Armonica
a bocca : strumento infantile o giocattolo.
Sono queste le definizioni date da alcune tra le più autorevoli
enciclopedie italiane; giocare mantiene giovani, quindi che ben
venga la definizione di giocattolo.
Sembra comunque un po' riduttiva nel momento in cui ascoltiamo Tommy
Reilly, Larry Addler, Toots Thielemans o tutti quei grandi armonicisti
capaci di fare qualsiasi cosa con quel minuscolo strumento.
Io non so se Friederich Bushmann che nel
1821 inventò l'armonica diatonica o Edward Shulman che brevettò
la cromatica, desideravano creare uno strumento musicale o un oggetto
che fosse adatto al divertimento dei bambini, ciò che è
certo è che anche se a tutt'oggi sono pochi gli armonicisti
di rilevanza internazionale ci hanno comunque regalato dei momenti
di grande musica, basti ricordare brani come : Midnight cow boy
(dal film Un uomo da marciapiede), Isn't she lovely (di Stevie Wonder)
o I say i' sto ccà (di Pino Daniele suonata all'armonica
dal nostro Bruno De Filippi) e tanti altri che devono il proprio
successo anche alla forza espressiva del suono dell'armonica.
La causa per cui questo strumento resta
poco suonato è, forse, da attribuirsi allo scarso interesse
che si ha abitualmente nei confronti degli strumenti cosiddetti
"poveri", o forse è dovuta a quella sorta di pregiudizio
che ne interdisce lo studio nei conservatori. Comunque sia, l'armonica
è uno strumento ricco dal punto di vista espressivo e ahimè
assai difficile da suonare. A tal proposito ricordo che quando iniziai
lo studio dell'armonica cromatica (20 anni fa circa) rimasi colpito
da un articolo apparso su una rivista americana che lo definiva
"lo strumento impossibile". In effetti l'armonica
cromatica ha un'estensione notevole (quattro ottave e un tono) che
pochi altri strumenti solisti possiedono, bisogna soffiare ed inspirare,
usare il tasto per alterare la nota, spostare la bocca, diciamo
pure che è quasi un "cesellare".
Chiudo questa riflessione con la speranza
che possa al più presto esserci un rinnovato interesse da
parte di chi gestisce e produce la musica in Italia a promuovere
anche i musicisti, magari suonatori di armonica, per ricordare
che la musica non è fatta solo di parole ma anche e soprattutto
di suoni "armonici".