Certamente
smontare una armonica non è una operazione molto difficile,
ma ci sono alcune cose che è meglio sapere se si vuole evitare di
accorciarne la vita.
Innanzi tutto è meglio non abusare della propria bravura e destrezza
nel saper smontare lo strumento, "le cose meno si toccano
e più durano", come dicono i buoni meccanici di automobili.
A lungo andare si allenteranno le meccaniche e l'armonica comincerà
a diventare più "dura" a causa della perdita di aderenza
tra il corpo, le placchette e il guscio, con l'inesorabile sfiatamento.
Infatti dopo averla smontata c'è sempre la sensazione
(giusta) di sentire le note meno pronte e veloci, soprattutto se
l'armonica ha il corpo in legno fissato con chiodini.
Inoltre per dosare bene la forza bisogna sempre
usare i cacciaviti di piccole dimensioni, adeguate alle viti che
si stanno smontando, così eviterete di spanare le filettature. Poi
riavvitando le viti dovreste stare attenti a non serrarle troppo
perché questo provocherebbe una deformazione delle placchette porta
ance con la conseguente perdita della tenuta al fiato.
Fare molta attenzione quindi alle viti che si
trovano all'interno dello strumento e tengono insieme il corpo con
le placchette porta ance.
Per le armoniche cromatiche state attenti
alle valvole che sono presenti sopra alcune ance, è estremamente
facile piegarle distrattamente. Queste sono di fondamentale importanza
perché danno una tenuta maggiore al fiato. Non sono presenti sulle
diatoniche perché altrimenti non sarebbe possibile piegare le note.
Infatti, secondo noi, è inopportuno il tentativo di certe case produttrici,
di applicare sulle ance delle diatoniche delle valvole per aumentarne
la tenuta.
Bisogna prestare molta attenzione, inoltre,
ad alcuni modelli come le Golden Melody della Hohner che hanno il
comb (corpo centrale) costruito con un tipo di plastica dura e molto poco
resistente, infatti una pressione un po' più eccessiva sulla cassa
potrebbe scheggiarla o addirittura spezzarla.