STORIE DI ARMONICISTI

a cura di Manxcat.
Analisi ed impressioni sulle proposte musicali; storie di armoniche e di armonicisti.
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STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » lunedì 4 marzo 2019, 12:31

Questo Nuovo thread raccoglierà le storie che proporremo, riguardanti eventuali armonicisti, di ogni tempo e di ogni livello, che abbiamo incontrato realmente o virtualmente nell'arco della nostra vita di armonicisti.

Un esempio che mi riguarda, davvero eclatante, dal mio punto di vista, è stato allorquando, attraverso uno scritto di Cristian, ebbi modo di scoprire CIANCI GATTI (!), un grandissimo, del quale non avevo mai nemmeno sentito parlare!!!

Fu proprio Cristian, qua sul Forum, che ne parlò, ed io ebbi modo di documentarmi sul personaggio, di diventare un suo fan sfegatato, di riuscire a commuovermi ogni qualvolta vado a rileggere quanto ancora disponibile in rete, specie il racconto dell'incontro di questo grande dell'armonica con il famoso pianista Arturo Benedetti Michelangeli:

https://youtu.be/HVaiwdg87Fo

Spero che qualcuno di voi abbia qualche storia da raccontare, anche perché se non si hanno storie, poca sarà la fantasia per suonare l'armonica.
Ve lo dice uno che vorrebbe averne tanta, ma che poca ne ha avuto in dono da Madre Natura, purtroppo. :(

Buona giornata,

Carlo


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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da DeMello » lunedì 4 marzo 2019, 14:12

Si addormentó rannicchiato sulla poltrona, la coperta di pile che lo avvolgeva era morbida e molto calda, la finestra ancora aperta, la luna a metà rifletteva la luce che passando attraverso i pini trasformava il salotto in una grande scacchiera a macchie disordinate di luce e buio...

Soffiava forte, così forte che un sibilo entrava e ne usciva uno stridío acuto, così acuto da non essere percepito dall'orecchio dell'uomo, ma lui non era un uomo, il suo udito era sensibile, così sensibile che udì quello strano suono e ne rimase sorpreso, il vento mai gli aveva parlato a quel modo e rispose ululando più forte che poté, come a chiedere una spiegazione, "non ti capisco amico mio, dalla notte dei tempi ci conosciamo ed ora non ti riconosco più". Così il vento percepisce l'ululato dell'amico lupo, parole chiare e limpide, non come all'orecchio dell'uomo che sente solo con la mente e non con il cuore.

Soffió ancora più forte, per rincuorare l'amico lupo; il sibilo che entrò fu così potente da spazzar via in un batter d'occhio le poche nuvole che quella notte galleggiavano tra la terra e le stelle, ma lo stridío che ne uscì fu ancora più acuto, tanto che neanche il lupo poté sentirlo.

Smise di ululare, si sentiva triste e solo, abbandonato dal compagno di mille avventure, dall'amico che correva assieme a lui, mai più veloce, mai più lento, dall'amico che portava dolcemente il profumo della cena al suo naso, anche a chilometri di distanza, dall'amico che lo nascondeva dai suoi nemici soffiando il suo odore nella direzione opposta alla loro...

Il vento, che tanto bene conosceva il suo amico lupo non poté fare a meno di sentire la sua tristezza; furibondo e amareggiato allo stesso tempo tentò ancora di farsi capire, soffió ancora più forte, ancora tante cose doveva dire al suo amico, non poteva rinunciare, soffió, e un rumore lieve attirò la sua attenzione, e anche quella del lupo; qualcosa era caduta, mossa dalla forza del vento, l'armonica appoggiata al davanzale sbatté contro il pavimento di legno, un rumore sordo e lieve, così lieve che solo il vento e il lupo lo poterono sentire...ma non quella volta...anche l'uomo addormentato stranamente si svegliò.

