STORIE DI ARMONICHE

a cura di Manxcat.
Analisi ed impressioni sulle proposte musicali; storie di armoniche e di armonicisti.
StefanoCole
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da StefanoCole » mercoledì 3 aprile 2019, 16:03

Prego, grazie a te.


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Stefano Andreotti
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Stefano Andreotti » mercoledì 3 aprile 2019, 18:32

Ciao Carlo,
ti ringrazio per aver accolto il mio invito a recensire la big six. Per il resto è naturale che chiunque posta sul forum si espone. Pertanto sia i complimenti, sia eventuali critiche fanno parte del gioco. Non si può essere sempre d'accordo: tu ed io abbiamo a volte abbiamo espresso opinioni diverse che fanno parte del nostro personale modo di vedere e di essere. Non credo che ciò ti abbia turbato. Mi dispiace che alludi ad altri iscritti che hanno il tuo stesso diritto ad intendere l'armonica e la vita come preferiscono. Se vorranno criticare ciò che proponi, rispettando la persona, saranno liberi di farlo e tu anche. Non teniamoci pesi sullo stomaco che poi somatizziamo. 😊 Io sono grato a chiunque degli iscritti che si mette in gioco, ognuno con le proprie capacità. Ragazzi suoniamo e stiamo sereni 😊 Questo è il mio pensiero con cui puoi non essere d'accordo, ma mi piacerebbe che ti lasciassi alle spalle eventuali incomprensioni e dissapori, perché a volte diamo potere a pensieri che alla prova della realtà risultano davvero poca cosa e aggrapparvisi ci rendono tossica la vita.😉 Aspetto con piacere altre tue recensioni. Grazie ancora Carlo.
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » mercoledì 3 aprile 2019, 21:19

Stefano Andreotti ha scritto:
mercoledì 3 aprile 2019, 18:32
Questo è il mio pensiero con cui puoi non essere d'accordo, ma mi piacerebbe che ti lasciassi alle spalle eventuali incomprensioni e dissapori, perché a volte diamo potere a pensieri che alla prova della realtà risultano davvero poca cosa e aggrapparvisi ci rendono tossica la vita.😉 Aspetto con piacere altre tue recensioni.
Ciao Stefano, quello che hai scritto è giusto e condivisibile, ma mi sembra che vada oltre quanto espresso sul mio post.
Parli di mettersi in gioco, e di critiche che ne possono derivare: sono pienamente d'accordo ed ho sempre auspicato che venissero fatte anche delle critiche oneste, anziché i soliti commenti melliflui uguali per tutti, ma tutto questo non era il tema del mio scritto.
Per quanto concerne eventuali pesi sullo stomaco sono pienamente d'accordo che non siano assolutamente salutari . . .
Per quanto riguarda, invece, il tuo invito alle recensioni, beh, mi dispiace deluderti, ma non credo che una ulteriore mia permanenza possa avere un tale scopo. Finito il giochino dei video per mostrare qualche armonica strana, il mio piacere tornerà ad essere la riscoperta di vecchie canzoni, anno '50, '60, '70, canzoni dimenticate e mai suonate con l'armonica, come ho sempre fatto, con la cromatica, e vedrò se ci saranno spazi e motivazioni per poter continuare, ovvero se farlo altrove oppure dedicarmi di più alle tante altre attività che coltivo con altrettanto piacere.
Grazie per le tue sagge parole.

Carlo
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Stefano Andreotti » mercoledì 3 aprile 2019, 22:09

Grazie per il tuo chiarimento Carlo.
Al prossimo video, o alla prossima canzone come ti viene. Buona serata.
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da DeMello » giovedì 4 aprile 2019, 8:41

Ecco un'altra armonica che non conoscevo :)
Come sempre mi ha fatto piacere sentirti ed ascoltarti.

Personalmente ho ascoltato più che volentieri ogni brano che hai condiviso, non sempre appartenente ai generi musicali che preferisco, ma non per questo è stato meno piacevole, anzi.

Grazie Carlo.

Alessio
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » venerdì 19 aprile 2019, 10:35

Buongiorno, in questo venerdì santo del 2019.

Quando, nel 1968, uscì il famoso film di Stanley Kubrick "2001: Odissea nello Spazio", quell'anno 2001 appariva come una data veramente lontana e appartenente ad un inimmaginabile futuro . . .

