Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Approfondimenti di teoria musicale applicata all'armonica.
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robcali
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Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da robcali » venerdì 18 settembre 2015, 9:51

Ciao amici,
in questi giorni si è affrontato in altri thread questo argomento e vorrei riproporlo in questa sezione che mi sembra più adeguata anche per chi consulta il forum.

Si parla tanto di jazz, di blues, di pop, di classica, di funky etc. ed è importante capire che molte problematiche che noi riscontriamo nella lettura degli spartiti dipendono da una lettura ed interpretazione dello spartito.
Lo Shuffle o Swing, per esempio che è alla base del jazz è fondamentale per capire come suonare gli ottavi che sono scritti nel nostro spartito.
E' ovvio che se restiamo in ambito swing o shuffle, tutti i nostri studi di armonia (accordi) e di melodia (scale) devono essere affrontati con le cosiddette crome puntate che è il ritmo principale di questa musica.
In questo senso il blues è decisamente il materiale didattico di base per poter capire come tenere il tempo e conseguire quella discreta padronanza necessaria per le successive interpretazioni jazzistiche di standards o per improvvisare.
Se diamo uno sguardo ai programmi didattici delle migliori scuole di musica moderna, italiane o americane, riscontriamo nei programmi didattici una forte incidenza di questa musica sin dai primissimi anni di studio. Questi moderni programmi tengono in alto conto questa musica fondamentale per capire e comprendere il linguaggio di quasi tutta la musica moderna. Il motivo è anche melodico, qundi non solo ritmico, specialmente per il linguaggio delle note scelte dal blues, che sono diventate significativamente le note più caratteristiche di molti stili musicali compreso il rock ed il pop (pensiamo alla semplice pentatonica blues regina di improvvisazione in tutti ... e dico tutti gli stili moderni).

Il Latin ed il Funky, invece per fare un esempio diverso, sono suonate "straight" (cioè le crome lette saranno veramente crome e non ... crome puntate!)
Il reggae è invece per il 70% swing per il 30% straight etc. etc.

Posto dei link che spiegano in qualche modo questo importante concetto che DOVREBBE essere materiale da studio per qualsiasi studente di musica moderna che si voglia accingere a suonare uno strumento in chiave moderna, quindi anche gli insegnanti sono tenuti a fare notare all'allievo questa importante distinzione per dargli la possibilità di esprimersi meglio ... il discorso si allarga quando questo swing feel viene suonato anticipato o con ritardo (ogni artista jazz come si deve ha un modo di sentire e di interpretare il beat) ... ma questo è un altro discorso ....

https://www.youtube.com/watch?v=_KF4RjvHovo

https://www.youtube.com/watch?v=M64Mk1-Lb7I

https://www.youtube.com/watch?v=ORZjZREIG_s

Saluti

Roberto


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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da Manxcat » venerdì 18 settembre 2015, 10:21

Caro Roberto, come non risponderti, visto l'interesse che riesci a suscitare con i tuoi argomenti.
L'unico, però che possa replicare e aggiungere qualcosa, per conoscenza e competenza, è Andrea ed io ti rispondo più nel merito della stima che della tecnica musicale.
Il tuo è vangelo, non ho alcun dubbio, però non vorrei che passasse il messaggio che per suonare un'armonica a bocca, e anche altri strumenti musicali, occorrano necessariamente anni di studio della tecnica musicale o di essere diplomati al Conservatorio, o, peggio ancora, di doversi per forza assoggettare a certe "convenzioni" musicali che pongono ogni tre note di musica espressa nella loro casella in base ad un "genere" di appartenenza.
La musica è musica, fa parte della nostra natura, siamo esseri musicali; da qui sono nate tutte le teorie successive e conseguenti, ma sono solo convenzioni, che a volte possono esserti utili, e a volte non ti servono a nulla, anzi servono a confonderti le idee ed a reprimere eventuali capacità di espressione. La teoria musicale deve servirci a fare prima e fare meglio, come mezzo, ma attenzione a non farne un fine, mi raccomando, altrimenti ci ritroviamo ad enunciare teorie nel tempo in cui dovremmo e potremmo essere a suonare! :D
Per riuscire ad esprimersi con un'armonica, e non intendo certo per fare concerti di musica classica con la cromatica accompagnati da un'orchestra sinfonica, ma parlo di armonica, blues o non blues, per passione e divertimento, occorrono sostanzialmente tre cose: musicalità innata, fantasia e un po' di intelligenza.
L'interpretazione di Stormy Weather di Fabio, per restare nel nostro ambito, che è quello che a me interessa, e i mostri sacri facciano come vogliono, rappresenta l'esatta concretizzazione di quello che sto dicendo.
L'ho detto tante volte, citandolo come esempio: se non sai fischiettare un motivetto, se non sei intonato con la voce e se cerchi di cantare una melodia e non si capisce di quale canzone si possa trattare, conoscere i nomi delle scale che hai citato l'altro giorno, e la loro costruzione, serve a ben poco. Soprattutto starle a suonare, invece che partire dalla musica che ti piace. Non è universale, ma è abbastanza diffusa, la teoria per la quale anche le canzoni, i brani di jazz, la musica classica, qualsiasi brano che possa piacerti, costituiscono di per sé un ottimo sussidio didattico per fare esercizi, basta saperli scegliere ponderatamente e con una certa logica di progressione. Ora, avendo a che fare con melodie a te note e care, pare che i risultati di apprendimento risultino in qualche modo facilitati.
Con questo non è che la teoria musicale possa relegarsi a ruolo secondario, ma spesso basta una conoscenza basilare ed essenziale unita ad un po' di talento, senza il quale nella musica non si va da nessuna parte. Io antepongo quello, e mi riferisco alla potenzialità di un giovane che abbia passione, non certo ai miei passatempi di pensionato che lotta contro la depressione!
Grazie dei tuoi sempre interessanti interventi.
Carlo