L'armonica era la sua compagna, la sua fedele amica, da anni e anni lo accompagnava ovunque lui andasse, sempre insieme, come il vento ed il lupo, tanto che lei entrò nel suo cuore, e lui si svegliò, perché quando l'uomo ascolta con il cuore il suo udito diventa molto più sensibile, così sensibile da poter percepire il rumore di un'armonica che cade sul legno, la tristezza del lupo e l'ira del vento.

Fu così che l'uomo, senza dire una parola, parlò al vento della delicatezza di un sospiro che fa vibrare un'ancia, non troppo forte, non troppo piano, e parlò al lupo della dolce melodia che in una magica notte permette all'uomo, al vento e al lupo di non sentirsi soli, ma uniti, parte di un unico grande spartito che dá vita alla più maestosa orchestra dell'universo, la nostra casa, la nostra terra.



Scritta di getto e senza pensarci troppo, motivato da Carlo che ce la sta mettendo tutta per tenere in vita questo magnifico forum.
L'armonicista di cui parlo non esiste ma allo stesso tempo esiste dentro ognuno di noi quindi mi auguro che sia coerente con il post.

Spero di tutto cuore di non avervi annoiato.

Namastè
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » lunedì 4 marzo 2019, 15:16

DeMello ha scritto:
lunedì 4 marzo 2019, 14:12
Scritta di getto e senza pensarci troppo, motivato da Carlo che ce la sta mettendo tutta per tenere in vita questo magnifico forum.
L'armonicista di cui parlo non esiste ma allo stesso tempo esiste dentro ognuno di noi quindi mi auguro che sia coerente con il post.
Spero di tutto cuore di non avervi annoiato.
Complimenti Alessio, vedo che la vacanza non ti nuoce e che stai bene, e ne sono felice; ma altrettanto felice sono di questa tua storia di pura fantasia, che non ti manca affatto, che mi ha tenuto col fiato sospeso fino alla fine. Stupenda. Altro che noia! Bravo, grazie. una storia da "conservare nel cuore per future consultazioni".

Per contraccambiare la tua compagnia, visto che al momento ne hai più bisogno di me, ti rispondo con una mia storia, di tutt'altro genere, che riguarda il mio idolo della cromatica, e che stavo mettendo proprio quando sono venuto ed ho trovato il tuo post. Ecco qua:

Bene, proseguo io con la storia del mio armonicista cromatico preferito; più che la storia, che si trova facilmente su Wikipedia o sul sito dedicato, le mie sensazioni, le mie impressioni, le mie emozioni, ascoltandolo suonare, ma anche solo vedendolo come persona: un gentleman, un grande musicista, un vero genio dell'armonica, dotato di un talento che non si può raggiungere con lo studio e l'esercizio, ma che solo la natura può darti; il resto, certo, viene con lo studio, ma se non c'è quella parte innata, nessuno può raggiungere tali livelli tecnico-artistici.

Sto parlando di Tommy Reilly, nato nel 1919 e morto nel 2000, a 81 anni.

Canadese di nascita, figlio di un musicista nella cui orchestra cominciò da bambino a suonare il violino e poi l'armonica, si trasferì con la famiglia in Inghilterra quando aveva 16 anni e già da cinque suonava l'armonica. Successivamente, si iscrisse al famoso Leipzig Conservatory, in Germania, dove durante le persecuzioni razziali, fu arrestato e portato in un campo di prigionia, per la durata della seconda guerra mondiale.
Lì, fortunatamente, ebbe modo di sviluppare il suo virtuosismo con l'armonica, eseguendo soprattutto brani e variazioni di quel tale violinista ebreo americano che molti considerano il più grande violinista di tutti i tempi, e cioè Jasha Heifetz.