Sono qua a parlarvi di un'armonica, della Piccolo.
Piccolo 1.png
Piccolo 1.png (61.62 KiB) Visto 596 volte
Questa è la versione con la scatola in cartone; poi fu fatta la versione con la scatola in plastica, ma l'armonica era sempre la stessa.
Piccolo 2.jpg
Piccolo 2.jpg (6.6 KiB) Visto 596 volte
Dire Piccolo, però, non definsce tale armonica in senso assoluto, in quanto (udite, udite) ne esiste anche una versione della Seydel, che non è accordata Richter, ma ha due ottave complete!
Piccolo 3.JPG
Piccolo 3.JPG (55.17 KiB) Visto 596 volte
Questa è la foto della mia, in quanto se andate a digitare su Google Seydel Piccolo e fate click su immagini, escono centinaia di immagini di armoniche Seydel, ma non la Piccolo, che sembra non esistere.

La trovai anni fa in un negozio che, dopo la caduta del muro di Berlino, anno 1989, mi sembra, aveva acquistato una grossa partita di armoniche Seydel dalla DDR, ed io ne presi alcune, tutti modelli rarissimi e non più in produzione, alcuni dei quali mai importati in Italia, come, probabilmente, questa Piccolo.

Prima o poi vi farò vedere anche gli altri modelli.

Bene, ma veniamo al nostro discorso.
Un giorno trovai in un negozio una Hohner Piccolo in LA e rimasi sorpreso per il fatto che ero convinto che le Piccolo venissero prodotte solo in DO, come avviene per le altre piccole armoniche della Hohner.
Vedendo quell'armonica dimenticata, mi tornarono alla mente le varie Piccolo che avevo ricevuto in dono dal babbo, in diverse occasioni; ogni tanto le acquistava, ci giocava un po' lui, e poi me le passava; diciamo che, dai miei 10/11 anni fino ai 15/16, almeno una volta all'anno capitava; poi non ricordo che fine facessero queste Piccolo, ma ricordo bene la scatolina di cartone rosso e la gioia di soffiarci dentro per provare a tirarci fuori qualche frase di qualche nota canzone. Tali Piccolo erano sempre in DO, pur se al babbo piacessero le armoniche in SOL; per cui ero convinto che esistessero solo in DO.

Quando trovai quella in LA, la prima cosa che pensai fu al bel suono che avrebbe avuto, visto che già quelle in DO mi erano sempre molto piaciute.

La presi e quando a casa la provai rimasi molto deluso per il suo suono molto acuto, troppo acuto, che non corrispondeva assolutamente al ricordo che conservavo di quelle in DO.

Riflettei su quanto a volte i ricordi possano essere ingannevoli, e mi chiesi come poteva piacermi tanto quella in DO se il LA era così acuto . .

Il DO doveva esserlo molto di più, e non capivo come potevo averne un ricordo così positivo.

La cosa finì lì e la Piccolo in LA è rimasta per anni tra le mie innumerevoli armoniche, senza più essere suonata.

Poi, pochi giorni fa, ho fatto la scoperta che mi ha fatto capire come stanno veramente le cose circa l'accordatura delle Piccolo, ed ho potuto così svelare il mistero di quel LA molto acuto, che non corrispondeva affatto al ricordo che avevo della Piccolo in DO.
E ve lo spiego, in quanto, nel caso che voleste acquistare una Piccolo, è bene che lo sappiate.

Come sappiamo la successione, nelle diatoniche, della scala delle tonalità, dalla più grave alla più acuta, è la classica SOL-LA-SI-DO-RE-MI-FA; ebbene nelle Piccolo, probabilmente per questioni di lunghezza dell'ancia per riprodurre una certa frequenza, la successione è stata cambiata ed è diventata quella naturale della scala diatonica: DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI, per cui la più grave dovrebbe essere il DO e la più acuta il SI. Dico "dovrebbe", in quanto il DO non ce l'ho e nemmeno il SI ed il MI, ma ho il RE, il FA, il SOL, che è quella della Seydel, ma sicuramente il concetto dell'altezza della nota del primo foro è lo stesso, ed il LA, e sono pressoché certo che le cose stanno così.

Quindi, in sintesi, le Piccolo in SOL, LA, SI sono quelle acute, la centrale è quella in FA, le gravi sono le DO, RE, MI.

Della serie: sulle armoniche non si finisce mai di imparare!

