| Tra i primi armonicisti
bianchi merita un posto di primo piano ALAN WILSON,
una meteora sulla scena musicale californiana tra gli
anni '60 e '70.
Fondatore nel 1965, con il cantante
Bob Hite, dei Canned Heat, Alan Wilson nato il
4 luglio 1943, venne soprannominato " Blind Owl
" a causa di una miopia che rasentava la cecità.
Wilson era un esperto ed appassionato conoscitore della
musica popolare americana e possedeva una forte sensibilità
che traspare dagli assoli della sua armonica di cui
è costellata la produzione discografica dei Canned
Heat, gruppo che ebbe una vita movimentata anche a causa
delle droghe di cui alcuni di loro facevano uso, sebbene
essi stessi siano stati tra i primi a denunciare i rischi
di queste sostanze: " Speed Kills " è
la frase gridata in coro alla fine del cantato di "
Amphetamine Annie " dal loro secondo album "BOOGIE
WITH CANNED HEAT".

Furono tra le prime band composte
esclusivamente da bianchi ad essere accettate nei locali
per neri in un periodo in cui i contrasti razziali erano
molto forti, anche se, la sera dell' assassinio di Robert
Kennedy, senatore che appoggiava la causa della gente
di colore, mentre stavano tenendo un concerto ad Harlem
vennero fatti salire in tutta fretta su alcuni taxi
e consigliati ad allontanarsi velocemente dal quartiere.
Alan Wilson aveva sviluppato
un fraseggio personalissimo ed il suo vibrato è
tra i migliori mai ascoltati. Essendo anche chitarrista
e cantante, la sua armonica non è presente in
tutte le incisioni dei Canned Heat, ma in sprazzi sparsi
qua e là come l' introduzione di " I' m
her man " dall' album "HALLELUJA" o altri
brani nella raccolta "UNCANNED" ( EMI 29165
).
Il gruppo tenne anche alcuni
concerti in Europa ed in Italia durante i quali venne
inciso " LIVE IN EUROPE ". Collaborarono poi
con John Lee Hooker per una serie di registrazioni uscite
nel doppio album " HOOKER AND HEAT INFINITE BOOGIE
" dove il grande uomo di blues e l' armonica di
Wilson ci regalano le splendide " Drifter ",
" You Talk Too Much ", " Burning Hell
" ed altro ancora. Il disco fu pubblicato dopo
la scomparsa di Alan Wilson, ricordato sulla copertina
che ritrae i Canned Heat e John Lee Hooker in una stanza
d'albergo dove ad una parete è appesa una sua
fotografia.
Nel settembre del 1970 riuscii
ad aggregarmi ad un viaggio con pernottamento in un
convento di suore a Roma, il tutto gratis. Il mio scopo
non era però religioso bensì assistere
ad un' esibizione dei Rolling Stones, in quel periodo
particolarmente bluesy grazie alla presenza di Mick
Taylor alla chitarra solista. Di
ritorno dal concerto, al mio ricovero notturno mi fu
detto che per una regola interna non mi sarebbe stato
aperto fino alle sei del mattino. Così me ne
andai in giro e trovata un'edicola aperta comprai una
rivista musicale dalla quale appresi della morte di
Alan Wilson. Il suo corpo fu trovato in un sacco a pelo
ai piedi di un' albero in Topanga Canyon, con a fianco
una bottiglia di gin ed un flacone di andidepressivi,
entrambi vuoti.
Da allora a volte mi capita
di sentire la necessità di ascoltare le note
di questo sottovalutato ragazzo con gli occhiali. Ringrazio
inoltre l' armonicista Gianandrea Pasquinelli
e Marino Grandi della rivista Il Blues
senza i quali questo articolo non sarebbe stato possibile.
Il 22 aprile 1924 nasceva a West Helena, Arkansas, Allen
George Smith conosciuto poi come George
"Harmonica" Smith e considerato un
maestro da armonicisti quali William Clarke, Rod Piazza,
Kim Wilson e Paul DeLay. La peculiarità di George
Smith è stata quella di approfondire l'impiego,
nel blues, delle posizioni alternative alla cosiddetta
seconda o cross position.