Ma, poste queste brevi frasi di introduzione, tutto il contenuto di quello che vorrei esprimervi è racchiuso in questo video, tra quei pochi che ci sono stati tramandati, video straordinario che i più sicuramente conosceranno, ma che è di assoluta rilevanza per qualsiasi appassionato di armonica che non lo avesse mai visto.

https://youtu.be/jYnH8dpm3Go

Ebbene, una straordinaria giovane pianista che si sente, nonostante tutto, nonostante che lei sia una pianista di quel calibro, in una sorta di adorazione-soggezione nei confronti di un musicista come Tommy Reilly, non un armonicista, ma un maestro!

Traspare evidente quanto lei sia fiera di trovarsi a suonare con Tommy, di essere ascoltata da lui, di essere da lui compiaciuta.

E osservate bene come lei lo guarda! E non credo che lo guardasse così in quanto ne fosse innamorata, forse sì, poteva anche esserlo, ma, secondo me, lo guardava in quanto Reilly emanava tutto il fascino del suo essere un grandissimo musicista, un genio dell'armonica.

E basta guardare, al di là di ogni teoria, come entra con l'armonica nel finale del brano, senza nemmeno guardare lo strumento, in perfetto tempismo, al minuto 25 del contatore del video!

Questo era Tommy Reilly, persone che nascono una solta volta, irripetibili, come tutti noi, ma con qualcosa in più, quello sicuramente!

Spero di aver proposto qualcosa di gradito.

Carlo
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da DeMello » lunedì 4 marzo 2019, 19:10

Wow :o A dir poco fantastico!!! Anzi, fantastici tutti e due.

Grazie per aver condiviso questo racconto, ma soprattutto il video, non lo avevo mai visto e mentre lo guardavo sentivo i brividi lungo la schiena.

Eccezzionale.
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Stefano Andreotti » martedì 5 marzo 2019, 9:12

Grazie per le vostre suggestioni.
Emozionanti, entrambe, a diversi livelli.
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da DeMello » martedì 12 marzo 2019, 11:28

Questa che sto per raccontarvi è la storia di un grandissimo armonicista, reale, come lo sono le emozioni che sa trasmettere ogniqualvolta suona questo magnifico strumento, ma seppur reale, resterà senza nome. La gloria non fa per lui, non gli interessa.

Ci fu un ragazzino anni or'sono, un bambino prima e un ragazzo poi, come lo siamo stati tutti anche se per lui la vita era più complicata rispetto a molti suoi coetanei; era diverso, non meglio, non peggio ma solo diverso dalla "massa". La sua diversità era vista come un difetto, era considerato inferiore e vittima di quello che oggi viene definito "bullissimo".

Per lui non era facile stare al mondo, era molto intelligente ma aveva difficoltà ad affrontare ciò che per molti è piuttosto naturale, ovvero il farsi degli amici, condividere pensieri ed emozioni con gli altri, esprimere ciò che provava, banale o profondo che fosse.
L'esperienze dei suoi primi anni di vita lo resero chiuso, insicuro allo stremo, quelli che erano i suoi "difetti" si aggravarano a tal punto che il solo pronunciare un "ciao" alla vista di un famigliare diventò per lui estremamente difficoltoso.

Nel frattempo il suo corpo e la sua mente crescevano, ma non la sua emotività, sempre più repressa e sempre più devastante. Non credeva più in se stesso, ammesso che lo avesse mai fatto ed era certo che la sua vita sarebbe stata un lungo camminare nel buio, solo e impaurito.

Un giorno però accadde qualcosa, che li per li non sembrò niente di che; gli fu regalata un'armonica.
Senza passioni, senza amici, chiuso nella sua solitudine iniziò a soffiare dentro l'armonica, più per sfogo che per altro; aveva talmente tante emozioni, sentimenti e parole non dette che, trovata una valvola di sfogo lo portarono a soffiare con foga e con rabbia, così tanto tempo che alla volte, arrivata la sera le labbra gli sanguinavano.

Il tempo passava e questo sfogo iniziò ad esprimersi attraverso melodie che avevano un senso, una continuità, come un discorso parlato logico e lineare. Inconsapevolmente trovò il suo modo di esprimersi con eloquenza, i suoi discorsi erano fatti non di parole ma di note, pause e accordi.