Carlo

Segue piccolo video, anzi, Piccolo video.
Allegati
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(11.68 MiB) Scaricato 9 volte
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da StefanoCole » venerdì 19 aprile 2019, 13:53

Ciao Carlo,

si tratta di un'armonica che merita una recensione.
anch'io pensavo che la Piccolo della Hohner venisse costruita solo in tonalità Do.
Inoltre non sapevo che, per questo modello, avessero cambiato la successione delle tonalità.
Se non ricordo male, alla fine degli anni settanta, Edoardo Bennato ne utilizzava una inserita nel reggi-armonica con a fianco un Kazoo.
Si tratta di un'armonica che, date le dimensioni contenute, è difficile da suonare a note singole. Va bene per suonare ad accordi, come hai dimostrato suonando "Oh Susanna".
Il modello della Seydel non lo conscevo. Forse, avendo i fori più grandi, può essere suonata anche a note singole.
Hai dato una spiegazione chiara inframmezzata da qualche frase spiritosa 8) . Grazie alle tue recensioni, mi sto facendo una discreta cultura sulle armoniche.

Buona giornata, Stefano
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da DeMello » venerdì 19 aprile 2019, 16:43

Interessante, come Stefano nemmeno io sapevo della diversa successione delle tonalità. Si impara sempre qualcosa.
Carlo devi avere un "parco armoniche" immenso....piano piano ce le farai conoscere tutte :)

Buona musica e buona serata.
Alessio
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » domenica 21 aprile 2019, 13:27

Ciao, oggi passo ad una cromatica: ne ho una particolarmente strana e discussa altre volte qua sul forum, strana in quanto è una cromatica in LA.
Si tratta di una CX 12 della Hohner.
CX12.png
CX12.png (23.91 KiB) Visto 568 volte

A cosa può servire una cromatica in tonalità diversa dal DO, visto che le note musicali sono 12, tutte distanti tra loro un semitono, e che la normale cromatica in DO ce le ha tutte?
Ma, non ho una risposta univoca ed esaustiva, ma posso dire quello che serve a me, facendo almeno due esempi. Fatto sta che vengono costruite, quindi . . .

Primo esempio: a volte il suono espresso da un'armonica in DO, a prescindere dalla tonalità del brano che si suona, può risultare troppo acuto e poco adatto al brano stesso; ebbene, in una armonica in LA lo si può eseguire scendendo di tre semitoni; infatti l'armonica in LA risulta tre semitoni più grave di quella in DO.

Secondo esempio: un brano in LA con tre accidenti in chiave, potrebbe risultare complicato da suonare su passaggi difficili e veloci; ebbene, con l'armonica in LA vengono automaticamente disarmate le tre alterazioni in chiave.

E questo riguarda la caratteristica del nostro strumento come strumento facente parte dei "traspositori".

Altro discorso diventa se si volesse suonare un determinato spartito con le note di altezza così come sono scritte nello spartito stesso, senza, quindi, abbassarle di tre semitoni; In quel caso la cosa si farebbe molto complicata e ne parlerò nei prossimi post, in quanto oggi avevo un'ora da dedicare all'armonica e l'ho già spesa per scrivere quanto sopra e per fare il piccolo video.

L'esempio del video riguarda l'esecuzione di un brano, nella fattispecie un brano dei Beatles in tonalità di FA, suonato prima con una cromatica in DO e successivamente con la cromatica in oggetto, quella famigerata CX12 in LA.

Buona domenica di Pasqua a tutti.

(segue)
Allegati
Video 1.mp4
(13.32 MiB) Scaricato 11 volte
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » domenica 21 aprile 2019, 15:34

Allora, per concludere questa prima parte della proposta sulle cromatiche di tonalità diversa dal DO, proposta che ho lasciato in sospeso causa pranzo, avevo preparato questi due layout delle armoniche in oggetto che vi mostro.
Layout DO  (1).JPG
Layout DO (1).JPG (41.39 KiB) Visto 565 volte
Layout LA  (2).JPG
Layout LA (2).JPG (41.35 KiB) Visto 565 volte
Uno rappresenta la disposizione delle note della cromatica in DO, l'altro di quella in LA. Ora, nel caso della canzone Yesterday, scritta in tonalità di FA, con l'armonica in DO si comincia con la nota SOL del secondo rigo del pentagramma, e quindi terzo foro dell'armonica, come si evince dall'immagine del layout armonica in DO; con l'armonica in LA, invece, si comincia con la nota MI, ma sempre di terzo foro soffiato si tratta. E questo vale per tutte le note: tre semitoni sotto, ma la melodia resta quella, così come la modalità di esecuzione.
Credo di essere stato chiaro, per chi avesse avuto ancora qualche dubbio in proposito.

E' un po' come, per fare un'esempio ancora più chiaro, vi faccio vedere nel piccolo video allegato.

Saluti e auguri, a presto per il seguito di questa storia sulle cromatiche non in DO.

