"I professionisti complicano le cose?"
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"I professionisti complicano le cose?" |
Scritto da corrado on
12-Feb-07, 09:06 PM (GMT)
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Non sono propio principiante ma comunque molto dilettante. Prendo l'occasione dai vari interventi dell'amico Marmor rivolto ai principianti e pongo un quesito a lui e a tutti i professionisti che vogliono dare un loro contributo. La domanda è:"i professionisti complicano le cose?" Per quale motivo Willi Burger,nel brano "air on the G string",inizia con "Fa diesis" e non con "MI". Io non conosco la musica e spero di spiegarmi meglio facendo un breve riferimento ai fori dell'armonica(ho una 64 cromonica).Il simbolo < indica il registro premuto versione W.B. 10a< 12a 11s 10s 9a 9s< 9a 9s< 8a 7a versione Corr.10s 11a 10a 9a 9s 8a 8s 8a 7a 7s Come vedete nella versione,chiamiamola,Corrado,non si usa il registro ed anche nel proseguio del brano è quasi sempre la stessa cosa.Non è più semplice? Altro esempio:Giuseppe Milici,nella sua versione di "Alfie"(vedi brano sul sito),su 215 note ne suona ben 148 con il registro premuto e ben 123 in aspirazione ed inoltre,c'è una sequenza di 18 note consecutive aspirate e 10 note conecutive soffiate.C'è da andare in sincope. Mi domando e vi domando,qual'è la ragione tecnica per complicare così le cose? Spero di poter leggere i pareri degli addetti ai lavori che comunque ringrazio per l'attenzione. Un saluto,Corrado.
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RE: I professionisti complicano le ...,
Marmor, 13-Feb-07, (1)
 RE: I professionisti complicano le ...,
corrado, 13-Feb-07, (2)
 RE: I professionisti complicano le ...,
Marmor, 14-Feb-07, (3)
 RE: I professionisti complicano le ...,
corrado, 14-Feb-07, (4)
RE: I professionisti complicano le ...,
Andrew, 16-Feb-07, (5)
 RE: I professionisti complicano le ...,
Mark O' Moon, 16-Feb-07, (6)
 RE: I professionisti complicano le ...,
corrado, 16-Feb-07, (7)
RE: I professionisti complicano le ...,
Carlo, 18-Mar-07, (8)
 RE: I professionisti complicano le ...,
corrado, 18-Mar-07, (9)
 RE: I professionisti complicano le ...,
Claudio B, 19-Mar-07, (10)
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Messaggi in questo argomento
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1. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
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Scritto da Marmor on
13-Feb-07, 00:49 AM (GMT)
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Caro Corrado, io non sono affatto un professionista, ci mancherebbe!! Se ho scritto qualcosa ho solo cercato di dare un aiuto ( a mio modo): tante volte l'ho ricevuto io stesso, e mi sembra giusto partecipare e dare il mio piccolissimo contributo, invece di limitarmi a "prendere" soltanto.. Son d'accordo con te che i "grandi" sembrano spesso fare cose senza senso: in realtà ce l'hanno di sicuro, anche se noi non lo capiamo. Io non suono la cromatica, comunque nei pezzi cui ti riferisci penso si tratti di stile personale (magari Larry Adler avrebbe suonato tutto diverso). Io ti consiglio di chiederlo direttamente a Milici, tramite la sua e-mail: in passato l'ho contattato ed è stato molto molto gentile e disponibile, lui sì che saprà darti spiegazioni e validissimi consigli. Ciao
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2. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
Scritto da corrado on
13-Feb-07, 12:29 PM (GMT)
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Caro Marmor,il mio messaggio non era una conseguenza diretta dei tuoi e ci tengo assolutamente a precisare che comunque non volevo in alcun modo essere polemico. La mia è veramente un'esigenza di capire quali sono i motivi tecnici che intervengono nella scelta della tonalità nell'esecuzione di un determinato brano. Forse l'oggetto del messaggio sembra un pò provocatorio e me ne scuso anche con coloro che spero mi vorranno essere d'aiuto.Cordialità a tutti gli appassionati,Corrado.