Nessuno si rese conto di quanto stava accadendo, ma le persone a lui più vicine, le sole che fino ad allora erano riuscite a sentire la sua musica e, rimaste affascinate da quest'ultima un giorno, inaspettatamente gli chiesero se volesse rendere partecipi anche altri di qualche "canzonetta".

Passò un po' di tempo e dopo essere stato amorevolmente spronato a "farsi coraggio", finalmente per la prima volta suonò alla presenza di qualche estraneo, durante la ricreazione, nel suo angolo di solitudine, estrasse la sua armonica e non senza timore ma con un coraggio estremo suonò una breve melodia semplice, ma che aveva il suono di uno di questi discorsi epici fatti dai grandi uomini che hanno cambiato il mondo, parole semplici ma profonde e cariche di sentimento...note semplici ma profonde e cariche di sentimento.
Qualcuno lo notò e prima che potesse suonare la campanella della fine dell'intervallo intorno a lui si poteva sentire un accompagnamento fatto di "oooh", "wow", "oh mio Dio"......

Non cercava la gloria, non cercava il riconoscimento, e senza che lui lo volesse e ancora meno, senza che lui se lo aspettasse, qualcuno iniziò a salutarlo, la mattina, quando passava per i corridoi, qualcun'altro si complimentava con lui, e qualcuno addirittura lo ringraziò..."ringraziarmi per cosa??" pensava...

Altri anni trascorsero, finché, in un particolare momento i cieli si commossero per lui, fu il momento in cui si rese conto di avere degli amici, che gli chiedevano di passare un po' di tempo insieme, che gli parlavano della loro vita, lo invitavano a bere qualcosa. Si accorse di essere come tutti gli altri, diverso si, ma diverso così come lo sono tutti, gusti diversi, volti diversi, accenti, paure, stili di vita, aspirazioni, pregi e difetti, tutti diversi ma che proprio per questo ci rendono tutti uguali.

Altri anni trascorsero, e con una donna che lo ama e lui ama, amici di cui si fida e che a loro volta si fidano di lui, conoscenti e una carriera da armonicista che fa invidia a molti, ora finalmente è felice, si alza la mattina convinto di saper affrontare le sfide che la vita quotidiana gli sottoporrà, e suonando sempre, così come aveva fatto quella prima volte durante la ricreazione, senza aspettarsi nulla, è ancora in grado di regalare emozioni eseguendo brani di una complessità estrema o anche solo una scala maggiore, ma tanto carica di passione da far esclamare ai più "oh mio dio", "oooh", "wow".

Un armonicista senza nome, a cui non importa di averlo, a cui non importa quanti ammiratori possa avere, ma che suona per passione, suona per regalare gioia e momenti lieti a chi ha la fortuna di ascoltarlo. Suona per puro amore.

Un grazie di tutto cuore, armonicista senza nome, per ciò che senza neanche volerlo mi hai insegnato, a me è probabilmente a molti altri.

Fine.


Ps. Storia vera ma liberamente "romanzata" da me, con un accenno "provocatorio" per l'amico virtuale Carlo che lui sicuramente saprà cogliere (c'è solo bontà in questo e voglia di leggerezza, nulla di realmente provocatorio e/o negativo :) :wink: ), insomma, facciamoci due risate anche se ogni tanto la pensiamo diversamente.

Alessio
Ultima modifica di DeMello il martedì 12 marzo 2019, 12:31, modificato 1 volta in totale.
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » martedì 12 marzo 2019, 12:17

DeMello ha scritto:
martedì 12 marzo 2019, 11:28
Ps. Storia vera ma liberamente "romanzata" da me, con un accenno "provocatorio" per l'amico virtuale Carlo che lui sicuramente saprà cogliere (c'è solo bontà in questo e voglia di leggerezza, nulla di realmente provocatorio e/o negativo :) :wink: ).
Beh, Alessio, un toscano deve stare molto attento con un trentino, lo so bene, ne sono certissimo, e non so fino a che punto posso giocare e quale sia la soglia del dover stare seri; il mio amico Walter lo sa bene . . .