P.S. Non ho ascoltato i link, perché, nonostante abbia moglie e figlio di nazionalità britannica, mi piace parlare, e anche ascoltare, come m'ha insegnato la mi' mamma :D :D :D
Ultima modifica di Manxcat il venerdì 18 settembre 2015, 10:48, modificato 1 volta in totale.
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da Manxcat » venerdì 18 settembre 2015, 10:43

Questo è venuto fuori per errore.
Lo uso per rispondere al post sotto di Roberto.

Ma certo, sono d'accordo.

Carlo
Ultima modifica di Manxcat il venerdì 18 settembre 2015, 10:52, modificato 1 volta in totale.
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da robcali » venerdì 18 settembre 2015, 10:43

Ma certo Carlo,

la spontaneità ed il divertimento del fare musica devono restare sempre legati al piacere di suonare anche solo ad orecchio e senza particolari competenze musicali.
Se però si decide di approfondire lo studio della musica classica o moderna, credo sia importante partire con il piede giusto ed evitare in seguito di ... ristudiare tutto dall'inizio perchè magari si salta qualche argomento non solo interessante ma ... determinante per la scelta di studio affrontata anche con molti sacrifici e con piena fiducia nell'insegnante scelto.
Ho scritto questo breve articolo, inserendo alcuni link esemplificativi dell'argomento trattato, semplicemente per arricchire di altro materiale teorico/pratico questo ottimo sito di armonica.

Un caro saluto da

Roberto
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da Manxcat » venerdì 18 settembre 2015, 10:47

Non so perché è stato replicato il mio messaggio, come se tu l'avessi citato; vedi, Roberto, se te lo fa cancellare; io non posso cancellarlo, perché risulta una tua citazione, mentre il post è attribuito a me . .

P.S. Ok, tutto risolto.
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da robertoguido » venerdì 18 settembre 2015, 22:33

Trovo il post del mio omonimo molto interessante e mi guarderò i video Con Carlo più volte si è discusso se intuitività e spontaneità siano una guida sufficiente dal far dimenticare la necessità di studiare un po' di armonia anche agli armonicisti (non musicisti).

Sono pareri personali e non troveranno mai tutti d'accordo. Sono però d'accordo con Roberto che avere ogni tanto dei thread "tecnici" e qualificati sia comunque un contributo molto importante in questo forum.
Anche perché certi argomenti si trovano (vedi i video citati) più che altro in inglese e troppo poco in Italiano.
Quindi GRAZIE!!!
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da robcali » sabato 19 settembre 2015, 8:29

Ti ringrazio, Roberto
per il tuo intervento.

Concordo con l'idea che sia estremamente divertente suonare l'armonica con spontaneità e senza particolari conoscenze musicali.

E' anche vero però che l'armonica è uno strumento come un altro, come un sax, una tromba, un chitarra, un piano (anche se limitato rispetto ad un pianoforte per esempio, nel proprio range delle ottave come gli altri strumenti a fiato).
In questo senso potrebbe essere importante per il musicista ampliare i propri orizzonti e cercare di apprendere altre nozioni di carattere ritmico o armonico: nozioni utili sia per chi studia seriamente, sia per l'appassionato che vuole semplicemente approfondire qualche concetto che magari può facilmente trovare condiviso nel web.
In questo senso mi trovo in linea con l'idea di Roberto di condividere dei contenuti tecnici/teorici generali sulla musica moderna che possono essere d'aiuto a chi suona uno strumento:armonica, clarinetto, piano, chitarra etc. etc.

Un saluto

Roberto
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da Lucky73 » sabato 19 settembre 2015, 8:54

Ci sono tanti tipi di persone e tanti tipi di musicisiti.
Ci sono le persone timide e quelle estroverse, quelle esuberanti e quelle rompipalle.
Ci sono i remissivi.