Soprattutto nelle sue prime incisioni
c'è un uso frequente della terza posizione, ma
anche la prima trova spazio nel lavoro di Smith, facendolo
diventare un punto di riferimento per gli esecutori
del cosiddetto blues della west coast.
E' stato un personaggio poco conosciuto
e sottovalutato, basti pensare che, trovandosi in giro
con Muddy Waters ed i
" Jukes " il gruppo di Little
Walter, armonicista per il quale Muddy aveva una
spiccata preferenza, venne ammonito da quest'ultimo
di non improvvisare in presenza di Walter ma di limitarsi
ad accompagnare. Nella pausa dopo il primo set, Little
Walter chiese poi a George Smith come mai non ci desse
dentro con la sua armonica, dopodichè si recò
al tavolo di Muddy Waters, e lo convinse a lasciar suonare
Smith come meglio credeva.
George Smith ha incoraggiato una nutrita
schiera di discepoli. I più rappresentativi sono
sicuramente Rod Piazza e William
Clarke, ma, mentre Piazza nei suoi dischi si
mantiene ad un livello costante, riproponendo a volte
gli stessi fraseggi di George Smith, nelle incisioni
di William Clarke si nota una ricerca ed una linea evolutiva
della quale non possiamo sapere gli sviluppi perchè
la sua scomparsa, avvenuta il 3 novembre 1996, ha fatto
uscire prematuramente di scena questo grande interprete.
Clarke era anche dotato di un' ottimo
stile come cantante ma non ha avuto la possibilità
di poter usufruire di una band fissa come i Mighty Flyers
di Rod Piazza, soprattutto per quanto riguarda il basso
di Bill Stuve e la batteria di Jimi Bott una delle migliori
sezioni ritmiche per il genere west coast, come si può
ascoltare nel CD "ROD PIAZZA & THE MIGHTY FLYERS
LIVE AT B.B. KING'S" BIGMO 10262 dove è
presente anche la chitarra di Alex Shultz che Clarke
ha frequentemente usato per i suoi lavori discografici.
Nato il 21 marzo 1951 a Inglewood,
California e dopo aver alternato per anni la sua passione
per l'armonica con il lavoro a sostegno della famiglia,
incidendo anche alcuni LP autoprodotti, Clarke decide
di mandare un nastro a Bruce Iglauer dell' etichetta
discografica Alligator che lo mette subito sotto contratto.
Il primo lavoro, "BLOWIN' LIKE
HELL" ALCD 4788 è un'esempio di come suonare
un blues moderno rispettando la tradizione, con brani
come "Lookin' to the future" "Greasy
gravy" i veri e propri tour de force dell'armonica
in "Cash Money" e "Blowin' Like Hell"
alla cromatica, ed anche lo splendid "Must be jelly"
vincitore del premio W.C. Handy come migliore blues
song nel 1991.
Dopo questo disco Clarke si dedica
a tempo pieno alla carriera musicale ed il suo stile
si sviluppa attraverso "SERIOUS INTENTIONS"
ALCD 4806 e "GROOVE TIME" ALCD 4827 fino all'ultimo
"THE HARD WAY" ALCD 4842 con la profetica
" These blues is killing me " ed il jazz blues
di " Fishing blues " sbocco naturale per una
persona che oltre al blues amava il jazz di artisti
come il sassofonista Gene Ammons.
A mio parere, tra i momenti più
significativi di William Clarke troviamo gli Slow
Blues, dove, come insegnano i grandi, non servono
veloci virtuosismi, ma ogni nota deve avere un suo significato,
e questo è proprio quello che William Clarke
è capace di fare, ascoltate, ad esempio, "The
tribute to George Smith" dall'album "TIP OF
THE TOP" o "It's been a long time" da
"Serious Intentions"con tanto di arrangiamento
di fiati; le note di Clarke sono intense, soppesate,
provviste di una notevole carica di sentimento, in poche
parole, un moderno maestro dell'armonica blues.
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