Carlo

(segue)
Allegati
Video 2.mp4
(17.4 MiB) Scaricato 20 volte
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da StefanoCole » domenica 21 aprile 2019, 21:46

Ciao Carlo,

ottima la tua spiegazione sull'armonica come strumento traspositore.
Delle due esecuzioni di "Yesterday" mi è piaciuta maggiormente quella in tonalità La.
Permettimi una battuta, la CX 12 sarà anche un'ottima armonica, ma a me sembra quella di Dart Fener/Vader (Guerre Stellari) :D

Buona Pasqua, Stefano
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da DeMello » lunedì 22 aprile 2019, 7:24

Molto interessante Carlo. Anche io preferisco di gran lunga quella in La.

Grazie e buona giornata.
Alessio
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da DeMello » martedì 23 aprile 2019, 11:59

Ciao amici virtuali, oggi vi presento anche io una cromatica...non avrei mai pensato di dirlo :mrgreen: ma sta di fatto che un mio carissimo amico, dopo aver saputo del ritrovamento della tremolo Big Valley è venuto a trovarmi con un bel regalo, una Chrometta 12 in Sol.

"Così ora ne hai di tutti i tipi....almeno credo", così mi ha detto, più o meno; ho tralasciato i vari "ahió" ed "ehya" (si scrive così??) che immancabilmente un buon sardo non può farsi mancare :wink:.

Lui suona la chitarra ma credo che ogni tanto passi anche da doctorharp a dare una sbirciatina, e ovviamente, qualora leggese questo messaggio, lo ringrazio di tutto cuore.

Dato che il buon Vinicio mi ha riportato alla mente un brano a dir poco fantastico, colgo l'occasione per "suonarlo", o per essere più precisi, per provare a suonarlo :oops:

"the sound of silence"

Buona musica a tutti.
Allegati
SoundofsilenceCh_s.mp4
(11.2 MiB) Scaricato 12 volte
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » martedì 23 aprile 2019, 12:34

Ciao Alessio, complimenti vivissimi per l'acquisizione della nuova armonica; ti voglio dire due cose, prima che le dimentichi.

La prima è che, anche se uno si sente portato per la diatonica e per il Blues, con la passione per l'armonica, non può non voler provare cimentandosi anche con una cromatica, perlomeno per curiosità, che è quella che anima gli eventi dell'uomo.

La seconda cosa è che il mettersi in gioco, serenamente, rappresenta, secondo me un grande punto di forza, di cui tu sei ben dotato: bravo.

Un caro saluto,

Carlo
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » martedì 23 aprile 2019, 14:43

Continuo con l'argomento armonica cromatica in tonalità diversa dal DO, argomento apparentemente banale, ma che aiuta a prendere confidenza con alcuni aspetti della musica.

Abbiamo visto come un brano suonato con l'armonica in DO ed uno suonato con la trasposizione automatica di un'armonica in LA possa risultare diverso, e come sia Stefano che Alessio abbiano scelto la tonalità più bassa tra i brani di esempio.

La seconda applicazione dell'armonica in LA rispetto a quella in DO, che avevo segnalato nel post precedente, è quella che potrebbe riguardare l'esecuzione di un brano in LA.
Come puro e semplice esempio porto due righe della famosa Canzone del Sole di Vinicio (ormai non è più di Mogol Battisti, ma di Vinicio) redatta proprio nella tonalità di LA (tre diesis in chiave), dalla quale è facile dedurre quanto diversa possa diventare l'esecuzione, tra un'armonica cromatica in DO ed un'armonica cromatica in LA. In sole 6 battute ci sono ben 10 note alterate, in questo caso sono tutti DO, e richiedono altrettanti interventi di registro, mentre l'armonica in LA non richiede l'uso del registro stesso. E' chiaro che queste poche battute non sono esattamente esplicative del concetto che volevo esprimere, poiché quei DO alterati, in quelle frasi, sono facili da suonare e non richiedono certo il cambio di armonica, ma sono un esempio di cosa possa delle volte significare un'armonica in una certa tonalità anziché in un'altra.

