informazioni, dichiarazioni dei familiari etc.

Quello che mi chiedo, che rappresenta, alla fine, la morale di questa storia è questo:
Se Christopher non avesse abbandonato la sua armonica a bocca nell'auto e se la fosse portata con sé, non avrebbe, forse, potuto trovare la forza ed il coraggio di continuare?

Con questa riflessione porgo a tutti i più cordiali saluti.

Carlo
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Giuliano
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Re: Una storia

Messaggio da Giuliano » mercoledì 16 maggio 2018, 11:06

Sí, conoscevo questa storia. Avevo letto il libro uscito in spagnolo molti anni fa a Buenos Aires. Poi avevo visto anche il film. Non ricordavo che avesse lasciato anche l'armonica. Un gesto davvero estremo a ben pensarci....
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