Sì, certo, anche se si tratta solo di accenni, li so cogliere, stai pur certo, e mi sono "commuovato" all'idea di quell'armonicista che riesce a far colpo anche con una delle famose scale, per di più una semplice scala maggiore . . . :D :twisted:

Ma, sfottò a parte, e dopo averti implicitamente invitato e rivedere la coniugazione del verbo riflessivo "commuoversi", semplice lapsus che succede a tutti, anche a qualche ministro, nonché vice presidente del consiglio (ed ora passo ad essere serio), mi complimento con te per la bella storia, veramente molto bella, nei contenuti, ma pur anche nella forma.

Eh sì, l'armonicista esiste, e, che mi sbagli o meno, io gli ho attribuito subito un'identità, e oltre all'armonica ama moltissimo anche la pesca, ed è molto bravo. Forse hai preso qualche lezione da lui, on line . . . .

Sì, l'aspetto fisico, la fisicità in generale, quando presente, a volte, anzi spesso, può creare delle barriere mentali delle riluttanze, dei condizionamenti, tanto da impedire, a chi diventa oggetto di questi sentimenti altrui, di potersi esprimere e di poter portare avanti la propria personalità ad un livello relazionale paritario; è una riflessione che ho fatto e dibattuto spesso, da radioamatore da oltre trent'anni.
Tra i corrispondenti che collego abbastanza spesso c'è un amico paraplegico, che ha vissuto tutta la sua vita su una sedia a rotelle, con difficoltà di uso normale anche delle mani. L'ho conosciuto prima in radio, senza averlo mai visto, ed ho fatto amicizia con la sua intelligenza vivace, la sua curiosità, il suo attaccamento alla vita, il suo altruismo, la sua pazienza, la sua memoria per tutti gli eventi più importanti e la sua forza d'animo che lo ha sostenuto a non arrendersi mai . . .
Poi l'ho anche conosciuto di persona, quando già eravamo amici e sapevo già con quale persona mi sarei trovato a parlare.
Ebbene, più di una volta mi sono chiesto come sarebbero andate le cose, e come mi sarei relazionato con lui, se lo avessi incontrato fisicamente prima di averlo conosciuto in radio . . .
Voglio dire, sarebbe potuto nascere nella stessa maniera quel rapporto di stima e di amicizia che è nato ascoltando solo la sua voce, che sprigionava tutta la forza del suo carattere, a prescindere dalla sua sfortunata fisicità?
Tutt'ora non so dare una risposta, e forse ho paura a darla . . .

Ciao Alessio, continua con la tua presenza partecipativa e appassionata, che fa bene a tutti ed anche all'armonica, confusa, aimè, poveretta, spesso con la fisarmonica!

Carlo
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da DeMello » martedì 12 marzo 2019, 12:51

Hahahaha, o mio Dio, il mio caro e vecchio professore di italiano non si sarebbe certo cmmuovuto a leggere questo mio errore anzi, mi avrebbe tirato qualcosa :D Ho prontamente corretto. Mi giustifico dicendo che ho scritto di getto (è vero ma è anche una buona scusa) essendo per me importante esprimermi in un italiano corretto.

Non entrerò in merito all'identità di questa persona per correttezza nei suoi confronti.

Convengo con te che, per quanto ci piacerebbe essere "superiori" a certi tipi di atteggiamento nei confronti di chi ha delle più o meno evidenti "limitazioni", siano esse fisiche o psicologiche, ci sono situazioni nelle quali, vuoi per il condizionamento ricevuto da famiglia, amici e società in generale, vuoi per dei processi inconsci, veloci nel presentarsi alla nostra interiorità e non sempre chiari nelle loro manifestazioni non è difficile restare completamente immuni dal "giudicare" escludendo da noi stessi stereotipi di vario genere.