Tale esempio è riportato nel video.
CdS.JPG
CdS.JPG (50.91 KiB) Visto 530 volte
CdS.mp4
(16.56 MiB) Scaricato 7 volte

Ecco, a questo punto vorrei entrare un attimo nel cuore del problema e fare una breve analisi, sia delle differenze di risultato tra l'armonica in DO e quella in LA, con un altro brano, e sia cercando di focalizzare quali sarebbero le difficoltà se si volesse fare, con un'armonica di tonalità diversa dal DO, una vera trasposizione, suonando le stesse note scritte sullo spartito.
A tal fine prendiamo come esempio poche battute di un brano classico, noto a tutti, qual è l'Aria sulla Quarta Corda di Johann Sebastian Bach.
Nel fare questo dobbiamo di nuovo riferirci ai layout delle due armoniche, premettendo che quando si suona qualsiasi armonica è determinante avere piena consapevolezza delle note che abbiamo a disposizione e della loro allocazione sullo strumento.
Aria Spartito.JPG
Aria Spartito.JPG (57.06 KiB) Visto 530 volte
Andiamo ora ad analizzare le prime sette battute dell'Aria sulla Quarta Corda, come da allegato; vedete, nessun accidente in chiave, ed il brano è stato trascritto in DO. Ci sono due alterazioni momentanee nella sesta battuta, un SI bemolle ed un DO diesis. Il brano inizia con un lungo MI, della durata di ben 9 battiti. L'esecutore conta o batte il piede quattro volte per la prima battuta, quattro per la seconda più un altro quarto per la terza, per un totale di nove battiti; al decimo battito si passa a quel LA sopra il rigo.
Con l'armonica cromatica "normale", quella in DO, risulta tutto semplice e naturale, e non perché il brano sia in DO; potrebbe essere anche, che so, in FA, ed avere così un'alterazione in chiave, e la cosa sarebbe sempre semplice e naturale: infatti si sa come sono distribuite le note sulla cromatica e si ha consapevolezza, quindi, di dove andare a cercarle.
Ma se usiamo una cromatica in tonalità diversa dal DO, questa consapevolezza ce l'abbiamo lo stesso? Beh, la risposta è semplice: io no! Forse qualche vero musicista, qualche cromatico di estrazione teorico-accademica può certo avercela, ma in ogni caso siamo su un terreno difficile da percorrere. E mi sembra interessante cercare di capire, anche sulla base di poche semplici battute, come stiano in pratica le cose.
Vediamo che con l'armonica in DO si inizia con il MI del sesto foro soffiato, in quanto si tratta del MI del quarto spazio. Se si fosse trattato del MI del primo rigo avremmo iniziato dal MI soffiato del secondo foro.
Con l'armonica in LA, invece, quel MI lo troviamo nel settimo soffiato.
Poi, nella terza battuta, abbiamo una successione di 6 ottave, precisamente LA-FA-RE-DO-SI-DO e, guardando il layout in DO, si tratta del 7 aspirato, 6 aspirato, 5 aspirato, 5 soffiato, 4 aspirato, 4 soffiato. Tutte note naturali, tutto molto semplice.
Ora andiamo a suonare le stesse sei note sull'armonica in LA:
esse diventano 8 soffiato, 7 soffiato con registro, 6 aspirato, 5 aspirato con registro, 5 aspirato, 5 aspirato con registro.
Perché con registro, se sono note naturali? Perché nell'armonica in LA il FA, il DO ed il SOL sono diesis e per renderli naturali bisogna "diesizzare" la nota prima, quella del semitono che precede.
Inoltre c'è da considerare le due alterazioni della sesta battuta: il Si bemolle nell'armonica in DO si ottiene come LA diesis, terzo foro aspirato con registro; in quella in LA, invece, si ottiene sul quinto soffiato, "diesizzando" il LA.
Poi abbiamo un DO diesis nel terzo spazio: sull'armonica in DO si ottiene normalmente sul quarto o quinto foro con registro; su quella in LA ce l'abbiamo sul sesto soffiato, già "diesizzato". Insomma, cambia tutto, e cercherò di fare un esempio anche pratico di queste poche battute, nei video allegati.
Aria IV Corda MP4.mp4
(11.9 MiB) Scaricato 12 volte
Aria in DO.mp4
(8.85 MiB) Scaricato 11 volte

Comunque sta di fatto che piccole analisi di questo genere aiutino a rendere più familiare il rapporto con l'armonica, oltre che a conoscere un po' la musica.

Saluti,

Carlo

(segue)
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da StefanoCole » martedì 23 aprile 2019, 17:36

DeMello ha scritto:
martedì 23 aprile 2019, 11:59
Ciao amici virtuali, oggi vi presento anche io una cromatica...non avrei mai pensato di dirlo :mrgreen: ma sta di fatto che un mio carissimo amico, dopo aver saputo del ritrovamento della tremolo Big Valley è venuto a trovarmi con un bel regalo, una Chrometta 12 in Sol.

"Così ora ne hai di tutti i tipi....almeno credo", così mi ha detto, più o meno; ho tralasciato i vari "ahió" ed "ehya" (si scrive così??) che immancabilmente un buon sardo non può farsi mancare :wink:.