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3. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
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Scritto da Marmor on
14-Feb-07, 04:11 PM (GMT)
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Ciao Corrado, tranquillo, nessuna polemica! Ti capisco, anch'io in passato ho pensato le stesse cose: cerchiamo di imitarli e quasi ci fanno rabbia per come sono "irraggiungibili"! Il fatto è che loro, con la grande tecnica e esperienza che possiedono, possono permettersi di suonare le note che vogliono. E a questo, -come ha detto Triassi una volta, se ricordo bene- è bene avere una tecnica notevole: non tanto per esibirsi in virtuosismi, quanto per avere i mezzi per poter esprimere al 100% ciò che si vuole. Riguardo al cambiamento di tonalità, è frequente nel Jazz, e non solo. L'effetto è quello di un "crescendo", si ha più enfasi in quel momento. Mi vengono a mente "Farther along" ( passa da G ad A) e "Buonanotte fiorellino" (da F a G). Ciao Corrado, buono studio!
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4. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
Scritto da corrado on
14-Feb-07, 08:42 PM (GMT)
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Caro Marmor,certamente è come dici tu,si pensa di poter competere con i mostri sacri,ma ci si rende presto conto che loro sono dei professionisti che hanno dedicato anni ad intensi studi e usano l'armonica come espansione del cuore e del cervello. Io sono ormai avanti negli anni e non ho molto tempo per studiare; dall'armonica voglio trarre divertimento,non devo fare spettacoli. Mi rimane comunque la curiosità di capire lo spirito dei grandi per imparare con più facilità. Complimenti per la tua pacatezza e a presto,ciao, Corrado.
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5. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
Scritto da Andrew on
16-Feb-07, 05:21 AM (GMT)
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Bhè, per quanto riguarda il brano di Bach, il fatto è che inizia su un Fa#, perchè è scritto in Si minore. Ovviamente, al di là di considerazioni "tecniche" sulla musica, resta il fatto che ciascuno di noi può trasportare in un'altra tonalità a lui più congeniale ogni brano, questo sì; tuttavia nel campo della classica (ma anche del jazz) normalmente al momento di effettuare una scelta di repertorio per un CD, si registrano i brani nella tonalità originale voluta dal compositore. E non è sempre facile suonare in tutte le tonalità con ogni strumento, non a caso lo stesso Bach ha ritrascritto la "Ciaccona", originariamente per violino ed in tonalità di Sol, per clavicembalo (oggi la si esegue al pianoforte per lo più, in tonalità di Do. Ora, la nostra armonica è uno strumento per il quale di letteratura classica originale ce n'è pochina (anche se non pochissima) ed è spessissimo necessario ritrascrivere, (come nel caso dell'Aria sulla IV corda) brani composti per altri strumenti: a questo punto il rispetto della tonalità originale (che dalla sua ha anche il differente impatto psicoacustico delle singole note intese come "frequenze" sul nostro cervello) è un modo per misurarsi con la reale intenzione espressiva del compositore. Ben inteso: ho in repertorio quel brano e lo eseguo abbastanza spesso: è una melodia conosciuta che piace molto al pubblico ("Uh, la sigla di Quark!" :) ) ed è di uno dei compositore più importanti in assoluto di tutti i tempi... Però, effettivamente, tenere a quel "metronomo" quel "Fa#" aspirato per tutto quel tempo non è affatto facile, ma proprio per nulla! Ma tant'è, ed ogni volta cerco di non metterlo proprio all'inizio del concerto, per riscaldare lo strumento e renderlo sufficientemente elastico e veloce in modo da supportare il mio diaframma il più possibile ;)
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6. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
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Scritto da Mark O' Moon on
16-Feb-07, 01:27 PM (GMT)
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Salve , ho apprezzato il modo pacato con il quale è stato affrontata la questione e, devo dire di essere fondamentalmente d'accordo con entrambe le correnti di pensiero. Io credo che il nocciolo del problema stia nel fatto che quelle cose che a noi sembrano complicate ( e che in realtà lo sono) rientrino nella normalità per chi le esegue. In pratica aumentando il tasso di tecnica individuale diminuisce o sparisce il concetto di "cosa complicata". Saluti a tutti