Mi ha fatto piacere conoscere questa tua esperienza. Grazie di averla condivisa con noi.

Alessio

Ps. :lol: mentre scrivevo l'ultima parte non pensavo affatto di portare come esempio una scala ma qualcosa di molto semplice e banale, ma ho avuto un lapsus di una frazione di secondo che mi ha fatto ridere da solo (roba da matti) riguardo a quanto detto nell'altro post, allora ho prontamente modificato.
Comunque ci tengo a precisare che nonostante sia un piccolo racconto "romanzato", l'unica parte che ho ovviamente esagerato è stata proprio quella riguardante la scala. Per il resto ti posso garantire che è davvero così, un emozione incredibile sentirlo e vederlo suonare anche quando non esegue pezzi particolarmente complicati.
Grande onore a lui e alle tante sfide affrontate e vinte nella sua vita.
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da StefanoCole » martedì 12 marzo 2019, 12:54

Ciao Alessio,

storia molto bella.

Stefano
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da DeMello » martedì 12 marzo 2019, 15:58

StefanoCole ha scritto:
martedì 12 marzo 2019, 12:54
Ciao Alessio,

storia molto bella.

Stefano
Grazie a te Stefano per aver letto e apprezzato.

Buona giornata e buona musica
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » giovedì 25 aprile 2019, 18:36

Ciao a tutti.
Parafrasando il titolo del film di James Bond "Dalla Russia con Amore", stasera vi propongo un piccolo video che ho fatto stamani col telefonino, durante una pausa in uno dei miei consueti giri in bici, e vi propongo un "Dalla Bici con Affetto".

Storia della serie "armonicisti che non rinunciano a portarsi dietro un'armonica nemmeno in bici" . . .!

Buon divertimento.

Carlo
Allegati
From My Bike.mp4
(23.62 MiB) Scaricato 18 volte
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da StefanoCole » giovedì 25 aprile 2019, 21:04

Ciao Carlo,
simpatico il tuo video. E' vero, l'armonica in La bisogna portarsela sempre dietro.

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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da DeMello » venerdì 26 aprile 2019, 11:32

Bravo Carlo, un'armonica bisogna sempre averla ovunque si vada. È un altro aspetto positivo di questo fantastico strumento; un posticino per un'armonica si trova, anche in bici :) .

Grazie di averci resi partecipi.

Buona giornata
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » sabato 27 aprile 2019, 16:31

Non di rado mi capita di venire qua a questo tavolo, dove ho il computer, per suonare qualcosa, e di perdermi, invece, tra le pagine del Forum, nell'arco di tempo di questi 10 anni di partecipazione, con oltre 7000 interventi e più di 500 canzoni suonate e pubblicate; stamani è successo esattamente così.

Avevo pensato di fare una breve recensione, con relativa prova sul campo, della Hohner Meisterklasse 7565, una cromatica d'eccellenza, una 14 fori che ha poche rivali, la mia miglior cromatica ed anche la mia preferita. Per la prova avevo pensato di fare un video suonando l'Ave Maria di Shubert, una brano che amo immensamente e che adoro suonare.

A tal fine sono entrato sul Music lab a scartabellare cercando quando l'aveva suonata l'ultima volta, per ricordarmi come l'avevo suonata, su quale base, con quale armonica e regolarmi così per farne una versione un po' diversa, ed ho digitato Ave Maria sul motore di ricerca del Forum.
E' uscito, in primis, questo thread, iniziato da Roberto nel febbraio del 2013, completamente dimenticato, come migliaia di altri di questi ultimi anni; argomento trattato, sì, l'Ave Maria, ma non quella di Shubert, ma quella di Gounod. Mi sono messo a leggere e ad acoltare i brani nelle varie versioni, con i tentativi di farla con la diatonica e gli improbabili bending . . . .

viewtopic.php?p=39149#p39149

Erano, in quel periodo, già quasi 4 anni che bivaccavo qua sul Forum, ed i bending, come anche adesso, non li sapevo ancora fare . . .
D'altro canto, quando nel 2009 mi iscrissi al Forum, non conoscevo il Blues e le bluesharp e non avevo mai sentito pronunciare la parola bending, di cui non conoscevo proprio il significato.