Lui suona la chitarra ma credo che ogni tanto passi anche da doctorharp a dare una sbirciatina, e ovviamente, qualora leggese questo messaggio, lo ringrazio di tutto cuore.

Dato che il buon Vinicio mi ha riportato alla mente un brano a dir poco fantastico, colgo l'occasione per "suonarlo", o per essere più precisi, per provare a suonarlo :oops:

"the sound of silence"

Buona musica a tutti.
Ciao Alessio,
hai rotto il ghiaccio sia con il primo video che con il primo brano con la cromatica. Bravo.
La canzone deve essere raffinata ma, come inizio, non c'è male.
Per quanto riguarda il discorso "Blues", ci sono brani che si suonano con la cromatica. Little Walter ha fatto dei brani da brividi con la cromatica.
Sul sito BluesHarmonica c'è una sezione dedicata alla cromatica. Ergo, datti da fare :lol:

Stefano
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da StefanoCole » martedì 23 aprile 2019, 19:50

Manxcat ha scritto:
martedì 23 aprile 2019, 14:43
Continuo con l'argomento armonica cromatica in tonalità diversa dal DO, argomento apparentemente banale, ma che aiuta a prendere confidenza con alcuni aspetti della musica.

Abbiamo visto come un brano suonato con l'armonica in DO ed uno suonato con la trasposizione automatica di un'armonica in LA possa risultare diverso, e come sia Stefano che Alessio abbiano scelto la tonalità più bassa tra i brani di esempio.

La seconda applicazione dell'armonica in LA rispetto a quella in DO, che avevo segnalato nel post precedente, è quella che potrebbe riguardare l'esecuzione di un brano in LA.
Come puro e semplice esempio porto due righe della famosa Canzone del Sole di Vinicio (ormai non è più di Mogol Battisti, ma di Vinicio) redatta proprio nella tonalità di LA (tre diesis in chiave), dalla quale è facile dedurre quanto diversa possa diventare l'esecuzione, tra un'armonica cromatica in DO ed un'armonica cromatica in LA. In sole 6 battute ci sono ben 10 note alterate, in questo caso sono tutti DO, e richiedono altrettanti interventi di registro, mentre l'armonica in LA non richiede l'uso del registro stesso. E' chiaro che queste poche battute non sono esattamente esplicative del concetto che volevo esprimere, poiché quei DO alterati, in quelle frasi, sono facili da suonare e non richiedono certo il cambio di armonica, ma sono un esempio di cosa possa delle volte significare un'armonica in una certa tonalità anziché in un'altra.

Tale esempio è riportato nel video.

CdS.JPG

CdS.mp4


Ecco, a questo punto vorrei entrare un attimo nel cuore del problema e fare una breve analisi, sia delle differenze di risultato tra l'armonica in DO e quella in LA, con un altro brano, e sia cercando di focalizzare quali sarebbero le difficoltà se si volesse fare, con un'armonica di tonalità diversa dal DO, una vera trasposizione, suonando le stesse note scritte sullo spartito.
A tal fine prendiamo come esempio poche battute di un brano classico, noto a tutti, qual è l'Aria sulla Quarta Corda di Johann Sebastian Bach.
Nel fare questo dobbiamo di nuovo riferirci ai layout delle due armoniche, premettendo che quando si suona qualsiasi armonica è determinante avere piena consapevolezza delle note che abbiamo a disposizione e della loro allocazione sullo strumento.