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7. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
Scritto da corrado on
16-Feb-07, 03:18 PM (GMT)
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Bene,me la sono cercata.Mi sembra di essere tornato studente quando più approfondivo lo studio e più avevo l'impressione di sapere di meno.I nodi della mia ignoranza musicale stanno venendo al pettine. Scale modali,tonali,sottodominanti,lidie,isolidie frigie etc.etc.sono tutti termini sentiti o letti da qualche parte(forse sui libri delle medie di mia figlia?),ma purtroppo per me formano un ammasso di cognizioni disorganizzate e quindi quasi inservibili. Sono daccordo che più è elevato il livello tecnico e meno difficoltà si incontrano ad eseguire i brani ma è pur vero che per elevare il livello non è sufficiente la pratica,l'allenamento,ma è,credo,indispensabile,una ottima conoscenza della teoria musicale. A Vimodrone(MI)dove vivo mi sono rivolto ad una scuola di musica nell'intento di studiare un pò di teoria;purtroppo non sono stato accettato perchè, terzo armonicista presentato in 10 anni, non giustificavo, ovviamente, l'organizzazione di un corso apposito. Poichè non ho possibilità di spostarmi in altre località più fortunate dovrò rassegnarmi a far da solo e facendo comunque tesoro delle informazioni e consigli appresi su questo sito grazie alla cortesia e disponibilità dei vari bravi armonicisti che vi partecipano.Corrado
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8. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
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Scritto da Carlo on
18-Mar-07, 11:43 AM (GMT)
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Caro Corrado, Burger inizia con un Fa diesis perchè Bach ha composto così la celebre Aria sulla quarta corda. La tonalità ufficiale è dunque il Re maggiore. Così è in tutti gli spartiti e nelle incisioni ufficiali. Quanto a Milici non gli si può rimproverare nulla. Anzi... l'armonica è uno strumento in cui bisogna ben coniugare soffio ed aspirazione. Quando è possibile si possono adoperare i suoni omofoni (cui ad un'aspirazione corrisponde il soffio). Insomma, l'armonica (e soprattutto quella cromatica) è uno strumento musicale piccolo, ma tutt'altro che facile. Poichè lo suoni significa che non sei certo uno sprovveduto! Ciao, Carlo
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9. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
Scritto da corrado on
18-Mar-07, 07:47 PM (GMT)
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Ciao Carlo,sono contento che l'argomento abbia suscitato ulteriore attenzione. Ti faccio quindi un'altra domanda che spero non sia banale. Sempre con riferimento alla "aria sulla 4a. corda",qual'è il ragionamento che porta a dire che dato che inizia con FA diesis,la tonalità del brano è RE maggiore?Grazie e ciao,Corrado.
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10. "RE: I professionisti complicano le cose?" |
Scritto da Claudio B on
19-Mar-07, 09:41 AM (GMT)
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Ciao,Il brano è in RE in quanto la partitura originale ha due diesis in chiave (il FA e il DO) ed il numero degli accidenti in chiave identifica la tonalità del brano. Gira un po' su internet e troverai la corrispondenza tra le due cose (accidenti-tonalità). Approfitto comunque per spingere tutti a qualche corso di ear-training, che aiuta incredibilmente i processi di apprendimento e amplifica le potenzialità di esecuzione di ogni musicista. Nel brano in questione, un medio livello di ear-training ed un primo livello di teoria, ti farebbe "percepire" che la prima nota dell'aria è la terza della tonalità del brano e, sapendo che è un fa#, arriveresti a dedurre, senza avere sottomano la partitura, che il brano è in RE. Un ultimo appunto: il brano originariamente era in RE, ma un violinista tedesco, più di cento anni dopo, lo ha trasposto in DO per poterlo suonare tutto sulla quarta corda del violino: da qui ha preso il suo nome comune "aria sulla quarta corda". Per Bach era solo il secondo movimento della suite per orchestra n.3. Ciao, Claudio
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