Quel giorno, però, il giorno di quel thread, Roberto lanciò una delle sue solite provocazioni e così . . .
Sì, perché lui non proponeva brani, lui lanciava provocazioni, a me, affinché gli andassi dietro, nelle sue bell'idee continue!
Una volta il brano, una volta l'armonica, una volta il marchingegno nuovo per la home-recording, un'altra il nuovo software, era un vulcano in continua eruzione, e gradiva la partecipazione di qualcun altro, per non essere da solo.

Con me sfondava una porta aperta, e credo di non avergli mai rifiutato la mia partecipazione (della serie "Chi sa fare De Mello")!

A parte il livello tecnico, che ciascuno acquisisce in base ai propri tempi tecnici ed all'impegno profuso, non ho mai conosciuto un altro con tanta musicalità innata, tanto gusto musicale e capacità interpretativa quanto quella di Roberto. Anche se siamo amici su FB, qua sul Forum mi manca moltissimo, come mi manca Walter, NPW, che non ho il piacere nemmeno di leggere su FB in quanto è uno di quelli che aborrono i social.

La ricerca, poi, come quando si naviga su internet, mi ha portato a quest'altro thread:

viewtopic.php?p=40628#p40628

anch'esso basato, ovviamente su una canzone, ed iniziato da Danilo Pucci, nell'aprile del 2013 con una bellissima sua versione di "Somewhere Over the Rainbow".
Altri ricordi altro volo pindarico tra cassetti della memoria da tempo chiusi e dimenticati, ma che, riaprendoli, evocano bellissimi ricordi.

Da questo ad un altro, quello della "Evoluzione della specie", anch'esso dimenticato, al punto tale che quando l'ho visto mi sono chiesto chi lo avesse iniziato . .

viewtopic.php?p=32660#p32660

Giorni fa, come esempio per la cromatica in LA, accennai a Yesterday: ebbene, come ben vedete, la storia è lunga e, anche solo per fare un accenno con l'armonica, come si capisce, bisogna averci speso del tempo, in passato, averci fatto delle riflessioni, oltre che esercizio; infatti con l'armonica, come con altri strumenti, nulla è facile, scontato e gratuito, e tutto, anche il poco, si ottiene con impegno e applicazione.

Insomma l'aver ritrovato tre soli thread ha fatto sì che mi sia trattenuto per un paio d'ore buone qua al computer, quelle due ore che mi sarebbero servite per allestire un nuovo video e la nuova esecuzione di un brano, se non mi fossi perso tra i ricordi delle cinque canzoni trattate nelle suddette discussioni, l'Ave Maria di Gounod, Over the Rainbow, Yesterday, Greensleeves, Auld Lang Syne.

Ed è tutto qua quello che vi volevo raccontare, nulla di eclatante, nella speranza di stimolare la curiosità di qualche lettore nei confronti di tre thread che vale la pena di leggere.

Un caro saluto,

Carlo
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » domenica 28 aprile 2019, 17:19

Per concludere il discorso affrontato nel post sopra, avendo parlato dell'Ave Maria di Schubert, ho ritrovato la base che avevo fatto per l'ultima versione suonata e la ripropongo, in modo sempre molto semplice, ma in versione 2019 :D
Visto che non avevo bisogno delle 3 ottave e mezzo della Meisterklasse, ho usato una normale 12 fori, la Hohner 270.
Saluti,

Carlo
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(1.72 MiB) Scaricato 9 volte
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da CCristian » domenica 28 aprile 2019, 18:01