Aria Spartito.JPG

Andiamo ora ad analizzare le prime sette battute dell'Aria sulla Quarta Corda, come da allegato; vedete, nessun accidente in chiave, ed il brano è stato trascritto in DO. Ci sono due alterazioni momentanee nella sesta battuta, un SI bemolle ed un DO diesis. Il brano inizia con un lungo MI, della durata di ben 9 battiti. L'esecutore conta o batte il piede quattro volte per la prima battuta, quattro per la seconda più un altro quarto per la terza, per un totale di nove battiti; al decimo battito si passa a quel LA sopra il rigo.
Con l'armonica cromatica "normale", quella in DO, risulta tutto semplice e naturale, e non perché il brano sia in DO; potrebbe essere anche, che so, in FA, ed avere così un'alterazione in chiave, e la cosa sarebbe sempre semplice e naturale: infatti si sa come sono distribuite le note sulla cromatica e si ha consapevolezza, quindi, di dove andare a cercarle.
Ma se usiamo una cromatica in tonalità diversa dal DO, questa consapevolezza ce l'abbiamo lo stesso? Beh, la risposta è semplice: io no! Forse qualche vero musicista, qualche cromatico di estrazione teorico-accademica può certo avercela, ma in ogni caso siamo su un terreno difficile da percorrere. E mi sembra interessante cercare di capire, anche sulla base di poche semplici battute, come stiano in pratica le cose.
Vediamo che con l'armonica in DO si inizia con il MI del sesto foro soffiato, in quanto si tratta del MI del quarto spazio. Se si fosse trattato del MI del primo rigo avremmo iniziato dal MI soffiato del secondo foro.
Con l'armonica in LA, invece, quel MI lo troviamo nel settimo soffiato.
Poi, nella terza battuta, abbiamo una successione di 6 ottave, precisamente LA-FA-RE-DO-SI-DO e, guardando il layout in DO, si tratta del 7 aspirato, 6 aspirato, 5 aspirato, 5 soffiato, 4 aspirato, 4 soffiato. Tutte note naturali, tutto molto semplice.
Ora andiamo a suonare le stesse sei note sull'armonica in LA:
esse diventano 8 soffiato, 7 soffiato con registro, 6 aspirato, 5 aspirato con registro, 5 aspirato, 5 aspirato con registro.
Perché con registro, se sono note naturali? Perché nell'armonica in LA il FA, il DO ed il SOL sono diesis e per renderli naturali bisogna "diesizzare" la nota prima, quella del semitono che precede.
Inoltre c'è da considerare le due alterazioni della sesta battuta: il Si bemolle nell'armonica in DO si ottiene come LA diesis, terzo foro aspirato con registro; in quella in LA, invece, si ottiene sul quinto soffiato, "diesizzando" il LA.
Poi abbiamo un DO diesis nel terzo spazio: sull'armonica in DO si ottiene normalmente sul quarto o quinto foro con registro; su quella in LA ce l'abbiamo sul sesto soffiato, già "diesizzato". Insomma, cambia tutto, e cercherò di fare un esempio anche pratico di queste poche battute, nei video allegati.

Aria IV Corda MP4.mp4

Aria in DO.mp4


Comunque sta di fatto che piccole analisi di questo genere aiutino a rendere più familiare il rapporto con l'armonica, oltre che a conoscere un po' la musica.

Saluti,

Carlo

(segue)
Ciao Carlo,
questa volta la lettura del tuo post ha richiesto un discreto impegno, in quanto i concetti non sono semplici. Anche la lettura dello spartito per me non è facile.
Grazie per questa nuova spiegazione.

Stefano
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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da DeMello » martedì 23 aprile 2019, 21:06

Manxcat ha scritto:
martedì 23 aprile 2019, 12:34
Ciao Alessio, complimenti vivissimi per l'acquisizione della nuova armonica; ti voglio dire due cose, prima che le dimentichi.

La prima è che, anche se uno si sente portato per la diatonica e per il Blues, con la passione per l'armonica, non può non voler provare cimentandosi anche con una cromatica, perlomeno per curiosità, che è quella che anima gli eventi dell'uomo.

La seconda cosa è che il mettersi in gioco, serenamente, rappresenta, secondo me un grande punto di forza, di cui tu sei ben dotato: bravo.

Un caro saluto,

Carlo
Grazie Carlo, hai ragione, prima o poi l'avrei comprata una cromatica anche solo per curiosità ma, come è già successo con la tremolo ammetto che, dopo averla provata mi piace e mi affascina molto. Un po' alla volta, senza fretta, mi dedicherò anche allo studio di queste due splendide armoniche.

È doveroso un grazie anche per i video che condividi e le spiegazioni che li accompagnano, interessanti e istruttive. Le trovo davvero molto utili.
StefanoCole ha scritto:
martedì 23 aprile 2019, 17:36
Ciao Alessio,
hai rotto il ghiaccio sia con il primo video che con il primo brano con la cromatica. Bravo.
La canzone deve essere raffinata ma, come inizio, non c'è male.
Per quanto riguarda il discorso "Blues", ci sono brani che si suonano con la cromatica. Little Walter ha fatto dei brani da brividi con la cromatica.
Sul sito BluesHarmonica c'è una sezione dedicata alla cromatica. Ergo, datti da fare :lol:

Stefano
Ciao Stefano, grazie per il commento e per aver guardato e ascoltato questa mia straordinaria performance :? :mrgreen: .

Sto giusto seguendo le lezioni gratuite grazie ad uno degli ultimi acquisti che ho fatto e, anche se non li ho ancora guardati, ho visto che ci sono dei video dedicati alla cromatica...tanta roba...troppa per adesso..
Adoro Little Walter, come armonicista e non di meno come cantante; ha una voce incredibile.