Anche i musicisti possono essere estroversi, esuberanti, timidi ecc.
Conosco persone che suonano nelle bande di paese da 140 anni e se gli cambi il ritrmo di un pezzo si fermano. Sono i remissivi, si adeguano a quello che il maestro dice di fare.
Conosco diplomati di pianoforte al conservatorio che eseguono benissimo brani memorizzati oppure letti on spot, ma che sono completamente bloccati se gli chiedi di improvvisare su una sequenza di accordi.
Conosco chitarristi ritmici che possono cantarti tutto il canzoniere a occhi chiusi, soprattutto te lo cantano tutto nella stessa tonalità perchè non sanno shiftare gli accordi sul manico della tastiera.
Poi ho visto bravissimi musicisti che non hanno mai preso una lezione. Uno di questi un chitarrista giovane. Mi ha incuriosito e mi sono fatto raccontare come ha imparato. Dice che ha suonato 5-6 ore al giorno per alcuni anni e si è fatto uno schema mentale di dove andare con le dita per "dire una certa cosa musicale". In pratica si è studiato gli intervalli e la diteggiatura da zero, inventendando quello che avrebbe potuto leggere su un libro e imparare in 1/5o del tempo con un maestro.
Si può avere molta tecnica ma nessuno spirito di iniziativa e quindi si diventa degli esecutori meccanici.
Si può avere molta iniziativa ma poca tecnica e si diventa dei musicisti ugualmente.
Il livello di bravura poi dipende, ci sarà sempre quello piu bravo di te e ci sarà
sempre quello peggio di te. Sempre.
Quello che ho imparato io è che le due cose (tecnica e iniziativa) assieme, diventano una miscela esplosiva che ti fa essere diverso da tanti altri e quando suoni le persone se ne accorgono.
Ci sono tanti tipi di persone e tanti tipi di musicisti, e ho visto che è difficile che qualcuno cambi il suo modo di vedere le cose. Ve bene così, l'importante è che ognuno si diverta con quello che ottiene.
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da Manxcat » sabato 19 settembre 2015, 9:37

Il ragionamento non fa una piega, ma per affermare ciò ci è voluto un dibattito, un confronto, la condivisione di un pensiero. Altrimenti ciascuno vivrebbe dentro la propria realtà ritenendola giusta e universale, mentre non lo è. Pertanto ben vengano gli scambi di opinione.
Io ad esempio, quando parli dell'unione tra la tecnica e l'iniziativa, sostituirei la parola "iniziativa" con la parola talento, perché la prima senza il secondo serve a ben poco e nella mia lunga vita tutte le persone che ho potuto ammirare ed anche un po' invidiare per la loro capacità di saper eccellere in qualcosa, le ho sempre viste dotate, più che di intraprendenza e iniziativa, di innato talento.
In ogni caso, vox populi docet, è vero: il mondo è bello perché è vario :D
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da Lucky73 » sabato 19 settembre 2015, 9:54

Manxcat ha scritto:Il ragionamento non fa una piega, ma per affermare ciò ci è voluto un dibattito, un confronto, la condivisione di un pensiero. Altrimenti ciascuno vivrebbe dentro la propria realtà ritenendola giusta e universale, mentre non lo è. Pertanto ben vengano gli scambi di opinione.
Io ad esempio, quando parli dell'unione tra la tecnica e l'iniziativa, sostituirei la parola "iniziativa" con la parola talento, perché la prima senza il secondo serve a ben poco e nella mia lunga vita tutte le persone che ho potuto ammirare ed anche un po' invidiare per la loro capacità di saper eccellere in qualcosa, le ho sempre viste dotate, più che di intraprendenza e iniziativa, di innato talento.
In ogni caso, vox populi docet, è vero: il mondo è bello perché è vario :D
Sai, la definizione di talento indica essere inclini a qualcosa, avere particolari capacità ecc. Credo tu abbia ragione. Quando io dico "iniziativa" forse descrivo l'effetto che scaturisce dall'avere talento.
Io penso che il talento è il motore che ti fa agire, perchè le cose ti vengono un po più facilmente. Ma poi, è l'agire costante, con metodo, con caparbietà che porta a risultati. Il talento da solo non serve a nulla se da esso non scaturiscono azioni fatte in un certo modo. Se a me dicono "tu sei portato per la musica" io rispondo "no, io sono portato per impegnarmi e per capire come studiare al meglio".

Quello che a volte succede, è che qualcuno dica "io non sono portato" e prenda questa come scusa per essere pigro. Anche quelli che nel tempo sono stati definiti geniali e virtuosi, studiavano 7-8 ore al giorno. In cosa erano bravi ? A suonare ?........O a impegnarsi a fondo ?
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Re: Straight e Swing (o shuffle) - Il tempo nella musica moderna

Messaggio da Manxcat » sabato 19 settembre 2015, 10:45

Lucky73 ha scritto: In cosa erano bravi ? A suonare ?........O a impegnarsi a fondo ?
Sì, hai ragione: a impegnarsi a fondo, ma solo in quanto potevano permetterselo, cosa che altri, pur impegnandosi nella stessa maniera, non potrebbero mai fare.
Ma il discorso è vecchio quanto l'uomo, quanto la storia dell'uovo e della gallina, e non si può nemmeno ovviare dicendo che tanto quello che conta sono i risultati, perché anch'essi variano da persona a persona e ciò che emoziona me può essere indifferente per te, e viceversa.
Ti saluto, Luciano, e grazie della chiacchierata.
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