Bellissimo thread, grazie a tutti per aver scritto, ho letto tutto con estremo piacere. Inoltre devo dire che ho goduto molto sia per la fantasia, sia per la padronanza della lingua italiana (oggigiorno sembra sempre meno diffusa.... nel senso che spesso scrive più chi non sa scrivere di chi sa scrivere 😁).
Se trovo un po' di tempo, avrei anch'io qualche storia... purtroppo, prese dai libri, più che vissute.
Ciao
CCristian
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » domenica 28 aprile 2019, 18:09

Cristian, questa sezione è una zona franca, una sorta di appendice, tipo Campione d'Italia o San Marino, dove si è sempre in Italia, ma si respirano atmosfere diverse, aria propria.
Ovviamente sei sempre il benvenuto, e non nel senso che ci voglia il permesso, ma nel senso che sarà sempre un piacere leggerti, ascoltarti suonare, proporre storie vere o di fantasia.
Buona serata,

Carlo

P.S. Tu, inoltre, avresti molto da raccontare anche nell'altro thread, quello intitolato "Storie di armoniche", con spiegazioni ed esempi.
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da StefanoCole » domenica 28 aprile 2019, 21:11

Manxcat ha scritto:
domenica 28 aprile 2019, 17:19
Per concludere il discorso affrontato nel post sopra, avendo parlato dell'Ave Maria di Schubert, ho ritrovato la base che avevo fatto per l'ultima versione suonata e la ripropongo, in modo sempre molto semplice, ma in versione 2019 :D
Visto che non avevo bisogno delle 3 ottave e mezzo della Meisterklasse, ho usato una normale 12 fori, la Hohner 270.
Saluti,

Carlo
Ciao Carlo,

molto bella l'Ave Maria di Schubert. Riproposta in modo semplice ma ben suonata.

Buona serata.
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Re: STORIE DI ARMONICISTI

Messaggio da Manxcat » mercoledì 3 luglio 2019, 15:41

Buonasera a tutti.

Ho visto in calce alla pagina dell'indice del Forum che oggi è il compleanno di Jaffetto, che compie 22 anni.

Non ero venuto qua per scivere storie o proporre canzoni, non c'è nessuno, nessuno ti legge e, se qualcuno lo fa, non ti risponde; per cui volevo solo vedere se ci fossero messaggi nuovi, visto che ci sono state delle presentazioni, e non avevo alcuna intenzione di soffermarmi a scrivere.
Ma quando ho letto di Jaffetto, ho sentito di dover dire qualcosa, poiché la sua è una storia speciale, una storia che mi è rimasta nella mente e nel cuore.

Quindi, so bene che pochi leggeranno, tantomeno Jaffetto, che non si è più risentito da allora, ma in cuor mio spero che forse un giorno potrebbe rifarsi vivo, e che, chissà, potrebbe dirci di aver continuato a giocare con l'armonica, facendo anche dei bei progressi.

Nel novembre del 2014 Jaffetto aveva 17 anni e chiese un aiuto per poter arrivare a suonare una canzone della tradizione popolare del suo paese, nel Canton Ticino della Svizzera.

viewtopic.php?p=49479#p49479

E in questo nulla di strano; poi, però, volli dargli una risposta e, per poter inserire l'allegato, dovetti farlo sul M.L. in quanto le altre sezioni non accettavano i files musicali.

Il thread che ne seguì è questo:

viewtopic.php?p=49485#p49485

Se andate al settimo post del suddetto thread potrete leggere della situazione di Jaffetto, un ragazzo di 17 anni che si alzava la mattina alle 5 per andare a lavorare, e che non rientrava a casa fino alle 8 di sera!

La cosa mi colpì molto, anche perché era un ragazzo simpatico, semplice e aperto, che oggi, a distanza di ben 5 anni, è diventato un uomo e forse suona ancora la canzone di Boccalino.

Quando ho letto del suo compleanno mi è venuta una irrefrenabile voglia di augurargli



BUON COMPLEANNO, JAFFETTO !!!



Carlo, con i saluti a tutti.
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