Vi auguro una buona serata e tanta, tantissima buona musica.

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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » mercoledì 24 aprile 2019, 13:25

Buongiorno, termino il discorso della cromatica in LA, di cui vi ho parlato nei post precedenti, inserendola così tra le armoniche "particolari"; ma soprattutto termino il discorso delle riflessioni circa l'Aria sulla IV Corda, e mi è sembrato doveroso concludere suonandola tutta.
Ne è uscito un risultato abbastanza deludente, in quanto ci avevo provato anni fa, e credevo che questa volta sarei stato in grado di suonarla molto meglio, ma è difficile, non tanto per i fraseggi, quanto per ottenere un suono bello e armonioso, visto anche il range di note usate, note per lo più acute, che ho voluto fare con la SCX 48, per evitare incollamenti alle valvole che ieri mi avevano perseguitato tutto il giorno con le due Hohner. Insomma, ragazzi, l'armonica è uno strumento che più si suona e più si capisce quanto sia difficile, ma anche questo è il bello, e per imparare a fare ciò che non si sa fare bisogna semplicemente . . . . farlo!

Aria Sulla IV Corda.mp4
(11.55 MiB) Scaricato 8 volte


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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da StefanoCole » mercoledì 24 aprile 2019, 17:18

Manxcat ha scritto:
mercoledì 24 aprile 2019, 13:25
Buongiorno, termino il discorso della cromatica in LA, di cui vi ho parlato nei post precedenti, inserendola così tra le armoniche "particolari"; ma soprattutto termino il discorso delle riflessioni circa l'Aria sulla IV Corda, e mi è sembrato doveroso concludere suonandola tutta.
Ne è uscito un risultato abbastanza deludente, in quanto ci avevo provato anni fa, e credevo che questa volta sarei stato in grado di suonarla molto meglio, ma è difficile, non tanto per i fraseggi, quanto per ottenere un suono bello e armonioso, visto anche il range di note usate, note per lo più acute, che ho voluto fare con la SCX 48, per evitare incollamenti alle valvole che ieri mi avevano perseguitato tutto il giorno con le due Hohner. Insomma, ragazzi, l'armonica è uno strumento che più si suona e più si capisce quanto sia difficile, ma anche questo è il bello, e per imparare a fare ciò che non si sa fare bisogna semplicemente . . . . farlo!


Aria Sulla IV Corda.mp4



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Ciao Carlo,
abbastanza deludente non direi. Tutto sommato l'hai suonata discretamente.
Ho sorriso quando, in due momenti, ti sei messo a contare i 9 battiti del Mi. D'altronde non c'è altro modo che quello di contare per non andare fuori tempo.

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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da StefanoCole » mercoledì 24 aprile 2019, 17:28

Ciao Alessio,
Sto giusto seguendo le lezioni gratuite grazie ad uno degli ultimi acquisti che ho fatto e, anche se non li ho ancora guardati, ho visto che ci sono dei video dedicati alla cromatica...tanta roba...troppa per adesso..
il mio suggerimento è di scaricarti i file audio e i pdf degli spartiti/tablature delle lezioni che ti interessano. Anche senza video, ti torneranno utili in futuro. Tenuto conto che i video delle prime lezioni di tongue blocking e bending si trovano pure su Youtube.

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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da Manxcat » mercoledì 24 aprile 2019, 17:33

StefanoCole ha scritto:
mercoledì 24 aprile 2019, 17:18


Ciao Carlo,
abbastanza deludente non direi. Tutto sommato l'hai suonata discretamente.
Ho sorriso quando, in due momenti, ti sei messo a contare i 9 battiti del Mi. D'altronde non c'è altro modo che quello di contare per non andare fuori tempo.
Eh sì, Stefano, sono proprio 9 battiti, e se non li conti rischi di toppare la nota successiva. Certo che la conta normalmente si fa col pensiero o col piede, ma l'ho voluta fare platealmente per dire che, se è musica, c'è un tempo da rispettare, per tutti, a tutti i livelli.
Ti ringrazio, Stefano, per il tuo riscontro e resto in attesa del prossimo Blues.

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Re: STORIE DI ARMONICHE

Messaggio da DeMello » mercoledì 24 aprile 2019, 20:18

Ciao Carlo, per niente deludente a mio avviso, tenuto anche conto della difficoltà del brano. Complimenti.

Ciao Stefano, si si, ho già provveduto a scaricare audio e pdf...altro che un mese di lezioni, c'è materiale per un anno :)

Vi auguro una buona serata.
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